tra il peccato e la grazia – scritti di franchini tra i vizi osceni del pensiero e i fumi eleganti della poesia
Da tempo. Non scrivo. Ho annotato e stipato. In quello spazio del cervello. Dove. Si nascondono i ricordi. Forme. E. Parole. E. Perché no. Pensieri. Vantando la mia tensione. A trarli fuori. D’un tratto. Pure. Maciullati. …
il peccato
Da tempo. Non scrivo. Ho annotato e stipato. In quello spazio del cervello. Dove. Si nascondono i ricordi. Forme. E. Parole. E. Perché no. Pensieri.
Vantando la mia tensione. A trarli fuori. D’un tratto. Pure. Maciullati. Macinati. Conditi di altre riflessioni. Quali che siano. O . Che voglio che siano.
Così. Camminavo. Attraversando un mercato di cenci. Rovistati tra i rifiuti Avvolto dalla usuale nube di stupore. Per i pentimenti dell’età. E. D’improvviso. Fui investito. Da uno sguardo severo. Di posa. Che balzava fuori da una foto/ritratto. Troneggiante. Tra le pezze vecchie.
Lui. Aveva. Negli occhi. L’alterigia del benessere. La compiacenza. Falsamente disponibile. A essere socievole. Un borghese sazio. Degli ani ’50.
Forse sbaglio. Perché forse lui era un povero cristo con il vestito nuovo. Che aveva posato perché la moglie lo mostrasse. Lo esibisse. Fiera.
In un altro tempo. Mia nonna “biscotto”. La madre di mio padre. Mi donava la metà. Della sua pensione di guerra. Comparandomi. All’immagine della foto. Nella cornice bianca.
Lui. Aveva Uno sguardo dolce e ammaliante. Lo sguardo dimenticato. Abbandonato. Sul Carso. Nel 1917. Quota 123.
Umberto era. Il suo nome. Con un cappello a falde larghe. Come nelle foto. Di inizio ‘900.
Un giorno. Nonna “biscotto” decise. Ritagliò la foto. Tolse via il cappello.
Era bello. Umberto. Forse più bello del ricordo. Poi. Scomparve. Come era scomparso 50 anni prima. Come erano scomparsi. I suoi compagni. Dai boschi. Dai campi. Tra fiori di mitraglia. Ignoti.
Ritrovai la foto. In un vecchio secretaire. Lacerata. Fatta a pezzi. Frantumata. Forse. Per essere lo strazio. Di un lamento. Che almeno una volta. Lui ascoltasse.
la grazia
Ti affido.
Un canto sedotto.
Perché. Tu. Possa colorare.
L’ordito. Della. Bandiera di astuzia.
Intrappolata. Nella. Ingordigia di donna.
Appartata.
Tra. Frutteti. Di. Lunghi inverni.
Tra. Impervi cespugli di verdi. Accesi.
Tra. Ghirlande. Venute giù. Dagli indizi.
Di. Essenze accecate. Dal. Tuo. Cuore.
Ti affido.
Un canto sedotto.
Perchè. Plachi il delirio.
Quando. Offendi il bene. Che rovisti.
Sbiadendo i dipinti. Di. Fervore.
Della. Nostra analogia.
Che rimbalza. Amara. E. Amata.
Tra. I colli. E. I ruscelli.
Di. Anni. Sotterranei e confusi.
Ti affido.
Un canto sedotto.
Superbo. E. Pazzo di me.
Nella vertigine. Di. Una. Ricompensa.
Sancita. Alla fine. Di un orizzonte ricurvo.
Nella. Cortesia di cristalli. Struggenti.
Seminati. Oltre. Il piacere della terra.
Onorato. Delle età che verranno.
Mentre. Il. Tuo. Dominio è. Un bacio negato.
Dove. Vagheggia l’arte. Del profeta.
Ti affido.
Un canto sedotto.
Senza. L’enigma della melodia.
Senza. La corona del poeta.
Non. Ospitato. Dalla. Tua. Nudità.
Pallida. Come. Il giaciglio cigolante.
Sulla. Spuma della risacca.
Quando. Un commiato segreto.
Inganna. Dell’innamorarsi abbozzato.
Senza. I rimorsi. Dell’amato.
Senza. La curiosità. Del dolore.
Ti affido.
Un canto sedotto.
Perché. Sveli lo zelo.
Dei. Tuoi. Occhi. Selvaggi.
Quando. Sospendi una rinuncia.
Quando. Inciti una attesa.
Quando. Perdi. La. Mia. Voce.
Vendendola. Senza. Compenso.
O. Stracciandola. Perché non puoi. Domarla.
Ti affido.
Un canto sedotto.
Perche. Tu. Lo scruti. Solitaria.
Un giorno. Accanto a un segno.
Che ci demmo. Da bambini sconosciuti.
Dove. Il pianto delle vedove.
È il devoto affetto. Alla. Solitudine.
Quando. Si abbandona l’assenza.
E. Il. Vomito della riconoscenza.
Un canto sedotto.
Ancora. Come allora. Senza. Pianto.
da “tra l’amore e il morire”
canto
a una donna
che nel tempo, solo nel tempo, ha respinto la dedica
umiliando l’etica dell’arte, se non delle umane emozioni;
ma, nonostante, la mia poesia la ha amata e l’ama
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Intenso, profondo, sottile, è il rosso che si fa nero, su bianco.