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Carmela Panariello Franchini
I
nc’é chi cànta pe’ ràggia
nc’é chi cànta p’ammòre.
tu, nò!
(trad. : “c’è chi canta per rabbia e c’è chi canta per amore. tu, no!”)
II
bozzoli.
di parole sterili.
farfalle senza ali.
III
al pasto
ci imboccheremo
con briciole di realtà.
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Manuela Agostinelli
IV
Dalla feritoria,
tra silenzi
di ombre,
sgorgava amore
V
Batte lento il tempo
della dissidia.
Sboccia un bucaneve.
VI
Si accende
l’autunno
tra fumi di grappa
e caldarroste.
VII
Distillo dentro
ampolle di luna
la conoscenza
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Erica Gardin
VIII
Piccoli cuori
battono…
vita che incomincia…
forza mondo!
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Mariella Guerrini
IX
Plaza de toros,
azione nefasta
nell’anima
della Spagna
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Elisabetta Malantrucco
X
Luna lontana
e sole accecante;
terra straniera.
XI
Ricordo di te
lo sguardo di passaggio;
Eri mio padre.
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Bruna Verza
XII
Perdere l’orgoglio
Dell’appartenenza
Grave delitto
XIII
Il sole infiamma
La luna inebria
Le stelle….
….ascoltano
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INFORMAZIONI

Caratteristica del primo modo a 17 sillabe (stile) è che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Caratteristica del secondo modo è che i tre versi dell’Haiku trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia.
Questo secondo modo può verificarsi con il primo verso che introduce un argomento che il secondo approfondisce, laddove, poi, il terzo verso propone una opposizione di contenuto che ha, sempre e comunque, una relazione con l’argomento introdotto.
Ma potrebbe anche essere il primo verso a proporre il solo argomento, con il secondo e terzo verso che sviluppano un nuovo argomento, mettendolo in relazione con il primo.
Si deve annotare che Basho, uno dei massimi poeti di Haiku, dopo aver letto una composizione di un discepolo osservò: “Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine”.
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NOTA
Il concorso italiano degli haiku segnala il componimento suddiviso nella sillabazione 5-7-5 : si può visitare il sito www.aurorablu.it/haiku/haiku.htm ( il manifesto italiano degli haiku si ritrova alla pagina http://www.cascinamacondo.com/pdf/haiku_2005/MANIF_it.pdf ), . ma, per le regole “permissive” di distinzione tra sillabazione metrica o ortografica e per altre eccezioni e per i temi che dovrebbero essere proposti, non si crede che il ritmo “stretto” 5-7-5 sia funzionale agli scopi che il gruppo (“gli haiku della formichina”, cui riferisce questa rubrica) si prefigge; che, a ben ricordare è il ri-uso della lingua (italiana) e la sintesi espressiva del pensiero. Siamo, d’altronde, anni luce lontani sia dalla scrittura che dalla fonica giapponese e nessuno vieta di essere per conto nostro “rivoluzionari”; introducendo uno stile diverso sempre nel rispetto della sillabazione 17 o 19, ma che investa temi non soltanto naturalisti ma anche sociali , morali, etici, politici che l’haiku “classico” non potrebbe tollerare.
Molti autori, d’altronde, (Hekigodō, Hōsha) hanno sostenuto l’esigenza di svincolarsi dagli schemi tradizionali (5-7- 5) improntando la composizione poetica su un verso libero (“scuola del verso libero”).
Per quanto possibile, in questo gruppo ci alleniamo sulle 17 e 19 sillabe.
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