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Se stiamo così è (anche) colpa del porcellum

di Massimo Carugno | 28 Aprile 2013

Noi abbiamo una società culturalmente pluralista anche in politica, tant’è che tanti partiti, anche se non in parlamento, continuano a vivere. E allora non si può imporre un sistema maggioritario.

SEGGI ELEZIONI POLITICHEUna delle cose con cui la politica moderna si è più sciacquata la bocca è il sistema maggioritario, facendo della sua conservazione una specie di nobile missione da novelli Cavalieri Templari.
Invece non ci si rende conto che, se si versa in uno stallo di ingovernabilita, non è per la inadeguatezza del sistema elettorale, ma per il totale fallimento del bipolarismo maggioritario.
Oggi abbiamo in parlamento sostanzialmente tre blocchi politici e l’iniziale balletto dei reciproci irrigidimenti e veti, come strumento di pressione e ricatto, si è tramutato in un’inpasse dal quale nessuno riesce ad uscire.
Se provassimo ad immaginare le stesse elezioni e con gli stessi protagonisti celebrate col tanto vituperato sistema proporzionale della prima Repubblica oggi avremmo meno blocchi politici e piu pluralità. E quindi, in un parlamento più frammentato, avremmo avuto più forze politiche nelle quali sarebbe stato più facile trovare affinità e quindi creare maggioranze. Proviamo ad immaginare un po’ meno Grillini e una quindicina o forse anche solo dieci parlamentari di “Ingroia” o “Tabacci” o “Socialisti” in più e il Governo era fatto ed anche stabile.
La verità’ vera è che il sistema politico e quindi elettorale deve essere lo specchio della società che rappresenta e non il tentativo di modellare la società a sua immagine.
Questo è il grande “crimine” politico di uno sprovveduto come Mariotto Segni.
La società italiana, a differenza di quelle anglosassoni, è culturalmente levantina e pluralista.
L’italiano sui grandi modelli culturali e sociali non tende ad aggregarsi come i nordici, ma a dividersi.
Guardiamo nel calcio. Ci sono gli Juventini: tra essi ci sono gli antimilanisti o gli antinteristi. Poi ci sono i pro e contro Conte. Poi ci sono i nostalgici di Moggi e i contro. Poi ci sono i filo Vucinic con Matri e filo Vucinic con Giovinco e poi gli anti Vucinic ecc.ecc.ecc.
Noi abbiamo una società culturalmente pluralista anche in politica, tant’è che tanti partiti, anche se non in parlamento, continuano a vivere.
E allora non le si può imporre un sistema maggioritario, ma si deve prendere atto della sua natura e governarla con un sistema politico adeguato che è quello pluralista eletto col sistema proporzionale. Altrimenti è come tentare di coprire una teglia quadrata da forno con un coperchio tondo.

Pubblicato in : Primo piano

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