Sapete chi sono … Avrei proprio bisogno di sentire … Il sole bruciava / la mia pelle … debbo indossare abiti leggeri … Li ho visti camminare … Non mi chiedere / dove se ne vanno … E’ stata passeggera …
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Linguaggio. Dell’istinto e della emozione . Della evenienza e della circostanza. Plasmato. Nel rendere sorgiva la vita. Nel soccorrerla. Nel nutrirla.
Poi. Virtù oracolare. Della seduzione. Del lascito. Di pieghe di silenzi. Dove si annida il possibile. O il doveva essere.
Inganni. Qui. Ora. Di donne. Dove. Ogni pensiero. Ha un rovescio. Una rivelazione.
Il salvataggio. Di un ipotetico. Il dubbio. Del germoglio.
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Amore! Mio. Che occhi. I. Tuoi.
Onde. Di mare. Di fughe negate.
Statue di sale.
Templi crollati.
Oltre l’abisso. Di. Verità.
Amore! Mio. Che occhi. I. Tuoi.
Quanti marosi. Negli occhi. Tuoi.
Quante tempeste.
E. Quante reti.
Senza rifugio. Per. Gli occhi. Miei.
Amore! Mio. Che occhi. I. Tuoi.
(franchini, da “amanti furiosi” – omaggio a V.De Moraes – poema degli occhi – )
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Non mi chiedere
dove se ne vanno
le rondini
a primavera.
Ho dimenticato
il tepore di terre
Vivo in terra straniera.
Abito dell’appartenenza
l’esilio.
Non mi chiedere
dove migrano i tonni.
Ho svuotato
degli abissi le profondità.
Non mi chiedere
come sto.
Tamponami il cuore.
(Manuela Agostinelli)
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Sapete chi sono Lali, Lela Lila Lulu e Obama? Sono cinque esemplari di tigri bianche venute alla luce il mese scorso nello zoo di St Aegyg am Neuwalde, in Austria. Gli adetti al parco hanno fatto una grande festa in loro onore. Le tigri bianche sono animali rari e ancor più raro è la nascita in cattività. Ogni tanto qualcosa per cui festeggiare, evviva!
(Raffaella Ferrari)
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Il sole bruciava
la mia pelle
desiderosa d’acqua.
Il mare lasciava
un gusto di sale
nella mia bocca.
Il rumore delle onde,
costante, imperturbabile,
mi cullava
in luoghi lontani.
Dov’eri tu.
Mio angelo perduto.
(Erica Liffredo)
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E’ stata passeggera
la malinconia.
Amo il vento che tutto pulisce
La pioggia che tutto lucida
Camminerei sul sole
accanto a te
Nemmeno le orme
le sue
potranno portarti lontano
Tu sei a casa.
(Sonia Maioli)
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Li ho visti camminare allineati, con le gambe sincronizzate e il busto eretto. Lei con la sua borsa vintage in coccodrillo comprata quaranta anni fa in quel negozio in Prati e ancora intonsa, e il suo bel vestito blu. Le scarpe da professoressa e l’acconciatura perfetta e trapezoidale. Lui, con i capelli bianchi a corona sulla testa calva, gli occhiali e il suo competo marrò del sarto. Mano nella mano. Immortali.
(Elisabetta Malantrucco)
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debbo indossare abiti leggeri
per ondeggiare su campi minati
in mercati speziati
per visitare un simulacro
di arcobaleni di desideri
incontaminati di sangue lavato
debbo affittare un sorriso
stampato un post-it colorato
per domande vere
per risposte ormai dimenticate
debbo comprare oceani srotolati
fingendo un buon affare
una scorza di mandarino
debbo pescare nei ricordi
o almeno farli areare.
(Carmela Panariello Franchini)
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Avrei proprio bisogno di sentire
adesso che è già tardi
quelle parole belle che parlano poi
anche nel silenzio e dicono e ridono
e si perdono dietro i pensieri
come i bambini dietro i colori dei palloncini
e si incontrano e si baciano e poi ridono
avrei proprio bisogno adesso adesso
delle tue parole abbracciate strette
quelle buone come il pane
che sanno fare conoscono la strada
dei desideri
e non mi spaventano ragionando solo di sé
avrei bisogno di piangerti tra le braccia
il troppo amore
e poi sorridere perché le tue parole
se lo respirano per rendermi quel fiato
che le mie lacrime si erano bevuto
ma adesso fuori piove
(Marisa Rossini)
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INGANNI
(ti ho ingannato perché sono stata sincera in un momento di irripetibile emozione – c.f.)
(sono una folla! di anonime moltitudini e stridenti voci. di loro avrei potuto farne un melodioso contrappunto. ma quella folla non è altro che il risultato di quei miei contrattempi. m.a.)
(la seduzione del rifiuto … più potente di ogni richiesta d’amore esaurita. c.p.f.)
(Siamo stati sempre zitti a mescolarci i pensieri. Ora parliamo, prima che vada in cucina a preparare la cena. m.r.)
(rinsecchiranno le rose, l’amore con cui le guardo mai! p.i.)
(Non ho mai cercato la mia metà. Semplicemente perché sono nata già tutta d’un pezzo. M.O.D.P.)
(“Cosa hai messo dentro la mia bottiglia? ‘un sorso di me’ “ – e.m.)
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“INGANNI” è un dispiegamento della femminilità più intima e sconosciuta attraverso una poliedricità di espressioni di donne di diversa attività sociale.
“INGANNI” è un dispiegamento della femminilità più intima e sconosciuta attraverso una poliedricità di espressioni di donne di diversa attività sociale.
imperfetto è il non compiuto che non esclude il poter compiersi … che resta, vero, un sospeso … ma che, come tale anticipa, ogni sortilegio e scansa il niente … lo scritto è un brano di un poema che si può leggere al link poetica e, poi, al successivo “tra l’amore e e il morire “ del mio sito … mi permetto suggerire la lettura, opportuna nel caso, de “dalla signora di thémines – una lettera che attendo”
Molto bella la poesia “Ti ho persa?” – quel genere di eroismo, lo definirei demente, più che imperfetto. Mi piace anche la notte che fagocita tutti i buongiorno…
chapeau !