Non solo banche nell’estate della finanza
La centralità della questione Banche non deve mettere in secondo piano che questa è anche l’estate della finanza industriale e di quella della comunicazione.

La centralità della questione Banche non deve mettere in secondo piano che questa è anche l’estate della finanza industriale e di quella della comunicazione.

Nel fondo della società, e persino nelle sue espressioni più vivaci ed energetiche, il “cambiamento” non è una cosa nuova e precisa da proporre, ma solo una cosa vecchia da abbattere.

I Trattati consentono interventi di Stato quando il rischio pesa più del principio fondamentale della concorrenza.

I raggruppamenti sociali, compresi i ricchi sempre più ricchi e i censiti dall’Istat come poveri sempre più poveri, sono almeno 8 pezzi di società diversi, tendenzialmente ostili tra loro.

Il fatto è che il populismo prospera quando non è messo alla prova, e dunque questa possibile svolta è un bell’azzardo.
Un libro sulle Banche e sul risparmio in fumo. I fatti impietosamente descritti sono quasi incredibili. “Solo i soldi sono veri – scrive Righi – ma quelli spariscono”.

Mai accaduto che il Governo fosse tanto applaudito all’assemblea di Confindustria, neppure ai tempi in cui Berlusconi aveva offerto, coram populo, ad Emma Marcegaglia il Ministero dell’Industria.

In uno stato di diritto tutto è definito a priori, non può essere adattato a posteriori.

A destra, mancando un Renzi, si è ancora fermi al mantra che solo stando tutto insieme il centrodestra può vincere. Forse vero, ma impossibile.

A omologare Lega e 5 Stelle è stato per ora soprattutto il fattore M, cioè la questione migranti, la stessa che mette in crisi un po’ tutto l’Occidente.

Federmeccanica mette sul piatto 260 euro come riferimento minimo, legati però a reddittività, produttività, welfare e formazione.

Queste hanno scavato in mare molti, in qualche caso moltissimi anni fa. Ora al loro posto c’è sostanzialmente un tubo autorizzato a succhiare, finchè il giacimento si esaurirà.

La concorrenza contrasta con due culture che hanno svolto un ruolo egemone, soprattutto nella seconda metà del secolo scorso: quelle della solidarietà e della pianificazione.

L’Italia non dà fiducia, eppure la grande crisi è stata affrontata con mezzi propri, non con 200 miliardi di aiuti pubblici, come in Germania.

Marchionne ha scaricato Confindustria, figuriamoci cosa gli importa di influire sulle piccole beghe di Montecitorio, ora che lì non si approvano più incentivi.

Nella riforma del Credito Cooperativo sembrava che tutto il sistema fosse pronto a ingoiare il rospo del ferreo patto di coesione con una holding di controllo, quando è arrivato imprevisto il volo di …

E non sono più come una volta…Anche Confindustria sembra riprodurre il vezzo della politica di privilegiare i personalismi sui contenuti.

Un partito che vuole il 51% o niente, perché non fa politica, può anche conquistare un italiano su 4 ma non raddoppierà finchè non nascerà un progetto, una risposta organica ai problemi dell’economia.

Con la “Carta dei diritti” il sindacato ripropone lo spirito di una battaglia perduta, quella sulla scala mobile, a trent’anni compiuti da una spallata non riuscita.

Proprio quando i concetti tradizionali di destra e sinistra hanno iniziato ad entrare in crisi, in Italia siamo riusciti a tenerli in vita artificialmente, creando quasi due alias, due brutte copie.

Il vecchio problema non mai risolto dei metodi elettorali è che sull’altare della governabilità non si può sacrificare il rispetto pluralistico del voto.

Nel 2015 abbiamo goduto di una triplice congiuntura che anni fa sarebbe stata un sogno: prezzo del petrolio a rotoli, svalutazione dell’euro fin quasi alla parità col dollaro, liquidità a gogò dal …

La decisione di Hollande di sospendere gli effetti della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, non riusciamo ad accettarla senza trasalire.

L’Europa che non è in grado di avere un ruolo in nessuna delle crisi che si riversano poi sempre su di lei – dall’Ucraina alla Libia, alla Siria – non può andare avanti così. Chi comanda davvero nel …
