Cinquant’anni dopo l’apertura dei lavori del Secondo Concilio Ecumenico Vaticano siamo forse pronti a riscoprire la bellezza dei testi nati da quella Assise.

Avere l’occasione di rileggere per intero i Decreti conciliari offre una chiave per capire meglio il senso profondo di quell’appello di Benedetto XVI a interpretare il Concilio Vaticano II non come un momento di cesura ma alla luce della bimillenaria Tradizione della Chiesa e quindi come espressione di un desiderio di rinnovamento nella continuità. In quest’ottica, i documenti conciliari possono rappresentare un patrimonio inestimabile di insegnamenti e una bussola per orientare la Chiesa nell’opera di nuova evangelizzazione. Una rilettura attenta e integrale dei singoli decreti, capace di andare alle fonti teologiche e magisteriali grazie alla guida sapiente degli autori dei commenti, appare oggi necessaria e profondamente salutare, sia per i protagonisti del primo periodo post-conciliare che per i giovani che desiderano vivere autenticamente il tanto discusso “spirito del Concilio”.
Guardando alla storia della Chiesa, cin quant’anni sono un periodo relativamente breve, ma forse sufficiente per osservare gli eventi alla giusta distanza e liberarci da ogni approccio emotivo o ideologico. Il Concilio Vaticano II è stato il primo “Concilio mediatico” della storia della Chiesa, e se da un lato questa eco ha favorito la diffusione del messaggio, dall’altro però ne ha facilitato la distorsione.
Questa Collana è stata pensata per offrire a un pubblico vasto, e non solo agli addetti ai lavori, la vera ricchezza dei documenti conciliari, con la speranza che un confronto diretto con i testi possa incoraggiare una conoscenza profonda e ragionata dei contenuti dei Decreti. La scelta di inserire il testo originale accanto alla sua versione in lingua italiana nasce proprio dalla consapevolezza che spesso anche le traduzioni risentono di una particolare ermeneutica.
Solo ponendosi in ascolto di quanto i Decreti conciliari realmente dicono è possibile scorgerne la grandezza e capire quanto il Concilio rappresenti un evento della storia ecclesiale da leggere al di là di ogni riduzione storicistica o ideologica.

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