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Angela Hewitt: La leggerezza di Mozart con la Camerata “ Città di Prato”

di Enrico Martelloni | 16 Dicembre 2013

Mozart

E’ stata una buona scelta quella di modificare nel programma della Camerata Strumentale “Città di Prato”, l’ordine di presentazione dei pezzi musicali avvertendo il pubblico in sala un minuto prima dell’inizio per il concerto di venerdì sera 15 dicembre. L’impostazione prevedeva simmetria nel numero di musiche di Mozart, cui la serata era completamente dedicata: nella prima parte, invece, sono stati proposti, il concerto in re K175, il Rondò k382 e il concerto k 449, per lasciare alla seconda, il concerto k450 nella tonalità Si bemolle maggiore. Interprete al pianoforte, l’eccellete Angela Hewitt, canadese, vincitrice di numerosi premi con un curriculum di concerti sparsi per tutto il mondo, che ha guidato l’orchestra della “Camerata Città di Prato” e “Promusica” di Pistoia. E’ stato così più facile notare, nel confronto, l’evoluzione della creatività del genio di Salisburgo ascoltando l’elegante interpretazione al pianoforte d’Angela Hewitt, che si è presentata con un lungo abito bianco e fiori, come se fosse uscita dalla primavera del Botticelli. Nell’incedere felice del contrappunto, ha trovato la brillantezza del Mozart giovane, prodigioso, di stile galante, al quanto innovativo per sfuggire alla musica barocca ancora in voga in quegli anni. E’ nell’estate del 1773, infatti, che Mozart lascia Salisburgo e va a Vienna con il padre Leopold, per ottenere nuovi incarichi. Un anno importante questo del 1773 per Mozart, che attraverso la duttile orchestra diretta dall’ondeggiante e soave protagonista, ha proposto al folto pubblico l’evoluzione della sua piacevolissima musica. Di seguito, un Konzert Rondò, numerato k382; oltre agli archi, composto per due flauti, altrettanti oboi, corni due, timpani, e datato nove anni dopo, probabilmente scritto a Vienna nel marzo 1782, l’anno del Ratto dal Serraglio per intendersi. La carriera espressiva della novità sempre emergente di Wolfang trova un nuovo impulso nella costante produzione seguita con soddisfazione dal padre. Lo scoppiettante inizio del Rondò rende l’idea felice di pervaso ottimismo che doveva fare l’occhiolino al pubblico viennese cui Mozart ambiva essere apprezzato, foriero di ricchezza e successi che di lì a pochissimi anni troveranno conferme mirabili. Sensibilissimo e leggero nello sviluppo, il Rondò ha attratto il pubblico per l’esecuzione sinfonica cosi come doveva essere stato al suo debutto. Il concerto per pianoforte k 449 mi bemolle maggiore col quale si chiude la prima parte della serata, ha i tratti virtuosi e didattici del concerto per allievi, che Mozart scrisse per Barbara Ployer; una delle sue migliori e dotate.  La data riporta: 9 febbraio 1784, e pare che da questo concerto Mozart, abbia cominciato a catalogare le sue opere, ma solo quelle da lui reputate interessanti, mentre Kochel con metodo pignolo e più scientifico ne classificò per 626. Nulla da eccepire sul suo effetto ed esecuzione, ma è giusto che sia stato proposto staccato dal successivo k 450, scritto distante poco più di un mese dal precedente.  Di più ampia sostanza, quest’ultimo concerto per pianoforte in programma, ha esaltato le qualità dell’orchestra della Camerata: Mozart lo scrisse con differenti motivazioni dal k449, forse per se stesso, aprendo la via ai suoi grandi concerti viennesi.  Le difficoltà pianistiche del k450, regalano l’opportunità di apprezzare la prestazione d’Angela Hewitt terminando la serata con il brillante Rondò del terzo movimento, mentre ha sorpreso l’integrazione orchestrale e il breve ma luminoso dialogo del primo movimento tra il pianoforte e il flauto.

Pubblicato in : Musica

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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