da un’idea e a cura di franchini
Settimana dal 23 al 29 dicembre 2012
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di Elisabetta Malantrucco
27 dicembre
Confusione pensieri dolori appaiono si cicatrizzano scompaiono risorgono gli anticorpi combattono contro di me il male è dentro al mio bene. Non so dove andare non so aspettare non so restare non so .
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di Giovanna La Cava
24 dicembre
Se qualcuno vi ha parlato male di me fatevi coraggio, sono peggio di quello che sembro… molto ma molto peggio.. mi esercito ogni giorno a dare il peggio..
Ps: il meglio è per coloro che hanno la pazienza di cercarlo..
24 dicembre
L’ ipocrisia tipicamente Occidentale.. i morti non sono tutti uguali… no, come la giustizia non è per tutti la stessa.. 80 mila sono gli afgani che sono morti finora in una guerra d’ occupazione senza senso… per via di droni senza pilota..che sparano an do cojo cojo.. oppure con le subdole mine antiuomo.. in modo da dare la responsabilità ad altri l’ importante è che non siamo noi.. (gli italiani sono i migliori in questo campo..) I media internazionali hanno dedicato alla notizia -quando l’hanno fatto- poche righe. E questo si capisce. Gli afghani, sia pur bambini, non sono esseri propriamente umani come gli occidentali e, tanto meno, gli americani. Non appartengono alla ‘cultura superiore’. Più interessante è come è stata data la notizia. “Si tratterebbe di una mina anticarro forse residuo dell’invasione sovietica o di un ordigno, sempre anticarro dei Talebani”. Un ammasso di menzogne.
25 dicembre
l’ essere se stessi con gli altri ha un forte vantaggio.. quello di allontanare chi è entrato per sbaglio e senza bussare..
amo le persone che entrano in punta di piedi….piano, piano.. senza far rumore.. e quando se ne vanno.. lasciano solo una scia…
25 dicembre
Cosa fa Babbo Natale nel resto dell’ anno? l’ esondato il disoccupato, il ministro… il senatore a vita.. scrive un agenda (meglio se la fa scrivere, costa meno fatica).. liscia e scortica le renne.. non più buone per l’ anno venturo, che fa?
27 dicembre
faccio sogni ostinati, indossando ali piumate, evitando i pugni…
27 dicembre
il negozio delle lacrime è sempre aperto, e non fa sconti
27 dicembre
Michael J. Sandel.. in un articolo tradotto da megacip si chiede… non dobbiamo porci alcuna domanda morale, per aver trasformato questa società in denaro?.. tutto è comprabile e vendibile.. anche le vite? eppure lentamente e senza neanche accorgerci tutto è diventato merce… i rapporti, i nostri corpi, la vita e la morte…persino i nostri pensieri.
29 dicembre
Morta la ragazza stuprata in India.. Prima di essere trasferita a Singapore, la giovane studentessa era stata operata tre volte per ferite intestinali nell’ospedale di Safdarjung a New Delhi. Ad aggredirla, colpendola con sbarre di ferro e violentandola per oltre un’ora a bordo di un autobus prima di gettarla dall’automezzo in movimento, erano stati sei uomini. Tra loro anche il conducente del bus..
29 dicembre
fanno come se non esistesse il conflitto. come si fa. ad essere manifestamente di sinistra.. e condannare e perseguire.. fare insomma il tuo lavoro.. senza essere minimamente influenzato dalla tua carica politica… per me o fai il magistrato uomo di legge.. oppure il politico le due cose non vanno..stridono.. non funziona.punto
la cosa vale sia a destra che a sinistra..
(ps: haimè più a sinistra che a destra.)
29 dicembre
le fabbriche di armi sono le stesse che producono i videogames… praticamente,producono criminali in serie..
da oggi in America gli insegnati andranno armati a scuola…nello Utah è già realtà.. si sta pensando di farlo altrove…
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di Carmela Panariello Franchini
25 dicembre
nel miraggio della laguna soffia un vento caldo sino al mare. creatore di canti.
27 dicembre
segno il ritmo del cuore per non essere assorbita dal silenzio: scalo montagne, esploro valli, frugo rocce, percorro boschi, attraverso abissi, incorro in stretti e ripidi sentieri consapevole che la oscurità è piena di lusinghe, come la menzogna.
28 dicembre
tutti corrono in giro come topi alla ricerca di cibo, in una tana “partito”. e i gatti? speriamo all’aguato.
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di Manuela Agostinelli
25 dicembre
Piango verde, viola o blu.
A volte piango glitterato.
Solo nelle grandi occasioni.
Dipende dall’ombretto.
Piango ad intermittenza.
Ogni Natale.
Sotto questo
Mansueto
abete.
25 dicembre
Accecante l’assenza
tra le luminarie della mia città.
Fosse distanza ne lenirei
il dolore con garze di cotone e fiori di calendula.
E’ assenza.
Irreparabile.
Assenza.
Irreparabilmente, a Natale, mi vesto di malinconia.
25 dicembre
Distillati di bene,
infusioni di buone intenzioni,
estratti di malinconia,
tra gli alambicchi di questo bianco
e artefatto candore.
E’, forse, Natale?
27 dicembre
E’ raro che me ne vada e mai di fretta o di nascosto
nella vana speranza di essere trattenuta.
Ma non torno mai.
O meglio, solo in quegli occhi sarei tornata, quelli in cui un giorno naufragai
sebbene sapessi nuotare.
Vivo da tempo in esilio da quegli occhi in una consumata nostalgia.
Di quella vertigine
porto marchiato a fuoco
il segno.
28 dicembre
Sfilai i tacchi sperando non accadesse più di inciampare nella mia ombra.
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di Elisa Bianco
28 dicembre
FARE DUE PASSI INDIETRO
PER POI SALTARE PIU’ IN ALTO!
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di Gian Franco Serpietri
28 dicembre
la mia superbia…che poi bene o male e’ insita in ognuno di noi,mi stava facendo credere di essere diventato un saggio….un maestro di vita…poi la realta’ mi ha preso per l’orecchio e mi ha portato davanti a quello che e’ il maggior critico per chi lo sa leggere…LO SPECCHIO. Lo specchio mi ha detto…”ma che cazzo voi insegna’ tu che sei un mezzo fallito….un rifiuto…un morto civile…che cazzo pretendi de insegna’ se ancora nun te sei imparato a campa’????”…lo specchio e’ come un padre a volte…offende e schiaffeggia perche’ vuole che tu reagisca…che tiri fuori la rabbia e le palle…lo specchio sradica a forza da dentro di te quella parte che vuoi nascondere agli altri,ma soprattutto a te stesso….se mentre ti specchi,provi ad avvicinarti di piu’ con il viso ,riesci a leggerti negli occhi…e tante volte cio’ che leggi non ti piace,ma sta li’…tra le pieghe di una ruga…o nel bagliore di uno sguardo. Non puoi mentirgli,raccontargli frottole,provare a truffarlo….perche’ ti prende a ceffoni come farebbe un padre severo ma che ti ama e che vuol riportarti sulla giusta strada….non trascurare mai di guardar lo specchio…e’ doloroso ma necessario…
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di Paulette Ievoli
28 dicembre
Amare è..
la familiarità di una voce
simile ad alcun altro suono ascoltato…
ma che ti fa vibrare con un solo respiro.
Le melodie più raffinate sono tocchi di magia.
Sono venti cielo.
Fuochi sacri di un inconcepibile Dio.
Ma l’amore è la tua voce
che ha navigato paludi e stagni, sporcandosi di note stonate.
Questo amore è la casa dove voglio vivere
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di Roberta Barone
26 dicembre
Di tutti i crimini di guerra della storia, soprattutto di epoca recente, solo alcuni vengono messi sotto il riflettore dai media ed impressi con violenza psicologica nella mente dei ragazzi a partire dalla loro più tenera età. Il resto forse possiamo trovarlo in un quadretto minuscolo dei libri o forse nemmeno nell’indice. (Un indice si, quello dei libri proibiti)
Tutta questa continua manipolazione rispetta quel detto secondo cui “chi controlla il passato controlla il futuro”, in modo tale da giustificare e distrarre la gente dagli attuali crimini non più considerati di guerra ma “per il bene della democrazia”, una sorta di democrazia che non da più ascolto alle esigenze del popolo ma alle logiche di mercato e di profitto economico. È l’illusione che ci permette di andare avanti con ipocrisia: l’illusione della democrazia.
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di franchini
25 dicembre
Maximilien Roberspierre. Mi rivelo.
L’idolo. Delle mie peregrinazioni. In una vita sognata. Da demiurgo.
Maximilien Roberspierre. Il sangue. Il sangue cola. Giù. dalla gligliottina. Sangue che suggella la fine. Della pulsione. All’inutile. Alla arroganza. Alla abiezione. Alla sopraffazione. Alla ingordigia.
Sangue. Rivo. Dove specchiare. Ancora indenne. All’orlo dell’annullamento. L’inerzia. I guasti. Della compiacenza.
Maximilien Roberspierre. La mia impotenza. La misericordia del mio cuore. É sabbia del deserto. Soffoca. L’ignominia . La violenza. Ogni grano è palpito. Di una vita.
Si affollano. Quasi d’intorno. I viandanti del tempo. Volti. Di rinuncie. Labbra. Che sussurrano. Implorazioni smorzate. Coerenze capricciose. Silenzi di salvezza. Principii ostentati. Difese sacrificali.
Mi soffermo. Svolazzando. Sull’onore.
Appartato. Osservo. Pensoso. Nel costruire. Frasi e immagini. Idee.
Osservo. E il mio sguardo si inerpica. Su per le fessure. A ragnatela. Delle coscienze. Allestite. All’uso di affollate tavolate. Declamatorie.
É il tumulto. Frammiste. Le peregrinazioni del sogno. La misericordia. I volti di rinuncie. Le difese sacrificali. Le coerenze capricciose. Nel crogiolo dell’inganno.
Maximilien Roberspierre. L’intransigenza. Può fomentare in sé. La clemenza?
Saper dire.
Si. Quando è.
No. Quando non sarà.
Non so. Quando può non essere.
Li coniugo tutti. Luoghi dell’intransigenza. Luoghi della sconfitta. Dell’onore.
26 dicembre
Esasperazioni confuse. Esagitazioni. Di un turpe. Inconsulto fraseggio. Che vive. Nella continuità della sua fragilità. Che ammassandosi assume le consistenze. Dirompenti. Devastanti. Di una possibile epopea. Destinata a santificarsi. Occultando il suo niente. Nelle memorie dei pretesti.
Aleggia. Se ne avvertono gli odori. Schiumosi.
Incombe. Sulla soglia delle case. Terrifico. Da provocare disgusti. Vomiti esterrefatti.
Il non senso.
Senza un segno. Un suono. Un sogno. Che consenta il ritorno. All’esserci.
Pure. Disaccorta. Avulsa. La preminenza del potere percepisce. Annusando. Il vociare. Del ribellismo. Del rivoluzionarismo.
Assorbe e coinvolge . Lo sterilismo della contrapposizione. Che si coinvolge.
Slancia. Urla e vessilli.
Carpisce. Alla piazza il grido. Restituisce il singulto.
Cessa. La potestà della politica. La maestà della politica.
Tirannie immaginifiche. Eroi senza pietà. Feudi elargifici. Martiri sacrificali. Mascherano. La più abietta delle concezioni del predominio. Lo stupro. Delle dignità. Delle presenze. Delle creatività.
Contro tutto. Contro tutti. Per essere. Al di là. Di tutto. Di tutti.
Sono stanco. Delle voci striscianti. Di moralismi. Delle consequenzialità. Di perbenismi. Dei chiacchierecci. Di modernismi.
Siamo contemporanei. Stancamente. Strascinati da noi stessi. Impediti.
Legacciati. Dal vociare. Confuso. Equivoco. Corrotto. Del predominio. Del ribellismo. Dal rivoluzionarismo.
Di un fare senza scampo. Per una ideologia. Della morte non vissuta.
Il nostro essere. Il nostro richiamare le percorrenze. Si offende. Nella morsa dell’assenza.
Uno solo il rimedio. La ribellione. Vera. E con la ribellione. La rivoluzione. Vera.
Ribellione. Contro. L’apatia. Il sotterfugio. La inefficienza. La inconcludenza. La compiacenza.
Rivoluzione. Del metodo. Della possibilità. Della responsabilità. Della consapevolezza. Della determinazione. Della verità.
Le ribellioni e le rivoluzioni hanno scandito. I passi evolutivi dell’uomo sociale. Individuo solidale. Pensante dinamico. Creativo essenziale. Tra le fantasie dei miti. Tra le verità rivelate. Tra le speranze invocate.
Incitati. Promossi dal ribellismo e dal rivoluzionarismo si apprestano tempi. Di confusione. Di invalidità etica. Di sterilismo problematico. Di soccombenza alla disparità. Tra le molteplicità negate. Dei diritti. Al gusto della vita.
Corre porre rimedio. Alla disfatta. Al disfacimento.
Chiamare. Al protagonismo rivoluzionario la “classe dei lavoratori”. Non più operaia. Non più borghese. Non già post-moderna.
Ovvero. Quella che io chiamo la “classe dei cittadini operosi”. I pensosi. Gli applicati. Gli. Incorruttibili. I dedicati. Gli esclusi. I solidali. I non violenti.
Per una comunità politica che proponga a se stessa. Fondi. Persegua. La democrazia del millenarismo Socialista. Nelle libertà. Nelle dignità. Nei privilegi di ciascuno.
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Qui viene pubblicato un estratto degli scritti pubblicati nella settimana.
Gli scritti sono riportati così come composti dagli autori, senza intervento alcuno di modifica di continuità e connessione logica tra essi.
Ne è vietata la riproduzione anche parziale senza citarne la fonte e, comunque, dietro autorizzazione degli autori.
Fatti salvi i diritti di cui alla LG 633/41 e succ. mod.

da un’idea e a cura di franchini
C’è un errore di trascrizione nella mia poesia, il punto finale andrebbe a capo, unico segno del verso finale.
Così:
[…]
La scia sta retta
nel
bianco
sta
.
(Chiara Franchini)
C’è un errore di trascrizione nella mia poesia, il punto finale andrebbe a capo, unico segno del verso finale.
Così:
Coloro di nero i miei stati,
passati,
azzardi d’animo.
La penna ondeggia e indugia
sulle curve
negli spigoli
tra orme.
Di piedi incauti
caduti dai gambi
fioriti d’intezione.
La scia sta retta
nel
bianco
sta
.
(Chiara Franchini)