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Warren frontrunner e gli attacchi dei moderati

La Warren ha intrapreso la stessa strada di Sanders, i cui sostenitori alla fine avranno poca scelta, eccetto di scegliere la senatrice del Massachusetts come portabandiera.

di Domenico Maceri | 28 Ottobre 2019

“Credo sia giusto riconoscere che le tasse aumenteranno”. Queste le parole di Bernie Sanders mentre rispondeva a una domanda che la sua avversaria e amica Elizabeth Warren aveva schivato sui costi del Medicare-for-All al più recente dibattito democratico. Sanders è stato riconosciuto come onesto mentre la Warren è stata criticata dai suoi avversari per essere poco trasparente.

Non è stata l’unica occasione in cui la Warren si è vista attaccata ma la questione dell’aumento delle tasse, riconosciuta da Sanders, è stato il punto più difficile per la senatrice del Massachusetts. Gli attacchi erano d’altronde inevitabili poiché gli ultimi sondaggi la davano favorita su Joe Biden, il quale era considerato il frontrunner alla nomination del Partito Democratico. Anche il presidente Donald Trump lo aveva riconosciuto suo probabile avversario. Ce lo dimostra la sua richiesta al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di aprire un’inchiesta sulla possibile corruzione di Biden e il figlio Hunter per presunti legami poco corretti in Ucraina.

La Warren si è difesa bene al dibattito non cadendo nel tranello di ammettere che le tasse alla classe media aumenterebbero nel suo piano di riformare la sanità. Le modifiche auspicate dalla Warren, che combaciano in modo simile a quelle di Sanders, offrirebbero copertura sanitaria a tutti gli americani creando un sistema nazionale simile a quello canadese e quello di parecchi Paesi dell’Europa Occidentale. Per compiere l’obiettivo Sanders e Warren aumenterebbero le tasse ai benestanti ma con ogni probabilità anche quelle della classe media subirebbero un aumento come ha ammesso Sanders, il quale si è conquistato il complimento di essere onesto da parte della senatrice Amy Klobuchar del Minnesota. Sanders aumenterebbe le tasse del 4 percento alle famiglie a iniziare dal minimo reddito di 29.000 dollari per coprire i costi. D’altra parte si avrebbero risparmi poiché tutti i ticket verrebbero eliminati e il costo globale della sanità si avvicinerebbe a quello di altri Paesi che spendono la metà di quello che si spende in America. Il contrasto fra i due leader dell’ala sinistra del partito era però troppo evidente: la Warren è disonesta, ha suggerito la Klobuchar.

La risposta però è più complessa ma difficile da spiegare senza offrire un soundbite ai repubblicani che la Warren aumenterà le tasse alla classe media. Sanders ha spiegato che nonostante gli aumenti i costi totali sulla sanità verrebbero ridotti poiché le aziende non sarebbero costrette a spendere soldi per la sanità dei loro dipendenti. Per Sanders, come per la Warren, si tratta dei costi totali invece di concentrarsi solo su una parte delle spese. La senatrice ha infatti reiterato che il costo totale per la classe media sarebbe ridotto e che da presidente non firmerebbe mai una legge che non rifletta questa realtà.

La Warren è stata anche attaccata per il fatto che la sua proposta eliminerebbe in quattro anni le assicurazioni private che secondo Klobuchar e Pete Buttigieg, sindaco di South Bend, Indiana, non è una buona idea. Questi due candidati alla nomination hanno cercato di farsi strada scegliendo un’ideologia moderata che riformerebbe la sanità per coprire tutti gli americani offrendo però la scelta fra un sistema governativo e uno privato. In effetti, non apporterebbero un cambiamento strutturale come quello auspicato da Warren, la quale sembra avere ereditato il controllo dell’ala sinistra che prima apparteneva a Sanders. Considerando però che la senatrice del Massachusetts ha spodestato Biden dal primo posto, almeno temporaneamente, non sorprendono le frecciate indirizzate a lei e non a Sanders.

La Warren è stata anche attaccata da Biden per i costi eccessivi del piano della Warren Medicare-for All, che potrebbero raggiugnere 30.000 miliardi di dollari in 10 anni, cifra difficile da comprendere. Per Biden e gli altri moderati, gli americani non accetterebbero questo tipo di cambiamento che alienerebbe, specialmente in una situazione economica positiva, gli elettori indipendenti, spaventati da un cambiamento radicale. Per sconfiggere Trump bisogna fare piccoli passi per apportare migliorie ma non offrire munizioni ai repubblicani che verrebbero usate efficacemente, rischiando di consegnare la rielezione all’attuale inquilino della Casa Bianca. Questo ragionamento dimentica che nell’elezione del 2016, Hillary Clinton, che aveva sconfitto Sanders con prese di posizione moderate per la nomination, ha alla fine perso contro Trump.

La Warren ha intrapreso la stessa strada di Sanders, i cui sostenitori alla fine avranno poca scelta, eccetto di scegliere la senatrice del Massachusetts come portabandiera. La Warren ha già infatti dimostrato di essere molto più pratica del senatore del Vermont, evitando l’etichetta di democratica socialista, accettato da Sanders. Il senatore del Vermont, infatti, in un’intervista ha dichiarato che la sua amica Elizabeth è “capitalista” e per nulla socialista. Anche con la chiarezza sui costi del Medicare-for-All la Warren è riuscita fino ad ora a evitare i dettagli che potrebbero rappresentare un pericolo nelle elezioni del 2020. Ciononostante, da buona secchiona, la Warren ha promesso recentemente che nel vicinissimo futuro, spiegherà con precisione come metterebbe in pratica il Medicare-for-All senza aumentare le tasse alla classe media. Il fatto che al tempo del dibattito si trovasse al primo posto nei sondaggi chiarisce che lei non è solo competente ma politicamente anche astuta, qualità indispensabile, se dovesse vincere la nomination del suo partito.

L’ultimissimo sondaggio però piazza di nuovo Biden al primo posto con 34 percento dei consensi seguito da Warren con 19 percento e Sanders con il 16 percento. L’ex vicepresidente sembra avere beneficiato dagli attacchi di Trump che lo ha accusato, senza offrire prove, di corruzione. Di nuovo al primo posto grazie a Trump?

Domenico Maceri

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, casa bianca, costi, dichiarato, elezioni, europa, figlio, futuro, hillary clinton, intervista, Joe Biden, partito democratico, sanità, senatore, situazione economica, soldi, tasse

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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