Dal 1991 al 2017, gli omicidi nel
nostro Paese sono diminuiti dell’82%, passando dai 1.916 a 357 delitti, ma la
sicurezza preoccupa gli italiani.
Come il solito, i dati trovano scarso riscontro
nella testa, mentre la pancia la fa da padrona, suscitando timori immotivati,
soprattutto dopo fatti sanguinosi che colpiscono l’opinione pubblica; è il caso
dell’omicidio avvenuto pochi giorni fa a Roma che ha coinvolto giovani
ventenni.
Gli altri Paesi europei sono più sicuri del
nostro, si sente dire, ed è, appunto un dire al bar tra persone che di numeri
ne masticano poco, perché così non è.
Vediamo.
Se analizziamo la percentuale di omicidi in
rapporto agli abitanti, l’Italia si colloca tra gli ultimi in graduatoria in
Europa.
I dati sono dell’Istat.
Nel 2017, su 100 mila abitanti, il numero di
omicidi in Italia si è attestato a 0,7 (meno di un omicidio), mentre Paesi
ritenuti sicuri hanno valori superiori. La Francia è all’1,3, la Svezia
all’1,1, la Germania, il Lussemburgo e la Danimarca allo 0,9, l’Irlanda e
l’Olanda allo 0,8.
La paura degli immigrati, specialmente quelli
provenienti dall’Africa, preoccupa gli italiani al punto tale da considerarli
una minaccia per la propria vita.
Già, ma nel 1991 di immigrati, specialmente
africani, nel nostro Paese ce n’erano pochi o punto e gli omicidi erano 1.916;
nel 2017, invece, nonostante la forte immigrazione, sono stati 257: un crollo
dell’82%, come scritto.
Se vogliamo riferirci agli omicidi nelle
capitali europee, a Roma sono stati commessi 14 omicidi, a Londra 109, a
Berlino 48 e a Parigi 28. Anche in rapporto alla popolazione, il valore
percentuale degli omicidi è maggiore nelle altre capitali citate.
Che cosa possiamo dire?
La paura è uno stato emotivo che sfocia nella
insicurezza di fronte ad un pericolo, che può essere reale o immaginario e, in
epoca populista dove la percezione vince sulla realtà, il ruolo
dell’informazione è fondamentale.
La domanda, allora, sorge spontanea: che cosa ci
sta a fare la RAI, la società concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo, pagata dai contribuenti?
Già, che ci sta a fare?
Primo
Mastrantoni, segretario Aduc

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