Qual’è davvero la differenza tra le due opposizioni radicali, M5S e Lega?
C’è stata una convergenza progressiva tra i due movimenti sul piano dei contenuti e anche dei comportamenti (vedi reiterata richieste di sfiducia al Governo), che hanno anche alimentato la rispettiva crescita, grazie agli stessi nemici: ’Europa, le Banche, il PD.
Se passasse davvero quel concetto che Salvini ha messo in valigia dopo il suo selfie con Donald Trump, e cioè che non si tratta di estremismo, di razzismo, di egoismo nazionale, ma semplicemente di “buon senso”, l’accordo con gli ex grillini sarebbe compiuto. Il terreno populista è comune. Chiamandolo “buon senso” sembrerà persino virtuoso.
Non è ancora chiaro se questo farà scattare una reazione di rigetto nelle rispettive basi, che sono comunque diverse, anche antropologicamente. Le differenze indubbiamente ci sono. Fino a ieri, ad esempio, la vocazione nazionale dei 5Stelle e quella localista dei leghisti, ora attenuata dalla “meridionalizzazione” del partito di Salvini.
Soprattutto, la Lega è stata ed è ancora un partito di Governo, mentre i grillini. dell’idea stessa di Governo (anche quello locale, dopo certi fallimenti) diffidano. In questo sono più “di sinistra” tradizionale e diventano concorrenziali con ciò che sta oltre il PD. L’area in cui il vuoto l’ha già fatto il fallimento di Tzipras.
A omologare Lega e 5 Stelle è stato per ora soprattutto il fattore M, cioè la questione migranti, la stessa che mette in crisi un po’ tutto l’Occidente, Stati Uniti compresi, terremota le certezze delle patrie del welfare nordico, produce il successo austriaco della destra che – già solo agitandosi – aveva costretto un governo socialista a giocarsi al Brennero, in cambio di nulla, una credibilità e una storia.
Sta di fatto che la possibile sommatoria dei due antagonisti fa vacillare il punto di forza di Renzi, il suo essere una scelta senza alternative, dopo il disfacimento del centrodestra. La sciagurata prospettiva dell’Italicum può facilitare l’inimmaginabile e far vincere al ballottaggio i 5Stelle appoggiati dalla Lega, e allora saranno scenari spagnoli (nuove elezioni) o catastroficamente viennesi (i partiti storici annientati).
Lega e 5S rappresentano la protesta, si sa, e valgono insieme già oggi il 40%. Se davvero trovano un’intesa e si sommano, lo situazione diventa ingestibile, per cui evitare che l’aritmetica diventi politica è uno snodo essenziale per il Governo, l’Europa, persino gli USA, visto che Obama non si è fatto scrupolo di entrare nel dibattito sul referendum britannico, piccola cosa rispetto ad un’Italia allo sbando (i grillini sono contro la Nato e un po’ anche i leghisti). Ci resterebbe Putin, che Salvini, apprendista segretario ONU, vorrebbe mettere d’accordo con Trump.
Resta da sperare che i due elettorati non cedano alla tentazione, ma il prossimo passaggio delle amministrative non è dei più favorevoli. La miglior candidata grillina, quella di Torino, non passerà, ma molto probabilmente vincerà la peggiore, quella di Roma, la cui colpa non è certo di aver fatto la praticante nello studio di Previti, ma di essere totalmente inadeguata. Dovremo dunque vedere le passeggiate in bici della neo Sindaca, qualche cooptazione (senza rete) di Assessori mediatici, il magro compenso da Sindaco restituito (se i parlamentari 5Stelle non faranno a tempo a spiegarle perché ora hanno cambiato idea). Sentiremo gridare onestà, onestà, e nessuno ricorderà che la prima forma di onestà di un amministratore è la capacità e la competenza. Poi verranno i problemi e la routine che ha travolto un altro Sindaco in bicicletta e a Roma bisognerà cominciare da capo.
Su questo piano, i leghisti sono più sperimentati, hanno abbandonato da tempo le stravaganze che hanno conosciuto anche loro, pur non arrivando a sospettare le sciie chimiche e i complotti cosmici, soprattutto hanno vissuto la stagione della vergogna dopo quella della purezza dichiarata, e dunque sono vaccinati. E soprattutto Salvini ha un’alternativa, la leadership del centrodestra, cui offrire la deriva estremista, liquidando il sedicente moderatismo berlusconiano.
Ma certo dover far affidamento sulla responsabilità degli elettori leghisti o sul tatticismo di Salvini solo perché c’è una legge elettorale peggiore della precedente, ed è tutto dire, non rende ottimisti. Mala tempora…

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