Ennesima gaffe della presidente della Camera che “demonizza” la figura della casalinga. E ormai rilascia più dichiarazioni di Obama.

L’ultima che ho letto è stata:”L’Italia e’ tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. In tv i modelli sono quelli della CASALINGA o della donna seminuda. Da li’ alla violenza, il passo e’ breve”
Ora, che la Boldrini si spenda contro la ghettizzazione della donna, e contro una mentalità maschilista, che indubitabilmente esiste nel nostro Paese, lo posso capire e lo approvo. Ma che si spinga a demonizzare la figura della casalinga, che ancora riguarda 5 milioni di donne in Italia (e 130mila maschi, con le prime in diminuzione e i secondi in aumento), mettendola alla stregua dei modelli negativi, no.
Tra l’altro, dovrebbe anche riflettere sul fatto che una mentalità maschilista è anche quella che riguarda lei, per cui la donna che fa la Presidente della Camera (“mestiere da maschio”, secondo i maschilisti) è una ganza, mentre una donna che fa la casalinga una scemarella che non conta nulla.
Informo questo tipo di femministe, che si autoghettizzano come e più dei maschi, che secondo calcoli econometrici, il lavoro di una casalinga è quello che, per ora di lavoro, produce più valore economico a prezzi di mercato all’interno dell’intero sistema produttivo nazionale. Il problema è che non è contabilizzato, e dunque, in una società non solo maschilista, ma anche consumista, non gli viene attribuito valore. Ma se lo fosse (dati Boeri-Burda-Kramarz) varrebbe un terzo del PIL nazionale. E questo perchè l’economia domestica ha un risvolto pesantissimo sulla gestione della famiglia, che è il punto a livello del quale vengono effettuate le decisioni economiche più importanti nel novero del consumo e della spesa nazionale. Senza contare la coesione, della famiglia, che deriva dal fatto che c’è una persona che costantemente dedica attenzione ai suoi temi, ed è impegnata a risolvere i problemi non nei ritagli di tempo. Questa, si, una cosa non contabilizzabile ma che produce cittadini migliori, e dunque una società migliore.
I problemi, caso mai, sono nella scelta. Se una donna viene costretta in un ruolo di casalinga per motivi pseudo-culturali (ma come si vede, ora cominciano a crescere i casalinghi maschi…segno che non è sempre il maschio, quello che guadagna di più e dunque è “sacrificabile” sull’altare di una gestione più accorta della famiglia), o se, viceversa, oggi il ruolo di casalinga/o non se lo può permettere ECONOMICAMENTE quasi più nessuno, perchè sono rari i casi in cui uno stipendio solo basta a sostenere il menage familiare.
Ecco, queste sono solo alcune delle considerazioni che si possono avanzare sull’argomento. E, in considerazione delle quali, inviterei la Boldrini ad andarci un po’ più cauta con certe sue esternazioni.
Sennò, magari può spiegare come la casalinga sia una figura femminile sbagliata alla mi’mamma.
Che è casalinga, e lo è in virtù di una scelta, visto che lavorava. E che tutte le volte che sente queste cazzate, un po’ si sente offesa.

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