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europa

Rimozione di Franco: dal sepolcro o dalla storia? Parce sepulto

4 Novembre 2019 | di Aldo A. Mola

Rispettare il sepolto è quanto, a prescindere da ogni giudizio di merito, non ha fatto Pedro Sánchez. E questo rimarrà a ricordo della sua per ora modesta prova politica.

A Barcellona l’Europa ha perso la verginità democratica

4 Novembre 2019 | di Giuseppe Mele

Nessun paese europeo, nessun membro del governo europeo ha detto una parola sulla caccia per l’Europa, sulla detenzione, sulla condanna ai membri legittimi di un governo regionale, rei di aver fatto …

1.9.8.9. ovvero L’ultimo nastro der fijo de Mimì

4 Novembre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

scritto, diretto e interpretato da Luca Milesi TEATRO TORDINONA via degli Acquasparta 8 8/10 Novembre 2019 Dall’8 al 10 novembre torna in scena Luca Milesi, e lo fa nuovamente al Teatro …

Bio-On, ennesimo caso di risparmio tradito?

4 Novembre 2019 | di Marco Solferini

I fatti di Bion-On sembrano particolarmente gravi e, se confermati, riporterebbero indietro le lancette dell’orologio ai tristi eventi della storia del risparmio tradito, dai casi Parmalat, …

Europa e Italia. Omicidi: siamo tra i Paesi più sicuri. Il ruolo della RAI

4 Novembre 2019 | di Primo Mastrantoni

Dal 1991 al 2017, gli omicidi nel nostro Paese sono diminuiti dell’82%, passando dai 1.916 a 357 delitti, ma la sicurezza preoccupa gli italiani. Come il solito, i dati trovano scarso riscontro …

Come il partito comunista sottomise socialisti e “terza posizione”

28 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

Il disastro venne con le elezioni del 18 aprile 1948, quando il Psi confluì nel Fronte popolare e ottenne appena 52 seggi contro i 131 del Pci. Il quale alle spalle aveva l'URSS, mentre i socialisti e …

Warren frontrunner e gli attacchi dei moderati

28 Ottobre 2019 | di Domenico Maceri

La Warren ha intrapreso la stessa strada di Sanders, i cui sostenitori alla fine avranno poca scelta, eccetto di scegliere la senatrice del Massachusetts come portabandiera.

Salva il mondo chi distribuisce salari o saperi?

28 Ottobre 2019 | di Franco Luceri

Chi ha risorse culturali e finanziarie per produrre si guarda bene dal farlo a proprio rischio e pericolo sul fronte del libero mercato globale.

Una follia collettiva si aggira in Italia

21 Ottobre 2019 | di Roberto Caputo

E la paura di molti parlamentari di non venir più rieletti con l ' avvenuto taglio appena approvato, li spingerebbe a votare subito con la vecchia legge elettorale che lascerebbe inalterato il numero …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Il mondo occidentale frana sotto i colpi di Erdogan, le follie di Trump e l’assenza europea. Mentre l’Italia guarda attonita.

21 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

L’attacco militare della Turchia con l’obiettivo di sterminare i curdi è qualcosa di più di una sporca guerra, di un terribile genocidio. La scelta del macellaio Erdogan di aprire la sua bottega degli …

Risorgimento e cultura alta della Nuova Antologia

21 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

Le Idee sopravvivono a tutte le temperie. Fu ed è la sorte del Risorgimento italiano e della “Nuova Antologia”, due volti di una medesima realtà, fondamenta e futuro dell'Italia odierna.

L’Europa conviene a chi è più in difficoltà

21 Ottobre 2019 | di Beppe Facchetti

Il pendolo italiano è tornato a oscillare in direzione Bruxelles, e sembrano accantonati i deliri dell’Italexit e le fantasie sui minibond e relativa uscita dall’euro.

Dove vai Bruno Tabacci?

21 Ottobre 2019 | di Giacomo Properzj

E’ l'autore della più piccola scissione di un partito che si sia mai vista negli ultimi tempi: ha rotto il microscopico gruppo di +Europa per votare a favore del nuovo governo giallo-rosso.

Europa e Spagna. La improbabile indipendenza della Catalogna

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

La Catalogna è una regione trainante dell'economia spagnola, ha 7,5 milioni di abitanti rispetto ai 46,7 della Spagna, produce il 20% del PIL nazionale ma ha un debito del 30% dello stesso PIL, pari a …

Roma InConTra

21 Ottobre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

Lunedì 21 ottobre ore 18:30 – Palazzo Santa Chiara   I nostri ospiti EMMA BONINO Senatrice +Europa MASSIMILIANO VALERII Direttore generale Censis, autore de “La notte di un’epoca” (Ponte …

Stati Uniti d’Europa. Ora più che mai

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

Roma, 14.10.2019. “Prima gli italiani di Foggia”. E’ scritto in un manifesto affisso nel corso della campagna elettorale nell’omonimo capoluogo di provincia. Da “Prima …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

L’Europa e il piano “micidiale” di Erdogan

14 Ottobre 2019 | di Daniele Marchetti

L’idea di conquistare nuovo territorio alla Siria, con la scusa di espropriarlo al popolo Curdo, permetterà alla Turchia di creare una “nazione nella nazione”: un “ghetto dell’immigrazione”, lontano …

Taglio dei parlamentari e voto ai sedicenni. Gli ultimi colpi mortali alla nostra democrazia (ma se cambia la legge elettorale…)

13 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

È dal 1994, cioè da un quarto di secolo, che la politica italiana, sentendosi delegittimata – ed essendolo, sia per la sua intrinseca fragilità, sia per non essere in grado di produrre sussulti di …

Come risalire la china? Giolitti contro la disfatta dell’Italia (1919)

13 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

O una svolta vera o la “generazione perduta” dei Neet contaminerà l'altra parte della società. Al confronto con questa sfida, la chiassosa disputa su rifugiati politici e migranti economici è retorica …

Il mondo non basta? Come si sbaglia, caro 007 britannico (e questo anche a causa del tuo stramaledetto Paese – con affetto parlando)!

13 Ottobre 2019 | di Fabrizio Amadori

Trump ha scritto che lui, “nella sua enorme saggezza”, deciderà come comportarsi con la Turchia, dopo aver in concreto autorizzato Erdogan a fare quello che sta facendo coi curdi.  …

Stati Uniti d’Europa. Brexit a caro prezzo

13 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

“Dal referendum sull’uscita dall’Ue nel 2016, l’economia britannica ha perso circa 67 miliardi di euro. Gli investimenti si sono ridotti di più del 20% rispetto alle …

Silvio Berlusconi

Berlusconi sciolga Forza Italia

7 Ottobre 2019 | di Roberto Caputo

Un colpo di scena forte, autorevole che lo farebbe uscire dal limbo e dalla irrilevanza. Con una sola mossa rimetterebbe in movimento lo scenario che ormai è abbastanza definito.

Viva la fine dell’illusione sovranista che fa scendere lo spread

7 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

Ma senza una politica economica e con investimenti zero la crescita rimane una chimera.

Re Vittorio Emanuele III: Mezzo secolo di Storia d’Italia

7 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

Dopo il regicidio i più si attendevano una sterzata autoritaria. Invece Vittorio Emanuele III l'11 agosto giurò fedeltà allo Statuto e dichiarò di consacrarsi alla “monarchia liberale.

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