Per spendere bisogna tagliare
Il Ministro Tria non sembra infatti spaventato dalla smania di nuove spese e, serafico, osserva che il bilancio è a vasi comunicanti, e va giudicato dopo i costi, ma anche dopo le sottrazioni.

Il Ministro Tria non sembra infatti spaventato dalla smania di nuove spese e, serafico, osserva che il bilancio è a vasi comunicanti, e va giudicato dopo i costi, ma anche dopo le sottrazioni.

Far tornare a mamma Stato 35 mila concessioni ai privati (perdendo tasse e canoni pur talvolta irrisori) può piacere al popolo dei tweet, ma fa scappare investitori stranieri.

Ricordano solo il tripudio di consensi dello Tzipras di lotta che però stava per portare il suo Paese allo sfascio finale. E non amano lo Tzipras con cravatta, di governo, che il Paese lo ha salvato.

Il testo del milleproroghe già introduce alcune modifiche significative, ma è inquietante soprattutto l’interpretazione che ne dà il Prof. Conte.

Complessivamente, solo il 4% dei pensionati prende l’assegno sulla base di quanto ha versato (e alcuni sono paradossalmente a rischio). Il 13% è regolato da un sistema misto e l’82% utilizza il …

Se un Paese, con cadenza pluriennale certa, introduce un condono più o meno mascherato (solo Tremonti lo ha chiamato tombale, ma poi le tombe si sono scoperte…), non c’è da stupirsi se i contribuenti …

Se il “cambiamento” è quello di Tria, certo non è una rivoluzione, a cominciare dalla fede nell’euro affermata fin troppo (excusatio non petita?), e rafforzata dall’impegno a non consentire neppure le …

L’accenno del presidente del Consiglio Conte ad una “revisione” della riforma delle Banche Popolari e delle BCC è stato un vero e proprio sasso nello stagno, per una questione in parte già definita …

Peccato, perché la questione europea merita davvero riflessioni non da comizio elettorale e ora rischia di radicalizzarsi senza oggettivi progressi.
Buttata come un osso ideologico sui tavoli di …

Fermare l’area a caldo significherebbe mettere a rischio il reddito di 14 mila famiglie e di un indotto ancor più rilevante sul piano sociale ed economico, che riguarda mezza Italia.

Elliot è un fondo dichiaratamente speculativo e non possiamo certo aspettarci, come italiani, benevolenze superiori a quelle che ci ha riservato il “pirata” bretone ora (forse) sconfitto.

Nella presente crisi post voto, quella che è a rischio è la reputazione degli opinionisti, o meglio di quella parte che non si limita a raccontare le cose e ad interpretarle, ma pretende di …

Chi, non solo in Italia, ha preso sul serio i populismi, resta quanto meno sconcertato, di fronte alle giravolte del programma dei 5 stelle, capovolto dopo il 4 marzo.

Tutti apprendisti sociologi, dopo il voto del 4 marzo. E tutti sulla cattedra a spiegare, soprattutto al Pd, quali sono i problemi veri del Paese, tutti a insegnare il mestiere alla sinistra, che non …

Lo spazio c’è: è europeo, è riformista, fa tesoro delle esperienze di illusioni massimaliste alla Tzipras, che non hanno insegnato nulla a tanti italiani.

Antonio Polito ha definito anomalo il bipolarismo del 4 marzo, ma a noi sembra innanzitutto malato, o piuttosto falso: nei contenuti, il polo è uno solo.

E’ minacciata all’interno dall’insorgenza populista e sovranista e dall’esterno dalla minaccia protezionista che viene dal suo partner naturale, gli USA.

Chi ha ruoli importanti non può limitarsi a prendere atto, o dare patenti, deve fare la propria parte, ad esempio su un tema fondamentale come l’Europa.

Hanno fatto bene, i vertici di Sindacati e Confindustria, a siglare un accordo di 16 pagine sulla nuova contrattazione del lavoro (da ratificare il 9 marzo), mettendolo al riparo dai venti elettorali …

Già 10 giorni dopo il voto, UE e BCE vareranno provvedimenti restrittivi sui prestiti in difficoltà. Li chiamano “pilastri” e saranno di cemento, questa volta.

Ribattezzato Manifesto della “ragione”, ha il pregio di ricordare che in questo 2018 ci giochiamo ben più di una improbabile maggioranza parlamentare, ma la scelta tra rafforzare o indebolire il …

I grandi investitori di pubblicità stanno facendo spending review di dimensioni da far invidia a un Cottarelli.

A seconda del risultato più o meno positivo del proprio schieramento di provenienza, è abbastanza facile intuire che personaggi come Maroni e Letta per il centrodestra, Calenda o Prodi per il …

L’impressione è che gli elettori non abbocchino ma apprezzino comunque di più chi ti vuol far sognare rispetto a chi, burbero e pignolo, ti fa notare che i conti non tornano.
