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Ma nell’M5S c’è anche l’antiebraismo?

di Tiziana Ficacci | 30 Marzo 2013

Dopo l’intervento di Riccardo Pacifici, presidente della Comunità di Roma

 “Alcuni mi rimproverano di essere ebreo, altri mi lodano per esserlo, altri ancora me lo perdonano, ma tutti ci pensano… sono tutti affascinati da questo cerchio magico ebraico, nessuno può uscirne (Ludwig Borne (Loeb Baruch), 1830)”.
“Finora ovunque abbia agito questa chimerica società civile è parsa spesso una accozzaglia di dilettanti e pasticcioni. Ora arroganti ora vanitosi (Aldo Grasso)”.

002439746-c675694d-79b9-4449-85b0-53d12693f464In una intervista al quotidiano Haaretz, il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici pur sottolineando che la situazione per gli ebrei italiani è forse meno dura che in altri paesi europei, ha evidenziato che negli ultimi tre anni tra i 150 e i 200 ebrei all’anno hanno deciso di trasferirsi in Israele. Nella gran parte dei casi si tratta di giovani in cerca di opportunità lavorative migliori, qualche volta di pensionati che decidono di passare gli ultimi anni di vita nella terra del latte e del miele. Sebbene gli ebrei italiani siano un numero esiguo e non abbiano schiere di autorevolissimi rappresentanti nella classe dirigente – si contano sulle punta delle dita giornalisti importanti, imprenditori, politici –  sono considerati una potente lobby, potente come qualsiasi cosa sconosciuta percepita come una minaccia.  In realtà la maggior parte degli ebrei italiani  per retaggi antichi noti e dolorosi, è ancora oggi impiegata nel commercio. Ebbene, questa lobby, risibile nel numero, viene tirata in ballo per ogni cosa: a Roma vince un sindaco di destra? Perché è stato determinante il voto degli ebrei romani. E’statisticamente probabile che più di un voto gli sia venuto da lì, ma il chiacchiericcio è diventato così fastidioso che il succitato Riccardo Pacifici si è sentito in obbligo, anche per tutelare l’integrità di ognuno di noi, di intervenire per spiegare che una comunità così piccola non può fare a meno di avere corretti rapporti istituzionali con i rappresentanti delle istituzioni, qualunque sia il colore di chi le rappresenta. Giova inoltre ricordare che la Comunità è sempre stata in prima fila, spesso da sola, nella richiesta di licenziamento del consigliere diplomatico del sindaco, membro di spicco di Casa Pound, sola nello stigmatizzare la possibilità di una strada ad Almirante, e, oggi solissima, nel denunciare che nel blog di Beppe Grillo ci sono pesantissimi commenti – né rimossi né confutati – antiebraici. Certamente la dichiarazione della capogruppo della Camera che ha ritenuto buona la prima fase del fascismo – ahimè detto da una donna che quel regime considerava una macchina per la riproduzione – e accolto con disinvoltura dalla partitocrazia, è suonato inquietante alle orecchie degli ebrei.
E ancora, sull’onda dell’entusiasmo per l’elezione del nuovo papa, i media hanno esaltato il ruolo del teocrate per il suo abbraccio con l’ebraismo. In realtà è prassi l’invito all’intronazione, anche se la volta precedente il rabbino capo declinò l’invito perché in coincidenza con una importante festività ebraica. E, sarebbe appena il caso di ricordare, che il dialogo col mondo ebraico iniziò anche per opera del rabbino Jules Isaac che implorò Giovanni XXIII di ricordare le vittime della Seconda guerra mondiale. Al nuovo papa che tanti entusiasmi ha suscitato, sarebbe opportuno chiedere – ma sarebbe giusto che i cattolici facessero questa richiesta – di desecretare gli archivi che custodiscono gli atti di Pio XII che forse non volle vedere quel che succedeva agli ebrei italiani, e magari di soprassedere sulla eventuale santificazione. Agli ebrei dispiacerebbe vedere una figura così controversa sull’altare, ma ai cattolici non resterebbe che inginocchiarsi
Questa è la situazione che ha esasperato Riccardo Pacifici. Che ricorderà però che dove c’è vita c’è compromesso e si incontrerà presto con Beppe Grillo. Perché come dice il grande scrittore Amos Oz, l’opposto del compromesso non è l’integrità, ma il fanatismo e la morte.

Pubblicato in : Primo piano

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