Misure a sostegno dell’occupazione
È necessario alleggerire la pressione sulle aziende e riconoscere un diritto acquisito per chi ha raggiunto i 35 anni di lavoro.

Il Ministro del Lavoro sta cercando di portare alla discussione nuove norme per l’apprendistato, bonus fiscali per le imprese che assumono under 35, senza rendersi conto che stiamo parlando di piccolezze, di fronte ad un grande buco nero che sta logorando l’economia. Si tratta di scelte inadeguate, se almeno non supportate da manovre ben più ampie che possano cambiare il contesto generale. Mi spiego meglio.
Quale impresa, in questo momento critico dell’economia, è in grado di assumere un giovane, o anche un meno giovane? Nessuna. Allo stato attuale dei fatti e del momento mancano le commissioni, le richieste di beni e servizi e i consumi della famiglie sono ridotti al trend del dopoguerra. Persistono, però, le molte incertezze per il futuro che si trascinano da più anni.
È indicativo che le famiglie e i piccoli risparmiatori, tendano ad investire in Bot, anche di fronte a tassi bassissimi, ma le aste continuano ad andare a ruba. Si cerca la sicurezza in beni rifugio, congelando i pochi risparmi racimolati in vista di tempi peggiori. Il mercato dell’automobile è sottozero, come anche le ristrutturazioni. Mi auguro che la nuova manovra per gli incentivi sul recupero edilizio, restauro immobiliare possa dare nuova energia, ma attualmente la proporzione è un mercato interno in calo, meno lavoro e più disoccupazione.
La staffetta economica messa in atto in Lombardia e in Emilia Romagna per accompagnare i lavoratori over 50 prossimi alla pensione agevolando il turnover generazionale e prediligendo l’assunzione di giovani, si è dimostrata un’arma a doppio taglio perché ha richiesto un grosso aiuto dalla macchina statale, che ad oggi è impossibile.
È necessario dare fiducia ai mercati scrivendo leggi semplici e attuabili. La partita sul sistema elettorale, presidenzialismo, rimborsi elettorali, sono temi importanti per il futuro, ma non fondamentali oggi per le imprese e lavoratori. Dobbiamo avere risposte concrete e condivise per il rilancio: con una prospettiva di ripresa e un futuro più roseo, anche l’aumento di Iva e di Imu potrebbero, forse, essere accettati. In questa condizione anche l’aumento di un centesimo risulta un furto a danno di imprese, lavoratori e famiglie.
Ricordo la nostra proposta, sostenuta anche nei tavoli nazionali, di agevolare il pensionamento di coloro i quali sono stati penalizzati dalla riforma Fornero, percorrere la strada della riduzione dell’età pensionabile dai 58 anni in poi, in cambio dell’assunzione dei giovani. È necessario alleggerire la pressione sulle aziende e riconoscere un diritto acquisito per chi ha raggiunto i 35 anni di lavoro. Non ci servono abracadabra, ci bastano risposte vere.

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