
Giuseppe Saragat, anch’egli perseguitato dal regime mussoliniano, dopo la liberazione, fu il socialista dell’eresia e dell’anticonformismo fino al punto compiere scelte dolorose che non furono comprese ma anzi avversate e che oggi si rivelano come profetiche.
Il denominatore comune che ha unito in un unico filo rosso questi grandi socialisti che ricordiamo con orgoglio è stato l’amore per la democrazia, l’uguaglianza e la libertà.
E, poichè essi sono un patrimonio della memoria per tutti gli italiani, ci sarebbe piaciuto, che in nome di questi valori, venissero ricordati non solo dai socialisti.

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