
Si annusano, si annusano…per ora quello e basta. D’altra parte il potere, e questo genere di potere in modo particolare, ha nell’ambiguità dei termini scelti per comunicare, l’arma millenaria per incontrarsi e restare divisi. Dall’una e l’altra parte si misura e ponderano le probabilità di un vantaggio. Nel complesso, la crisi ucraina attende le mosse dell’Ue, che non potrà far molto, perché non ha una politica estera che glielo consente. L’assenza dell’unità politica dell’Ue fa dubitare della scelta europeista, ma resta sempre più conveniente di una prospettiva diciamo così, classica di collaborazione con la Russia. L’unità monetaria, infatti, è un’arma a doppio taglio è il tetto senza le fondamenta che il vecchio continente si è dato forzosamente. Come dire, prosaicamente, entrare rinculando dalla porta. Un altro aspetto della crisi, riguarda le sanzioni degli Usa sul governo di Yanukovich. Esse non avranno valenza sufficiente per far cambiare le cose, se non toccare gli investimenti degli oligarchi, fuori del territorio ucraino. Il punto di forza dell’Ucraina è il suo popolo fermo da un mese nelle piazze di Kiev sotto il gelo.
Solo loro, potranno vincere e non ci sarà Putin o Papa che tenga, se resisteranno. Non saranno certo Putin o il Vaticano a fare gli interessi del popolo ucraino. Putin è il Papa si guardano, mentre hanno in mente altri obbiettivi.
L’Ucraina dovrà fare da sé. Questa nazione sta andando incontro ad una grave situazione perchè lo stallo nelle “Maidan” non potrà essere tollerato a lungo dall’asse Putin Yanukovich. Questo ultimo ha già accettato l’offerta del nuovo “Zar” russo, come un principe concedente soldi e promesse ai vassalli. La differenza tra cittadini e sudditi è questa, ed il popolo di Kiev sta dimostrando al mondo che vuole essere prima di tutto cittadino. Libero di scegliere da quale parte stare, emanciparsi, guadagnare stima e benessere materiale e morale, liberamente, senza il condizionamento secolare di Mosca.

Lascia un commento