Un “breviario liberale”, in questi giorni tradotto in cinese, che contiene idee molto corrosive per qualsiasi ideologia totalitaria. Un florilegio di citazioni di autori liberali che accompagnano le considerazioni di Dario Antiseri, filosofo popperriano.

Ma cosa è questa idea liberale? Scriveva Luigi Einaudi: “Liberalismo […] è quella politica che concepisce l’uomo come fine. Si oppone al socialismo il quale concepisce l’uomo come un mezzo per raggiungere fini voluti da qualcuno che sta al di sopra dell’uomo stesso, sia esso la società, lo Stato, il governo, il capo”. A propria volta Ludwing Von Mises ha lapidariamente affermato: “Solo l’individuo pensa, solo l’individuo ragiona; solo l’individuo agisce”
Scrive Antiseri, facendo da eco, : “Il difensore della libertà rifiuta l’idea liberticida stando alla quale sopra all’individuo ci sarebbe qualche altra entità come, per esempio, lo Stato, il partito o la classe, una qualche altra entità autonoma e indipendente dagli individui. Dare sostanza ai concetti collettivi, reificarli – farli diventare cose – è una tentazione a cui è facile cedere. E si tratta di una tentazione liberticida contro la quale hanno reagito e preso posizioni prestigiosi rappresentanti della tradizione ‘individualista’”
Ma qual è l’idea fondamentale del liberalismo? La fallibilità umana. Scriveva Karl Popper: “Razionale è una persona a cui importa più di imparare che di aver ragione” . A sua volta Dario Antiseri scrive: “Se io so di essere fallibile e se tu sei consapevole della tua fallibilità, allora – se ci sta davvero a cuore risolvere i problemi – io aspetterò con ansia le tue alternative critiche; e tu sarai grato delle mie alternative alle tue proposte e delle mie critiche. Insomma: discuteremo. E la discussione è l’anima della democrazia.”
Un altro principio centrale per l’idea liberale è la ‘competizione’.Il premio Nobel per l’economia Friedrich A. Von Hayek ha lasciato scritto: “Così come per la sfera intellettuale, anche in quella materiale la concorrenza è il mezzo più efficace per scoprire il modo migliore di raggiungere i fini umani. Solo là dove sia possibile sperimentare un gran numero di modi diversi di fare le cose si otterrà una varietà di esperienze, di conoscenze e di capacità individuali tali da consentire, attraverso la selezione ininterrotta delle più efficaci tra queste, un miglioramento costante”.Antiseri, conseguentemente, fa la seguente considerazione: “La scienza progredisce tramite la più severa competizione tra idee; la democrazia è competizione tra proposte politiche; la libera economia è competizione di merci e servizi sul mercato. Competizione da ‘cum-petere’, che vuol dire: ‘cercare insieme, in modo agonistico, la soluzione migliore’”
Ma è l’homo liberalis il protagonista dell’idea liberale. Scrive Antiseri: “Il liberale è una persona consapevole della propria e dell’altrui fallibilità, e della propria e dell’altrui ignoranza…contro lo statalismo il liberale è liberista: difende l’economia di mercato, non solo perché questa genera il più ampio benessere, ma soprattutto a motivo del fatto che senza economia di mercato non può esistere nessuno Stato di diritto – e difatti ‘chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini’ “
Il dubbio e la tolleranza, secondo qualcuno di cui non ricordo il nome, sono i genitori del liberalismo e questo breviario ne è la testimonianza.
INDICE: 1. Individualismo metodologico – 2.Fallibilismo epistemologico – 3. Politeismo dei valori – 4. Non solo fallibili, ma anche ignoranti – 5. Il principio di competizione – 6. Il principio di solidarietà – 7. L’economia di mercato e l’imprenditore come costruttore di pubblico benessere – 8. La sovranità del consumatore – 9. Il principio di eguaglianza – 10. Il principio di solidarietà – 11. Antiperfettismo – 12. Il riformismo – 13. Meriti e non privilegi – 14. Homo liberalis – bibliografia

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