• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Europa conviene a chi è più in difficoltà

Il pendolo italiano è tornato a oscillare in direzione Bruxelles, e sembrano accantonati i deliri dell’Italexit e le fantasie sui minibond e relativa uscita dall’euro.

di Beppe Facchetti | 21 Ottobre 2019

Tre esempi sotto gli occhi di tutti: la crisi britannica provocata da Brexit, e viceversa la buona ripresa di Portogallo e Grecia in chiave comunitaria, dovrebbero dimostrare di per sé quanto sia importante l’Europa. Altro che sovranismo e populismo, regressioni anacronistiche che possono solo far male ai Paesi più fragili, Italia compresa, in un panorama mondiale per grandi attori, non per piccoli velleitarismi. Ungheresi e polacchi prosperano nel nazionalismo ma stanno saldamente nell’Unione.

Il pendolo italiano è tornato a oscillare in direzione Bruxelles, e sembrano accantonati i deliri dell’Italexit e le fantasie sui minibond e relativa uscita dall’euro, ma la conversione 5Stelle non affonda certo in una scelta di cultura politica. Sembra piuttosto uno dei tanti motivi di fredda convenienza su cui si regge la nuova coalizione.

Come finirà l’avventura britannica dovremmo saperlo presto, e gli ultimissimi segnali di uno spaccatutto come Johnson sembrano più prudenti, ma bisognerebbe evitare quel no deal che a lui sembra piacere tanto. Forse ha ragione un vecchio saggio come Giscard d’Estaing a chiedere un rinvio lungo di qualsiasi decisione; ci sarebbe tra l’altro il tempo per un nuovo referendum, che probabilmente darebbe un esito diverso, dopo la disinformazione che produsse nel 2016 la sorpresa dell’exit con il 51% di voti a favore.

Gli inglesi stanno percependo in concreto cosa significhi l’uscita disordinata dall’Unione: per non parlare di una possibile secessione scozzese e di nuovi guai in Irlanda, ci sono una sterlina già svalutata del 16%, 2000 miliardi di bond a rischio e una prospettiva immediata di disagio grave, per scarsità di generi alimentari e carburante per riscaldamento, blocchi inverosimili alle frontiere. Con pignoleria britannica, il Governo ha preventivato un numero di bare doppio rispetto al normale per far fronte all’aumento di decessi per mancanza di medicinali!

Ma dicevamo della Grecia e del Portogallo, due nazioni che hanno invece accettato la cura europea dei loro mali e sono ora in condizione di crescita migliori di quelle italiane.

La Grecia provò a fare il suo referendum (mai però contro l’Europa e tanto meno l’euro), ma poi il leader protopopulista Tzipras finì per rimangiarsi tutto e accettare le direttive di Bruxelles, riprendendo così la strada della crescita, pagando il tutto, meriti compresi, con la sua sconfitta elettorale e il passaggio di consegne al governo Mitsotakis, fieramente europeista e liberale. Al popolo greco è rimasto il conto da pagare delle bugie e truffe dei governi pre Tzipras. La Grecia ha dovuto cedere beni pubblici a tedeschi e cinesi, ma oggi è tornata ad avere una speranza.

Ancor più netto l’insegnamento che viene da Lisbona. Era allo stremo, quando subì l’umiliazione dell’arrivo della troika in cambio di 70 miliardi di aiuti europei. Ha confermato poche settimane fa un governo di sinistra che ha fatto riforme dure, inimmaginabili in Italia, ma, con manovre espansive, il Pil cresce quasi del 2%, e il debito pubblico è rosicchiato da anni di avanzo primario del 3%.

Il famigerato spread che da noi si muove ancora attorno a quota 150, per il Portogallo è di 66 punti, in gara con quelli della Spagna, cioè attorno alla metà dei nostri.

L’Europa conviene, insomma, proprio a chi è più in difficoltà e noi, che non cresciamo da 20 anni, e abbiamo annullato l’1,7% a cui eravamo arrivati due anni fa, siamo tra i Paesi che più hanno bisogno di Europa.

Dopo la dura sconfitta alle elezioni dei sovranismi ottocenteschi e l’impensabile ascesa di due italiani ai vertici europei, sarebbe ora di smetterla con la supponenza anti europea, che può solo farci male.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : SituazioneTag: anni, bruxelles, crisi, cultura politica, debito pubblico, elezioni, europa, governo, grecia, italia, referendum, riforme, spagna, speranza

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti