Noi abbiamo una società culturalmente pluralista anche in politica, tant’è che tanti partiti, anche se non in parlamento, continuano a vivere. E allora non si può imporre un sistema maggioritario.

Invece non ci si rende conto che, se si versa in uno stallo di ingovernabilita, non è per la inadeguatezza del sistema elettorale, ma per il totale fallimento del bipolarismo maggioritario.
Oggi abbiamo in parlamento sostanzialmente tre blocchi politici e l’iniziale balletto dei reciproci irrigidimenti e veti, come strumento di pressione e ricatto, si è tramutato in un’inpasse dal quale nessuno riesce ad uscire.
Se provassimo ad immaginare le stesse elezioni e con gli stessi protagonisti celebrate col tanto vituperato sistema proporzionale della prima Repubblica oggi avremmo meno blocchi politici e piu pluralità. E quindi, in un parlamento più frammentato, avremmo avuto più forze politiche nelle quali sarebbe stato più facile trovare affinità e quindi creare maggioranze. Proviamo ad immaginare un po’ meno Grillini e una quindicina o forse anche solo dieci parlamentari di “Ingroia” o “Tabacci” o “Socialisti” in più e il Governo era fatto ed anche stabile.
La verità’ vera è che il sistema politico e quindi elettorale deve essere lo specchio della società che rappresenta e non il tentativo di modellare la società a sua immagine.
Questo è il grande “crimine” politico di uno sprovveduto come Mariotto Segni.
La società italiana, a differenza di quelle anglosassoni, è culturalmente levantina e pluralista.
L’italiano sui grandi modelli culturali e sociali non tende ad aggregarsi come i nordici, ma a dividersi.
Guardiamo nel calcio. Ci sono gli Juventini: tra essi ci sono gli antimilanisti o gli antinteristi. Poi ci sono i pro e contro Conte. Poi ci sono i nostalgici di Moggi e i contro. Poi ci sono i filo Vucinic con Matri e filo Vucinic con Giovinco e poi gli anti Vucinic ecc.ecc.ecc.
Noi abbiamo una società culturalmente pluralista anche in politica, tant’è che tanti partiti, anche se non in parlamento, continuano a vivere.
E allora non le si può imporre un sistema maggioritario, ma si deve prendere atto della sua natura e governarla con un sistema politico adeguato che è quello pluralista eletto col sistema proporzionale. Altrimenti è come tentare di coprire una teglia quadrata da forno con un coperchio tondo.

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