medi-azione
“diritto sì diritto no” (progetti, proposte, indicazioni e commenti non solo per la Classe) da una idea e coordinato dall’avv. Carmela Panariello Franchini
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medi-azione
La cultura della mediazione è, dovrebbe essere, un principio sano; un principio di solidarietà, un misticismo di rapporti, una valutazione generosa del “mio giuridico” riconosciuto alla dimensione sociale e individuale altrui
Anche i consideranda (se ne contano trenta) contenuti nella Direttiva n. 2008/52/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 sono ispirati a principi di solidarietà, reciprocità, comunicazione , amicizia.
La reintroduzione della mediazione sembrerebbe, dunque, ispirata non solo alla Convenzione sui diritti umani (che all’art. 6 invita a garantire tempi ragionevoli per la risoluzione delle controversie al fine di scongiurare i ricorsi alla Suprema Corte) ma, anche, alla introduzione di una cultura della tolleranza , alla relazione amichevole, fiduciosa, socialmente sostenibile.
A tali principi si richiamano le tradizioni dei paesi europei (che hanno la cultura della mediazione nel DNA) mentre l’Italia è posizionata agli ultimi posti nelle classifiche di efficienza del sistema giustizia avanti solo a Turchia e Ucraina.
Nei paesi europei dove la mediazione è di casa non per imposizione legislativa – ma per un ideale corrispondente all’idea di dignità umana e la reale cultura comunicativa messa a disposizione dalle strutture pubbliche sul territorio- appare operativa senza intoppi e resistenze.
In Francia, dove già esistevano strutture di prossimità, è stata introdotta una ordinanza applicativa per la “semplificazione e miglioramento della qualità del diritto” in nome della fraternitè; un fondamentale principio di prossimità territoriale specie nelle risoluzioni di conflitti familiari e minorili.
La mediazione, per esprimere adeguatamente la cultura che è nelle intenzioni, dovrebbe recuperare una reciprocità reale, estesa a tutte le materie; senza il distinguo che caratterizza la esenzione per lobby potenti che operano con predominanza imponendo o privilegiando esclusioni.
E’ impressione che si agiti un conflitto, nelle diverse anime del campo Giustizia, dove le lobby continuano a dettare le agende costringendo a ripiegamenti, ripensamenti e, forse emendamenti.
A provvedimenti inadeguati anche in ordine alla necessaria indipendenza del mediatore che non viene sufficientemente esaltata; poiché si ritiene necessaria e inclusiva la sola nozione di imparzialità.
Non a caso i concetti di imparzialità e indipendenza della Magistratura risultano differenziati ed evidenziati, singolarmente e adeguatamente, nella giurisprudenza della Corte che “richiede che la funzione del giudicare sia assegnata ad un soggetto “terzo”, non solo scevro di interessi propri che possano far velo alla rigorosa applicazione del diritto, ma anche sgombro da convinzioni precostituite in ordine alla materia del decidere, formatesi in diverse fasi del giudizio, in occasioni di funzioni decisorie che, egli sia stato chiamato a svolgere in precedenza”; richiamandosi ai principi della uguaglianza dei cittadini, della pari loro dignità e libertà di fronte alla legge; secondo i principi fondamentali che si rinvengono nei primi incisivi capitoli della Carta.
Il mondo dell’avvocatura ha individuato nella mediazione obbligatoria un onere supplementare a carico dei cittadini; senza contropartite adeguate in tema di efficienza, rapidità, certezza del diritto.
E’ di queste ore la dichiarazione del Presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha rimesso in dibattito il tema della Giustizia civile: “Come presidente del Senato intendo utilizzare a pieno tutti gli strumenti a mia disposizione perché ai temi della giustizia si dedichi un dibattito parlamentare costruttivo, il più completo possibile, e che il confronto possa offrire al Paese regole e procedure più moderne ed adeguate ai bisogni della nostra società”; rammentando di non aver perso di vista “gli obiettivi della sua funzione precedente: legalità, giustizia e verità”.
Anche la mediazione, allora, va ripensata nell’ottica della reale e concreta incisività fuori dalle logiche che finora ne hanno inquinato il dibattito; con decisioni che intendono adoperare una chirurgia estetica per i “compiti europei” ponendo rimedio inadeguato a bruttezze divenute, volontariamente o involontariamente, endemiche
Una vera cultura della mediazione si dovrebbe venire ad esprimere con accessi completamente gratuiti e con finalità tese a pervenire al concreto risultato di definire il contenzioso con una conciliazione.
La regolamentazione attuativa dovrebbe, peraltro, prevedere sanzioni per coloro che, invitati alla mediazione se ne astengano immotivatamente; così perseguendo lo scopo di allungare i tempi della domanda di Giustizia coltivando volontariamente la conflittualità ; senza conseguenze, se non eventualmente future nella valutazione del comportamento e -nel regime delle spese di soccombenza-.
Nel sistema giudiziario francese vigono le “astraintes” –sanzioni pesantemente punitive- e, comunque, nel sistema processuale italiano, è stata introdotta una simil norma con l’art. 614 bis cpc che consente al Giudice di applicare misure coercitive indirette.
Potrebbero essere utili per alimentare la cultura del confronto e allacciare un dialogo costruttivo?
avv. Carmela Panariello Franchini
Per i mesi di luglio e agosto non mi applicherò a DIRITTO SI DIRITTO NO. Ringrazio coloro che hanno seguito la rubrica. Auguro a tutti buone vacanze.
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Le informazioni prodotte, se afferenti a attività di giurisdizione, devono essere riferite con trascrizione conforme e nelle forme prescritte dal codice di materia di protezione dei dati personali, ai sensi dell’art. 52) del DLGS 196/2003.
In ogni caso, devono essere omesse le generalità ed altri dati identificativi relativi a persona offesa da atti di violenza sessuale (art. 734) bis cp) nonchè dati dai quali può desumersi anche indirettamente l’identità di minori, oppure delle parti nei procedimenti in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.
Sono applicate le “Linee guida in materia di trattamento di dati personali nella riproduzione di provvedimenti giurisdizionali per finalità di informazione giuridica” del 2 dicembre 2010 come emanate dal Garante per la Protezione dei Dati Personali (Gazzetta Ufficiale n. 2 del 4 gennaio 2011) di cui si riporta il punto 2
2- Diffusione delle sentenze e degli altri provvedimenti giurisdizionali
La diffusione dei provvedimenti giurisdizionali costituisce fonte preziosa per lo studio e l’accrescimento della cultura giuridica e strumento indispensabile di controllo da parte dei cittadini dell’esercizio del potere giurisdizionale.
Il Codice favorisce la più ampia diffusione delle sentenze e degli altri provvedimenti dell’Autorità giudiziaria per i quali sia stato assolto, mediante il deposito nella cancellerie e nelle segreterie giudiziarie, l’onere della pubblicazione previsto dalle disposizioni dei codici di procedura civile e penale.
La conoscenza di tali provvedimenti può, infatti, essere realizzato, in primo luogo, dalla stessa Autorità giudiziaria “anche attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale della medesima autorità nella rete Internet” (art. 51, comma 2), osservando alcune cautele previste dallo stesso Codice (art. 52, commi da 1 a 6), volte alla tutela dei diritti e della dignità degli interessati.
Con l’osservanza di tali cautele, è inoltre “ammessa la diffusione in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali” (art. 52, comma 7).
Si invita alla stesura di scritti non superiori alle 30 righe.
Ciascuno degli autori e/o commentatori degli interventi è soggettivamente responsabile, civilmente e penalmente, della veridicità degli assunti e delle dichiarazioni rese.
Le collaborazioni, comunque intese, sono a titolo non oneroso.
Le richieste di pubblicazione di interventi dovranno essere inviate, con file in formato word, tramite pec, all’indirizzo studiolegale@pec.panariellofranchini.it.
Per contatti: avv. Carmela Panariello Franchini – cell. 331 83 10 667
Ci si riserva valutare la opportunità di pubblicazione.
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Grazie per il pensiero!
Una bella ed enigmatica poesia.. poi un vero e proprio trattato!
Complimenti.. direi che potrebbero partecipare all’Oscar Internazionale contro il bullismo… per essere letti.. il tutto .. anche dai giovani!
Provi a pensarci.. Carmela!
Le allego il link del Bando:
http://www.acraccademia.it/novità%201%20Poesia%20il%20baggese.html
.. a presto e ci faccia sapere.
http://www.acraccademia.it/STAFF.html