Racconta la ricerca della libertà, la voglia, l’esigenza di uscire dalla stanza in cui abbiamo/hanno rinchiuso la nostra anima.

L’arte della felicità al cinema parla di due fratelli, due vite, due continenti.
Nel diluvio pressoché continuo Sergio , un tassista ex promessa musicale, guida il suo taxi, accompagna alle loro destinazioni passeggeri (veri o immaginati?), dispensa consigli, cerca conforto nell’ascolto di una radio, ripensa la sua vita, il suo passato di virtuoso del pianoforte, ma ha ricevuto una notizia che cambierà la sua vita…niente potrà più essere come prima.
“Questa è una storia che comincia dal basso, come dal basso si solleva ciò che aspira e poi si riempie di ciò che respira…” Così ha esordito il regista presentando il suo lavoro a Venezia dove ha aperto, fuori concorso, la settimana della critica.
Racconta la ricerca della libertà, la voglia, l’esigenza di uscire dalla stanza in cui abbiamo/hanno rinchiuso la nostra anima e non importa se cerchiamo la libertà alle falde del Vesuvio, ai piedi di una montagna del Tibet o alle mura di Angkor Wat.
La libertà è fuori dalla stanza basterebbe solo aprire la porta ma spesso non la troviamo.
Questa è una ricerca non solo della libertà ma della propria anima e per questa ricerca ci è sembrata particolarmente importante l’apporto della musica perché questo film parla molti linguaggi passando dalla verbosità di Sergio, al linguaggio musicale (dal jazz alle canzoni) inframezzati dal linguaggio delle immagini con rari quadri colorati nel grigiore monotono di chi sta tentando di elaborare un lutto.
La voglia di sperimentare (sempre più rara nel cinema italiano, specie se si tratta di animazione), la curiosità dell’esplorazione, il desiderio di affinare sempre più la tecnica, a volte rendono il racconto un po’ confuso e troppo affollato dei monologhi interiori di Sergio ma la musica che accompagna i momenti del ricordo, della rabbia piena però d’amore nei confronti del fratello che lo ha “abbandonato” per trovare la sua anima /felicità come monaco buddista, ci porta una speranza…prima o poi la pioggia cesserà e allora tornerà il sole e forse tornerà anche la musica.

Lascia un commento