Un libro denunciava con grande ricchezza di particolari, la rapina tuttora in corso, e questo ben prima che scoppiasse la faida interna al PDL laziale che ha portato all’emergere dello scandalo.

Si teme un nuovo crollo simile a quello che ha seguito le inchieste di Tangentopoli, ma questa volta con l’aggravante che non ci sono forze politiche vecchie o nuove che a torto o a ragione (molto più a torto che a ragione come si è visto), a destra e a sinistra, sono in grado di proporsi seriamente come alternativa di governo. Si annuncia una pacchia elettorale per le liste di protesta come quella di Grillo e un probabile, inevitabile, ricorso a soluzioni ‘speciali’ come quella del governo tecnico di Mario Monti.
Ma quello che più fa impressione è che nei partiti sia, generalmente, mancata la denuncia (con qualche eccezione come quella dei radicali), sia abortita ogni spinta all’autoriforma (altre eccezioni come quelle dei consiglieri socialisti), eppure le informazioni non mancavano.
Per esempio un libro “La casta invisibile delle Regioni”, denunciava con grande ricchezza di particolari, la rapina tuttora in corso, e questo ben prima che scoppiasse la faida interna al PDL laziale che ha portato all’emergere dello scandalo.
Sotto accusa finisce inevitabilmente il sistema nel suo insieme e in particolare la riforma del Titolo V della Costituzione voluta dal centrosinistra per inseguire la Lega di Bossi sul suo terreno. Riforme parziali, sbagliate e anche inutili perché il vantaggio elettorale neppure ci fu. Ma questo fa parte della grande insipienza del centrosinistra post-tangentopoli, una caduta verticale di qualità del ‘personale’ politico che dalle Camere arriva, peggiorando, giù giù fino ai piccoli consigli comunali.
C. Co. (avantidelladomenica.it)
Pierfrancesco De Robertis
La casta invisibile delle regioni.
Costi, sprechi e privilegi
Rubettino – Euro 8,50

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