Mercoledì 30 ottobre 2019 alle ore 10 la presentazione del volume “Craxi, le riforme e la governabilità (1976 – 1993)” a Palazzo Theodoli-Bianchelli, Piazza del Parlamento, 19. Intervengono Vannino Chiti, Bobo Craxi e Riccardo Nencini, oltre a Nicola Cariglia (presidente Fondazione Turati Onlus) e ai due autori, Edoardo Tabasso e Zeffiro Ciuffoletti. Modera il giornalista Raffaele Marmo.
Il volume “Craxi, le riforme e la governabilità (1976 – 1993)” fa parte della collana Piccola biblioteca del Riformismo socialista. Il progetto nasce da una duplice esigenza. Ricordare la matrice culturale della Turati, una Fondazione<http://www.fondazioneturati.it/> che con i suoi servizi socio-sanitari svolge un ruolo importante nell’aiutare quanti si trovano in una situazione di difficoltà, e trasmettere alle giovani generazioni l’anelito e la spinta ideale a un mondo più libero e più giusto. La collana è divisa in due sezioni. La prima dedicata ai temi, la seconda ai personaggi. Per la sezione dei “temi” sono già usciti “Alle origini della sanità pubblica, i riformisti e la medicina sociale” e “Il socialismo riformista e la grande guerra”. La scelta di dedicare il primo dei volumi dei personaggi all’ex segretario del PSI è stata dettata dall’attualità che ancora oggi riveste l’azione politica di Craxi. I temi che furono al centro di quella iniziativa politica, appunto le riforme e la governabilità, sono ancora oggi, a distanza di oltre 30 anni, lungi dall’essere risolti. Come è scritto nella presentazione del volume, «Craxi cercò di superare il sistema consociativo che, fra molti meriti, costituiva oramai un ostacolo al ricambio politico e un peso crescente per le finanze pubbliche, alimentando anche i costi legali e illegali della politica… Il disegno riformista di Craxi trovò un ostacolo insormontabile nel PCI e anche nell’aggregare le forze dei partiti laici, andando incontro alla crisi del sistema politico al momento del crollo del Muro di Berlino. Crisi culminata con l’esplosione di Tangentopoli che travolse il sistema dei partiti di governo e il PSI che ne era uno dei pilastri. Da quegli anni cominciarono anche il declino della politica, dell’economia e delle istituzioni repubblicane».


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