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Hillary una donna da ammirare

di Oscar Bartoli | 28 Gennaio 2013

E smettiamola di definirle ‘donne con le palle’. A giudicare da come si presentano tanti politici e capi azienda in giro per il mondo si e’ portati a credere che i noti attributi siano sempre piu’ sgonfi e non certo elemento distintivo.

hillaryIl pollaio italiano pre elettorale, con il pigolio incessante delle tante chiocce e il chicchirichi imperioso dei vari galli ormai capponi, ha quasi ignorato l’audizione al senato americano di Hillary Clinton, segretario di stato uscente che e’ stata grigliata sul noto incidente terroristico di Benghazi che e’ costato la vita al giovane ambasciatore Chris Stevens e ad altri tre americani.
Gli italiani sono ormai ancorati e immersi in una sub cultura che privilegia la ‘gnocca’ rispetto ad altre caratteristiche, talenti e qualita’ che sono propri di ogni donna normale. Non e’ un caso infatti (andate a vedere) che ogni grande e piccola testata nazionale dia spazio alle video clip delle varie siliconate che si abbronzano al sole di Miami e fanno finta di essere sorprese dal paparazzo locale opportunamente allertato in precedenza.
Hillary Clinton, reduce da una caduta che le e’ costata una commozione cerebrale (si parla di una piccola trombosi comunque smentita), si e’ presentata nella gabbia dei leoni dello hearing sapendo che i repubblicani l’avrebbero attaccata pesantemente sugli sfilacciamenti organizzativi del suo ministero e dei servizi di intelligence emersi nell’episodio dell’attacco al consolato americano di Benghazi.
Mentre parlava i media hanno fatto passare piu’ volte l’immagine del marito che abbracciava la stagista Lewinsky e la dichiarazione di Clinton “Non ho mai avuto rapporti con quella donna…”
Poi altre immagini di quando Hillary, moglie del presidente, si batteva per l’approvazione di una legge sanitaria che venne bocciata e che Obama ha cercato in qualche modo di rappattumare con risultati non proprio confortanti.
Della serie: in America non si fanno sconti.
Hillary ha risposto alle domande piu’ dure con decisione e abilita’ rintuzzando le critiche e sottolineando che quei giudizi molto duri venivano da esponenti di un partito che al Congresso si e’ distinto negli ultimi anni nella riduzione del sostegno finanziario ai settanta mila diplomatici che in tutto il mondo difendono gli interessi americani.
Hillary ha ricordato la lunga lista di americani morti negli attacchi alle ambasciate in aree calde del mondo.
Il grande interesse dei media americani che hanno dedicato ore alla ripresa in diretta dell’audizione e ai commenti ed analisi successivi, dimostrano che Hillary e’ ancora considerata un forte possibile concorrente per le elezioni presidenziali del 2016.
Hillary, una donna !, e’ stato il segretario di stato nella storia degli Stati Uniti che ha percorso piu’ miglia zizzagando per il mondo intessendo rapporti con i responsabili politici di tutte le nazioni.
“Shame on you, Obama!” questa la frase di Hillary pronunciata nelle primarie democratiche passata alla storia perche’ dimostra quanto la scelta di un candidato per le elezioni presidenziali non vada avanti a colpi di fioretto e minuetti. E Obama, che non e’ certo uno stupido, penso’ subito quattro anni fa di scegliere questa donna guerriero per il piu’ delicato dicastero del suo gabinetto.
Non e’ dato sapere se Hillary tra quattro anni sara’ in grado fisicamente di concorrere per il mestiere piu’ duro del mondo. Ma un fatto certo e’ che deve essere ringraziata per il lavoro che ha fatto con la passione e l’intelligenza che solo certe donne riescono a mettere nei loro impegni professionali e quotidiani.
E smettiamola di definirle ‘donne con le palle’. A giudicare da come si presentano tanti politici e capi azienda in giro per il mondo si e’ portati a credere che i noti attributi siano sempre piu’ sgonfi e non certo elemento distintivo. Nemmeno in una cultura maschilista come quella italiana.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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