• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Per spendere bisogna tagliare

Il Ministro Tria non sembra infatti spaventato dalla smania di nuove spese e, serafico, osserva che il bilancio è a vasi comunicanti, e va giudicato dopo i costi, ma anche dopo le sottrazioni.

di Beppe Facchetti | 9 Settembre 2018

Alla vigilia della manovra economica, l’attenzione è concentrata sui costi dei programmi di governo, quotati  sopra 100 miliardi, ma il vero problema è probabilmente un altro, e riguarda i tagli che dovranno essere fatti per dar spazio a reddito di cittadinanza, tassa piatta e Fornero.

Il Ministro Tria non sembra infatti spaventato dalla smania di nuove spese e, serafico, osserva che il bilancio è a vasi comunicanti, e va giudicato dopo i costi, ma anche dopo le sottrazioni. Non ha torto, in astratto. Una grande economia può anche decidere 100 miliardi di nuove spese. Basta togliere una cifra simile da tutto il resto (anzi un pò di più, perchè lo spread costa nuovi miliardi). Una volta chiarito che si deve ricorrere all’algebra, tocca ai partiti gestire il peso politico di quel che ne consegue. Tria è a posto. Di Maio e Salvini un pò meno.

La differenza tra una campagna elettorale e una sessione di bilancio è tutta qui, perchè in un comizio ce la si può cavare dicendo che si taglieranno i privilegi (e giù applausi), ma per far tornare i conti occorre trovare miliardi, non bruscolini simbolici.

Appena si aprirà il sipario, in platea prenderanno posto spettatori di categorie molto diverse, ma accomunati da grandi attese.

Chi si aspetta istruzioni per andare a ritirare 780 euro di reddito, sarà seduto accanto agli speculatori pronti a spolpare il secondo più grande risparmio privato del mondo. Un posto sarà riservato anche all’opposizione, che sbaglierebbe però ad accomodarsi solo sgranocchiando pop corn, sperando che il frutto marcio delle aspettative impossibili cada dal ramo. Probabilmente cadrà, ma non è detto nel suo cesto.

La partita sarà tutta politica. E la politica ha un tempo per la propaganda e un tempo per l’azione. Un conto è bloccare via facebook una nave di migranti, e un conto è decidere che si tagliano 80 euro per finanziare un pezzo di reddito di cittadinanza.

Sono circa 9 miliardi e fanno gola, ma qui cominciano i problemi veri. Bisogna spiegare a qualche milione di lavoratori che i soldi in busta non ci sono più, da subito, perchè poi ci sarà il radioso avvenire del reddito garantito.

A proposito del quale occorrerebbe chiarezza. La percezione – decisiva per avere i voti al Sud – è che sarà uno strumento universale, buono per tutti, con poche verifiche in entrata e qualche condizione per conservarlo. Si parla di 3 proposte di lavoro da accettare (ma quando mai i disoccupati del Sud sono stati cercati 3 volte? E se le proposte non arrivano?) e 8 ore di lavoro gratuito per il proprio comune (tutti bibliotecari o tutti spazzini? Cosa ne penseranno i sindacati? E se uno si fa male, chi lo ripaga?).

Ora sembra che il costo sia “solo” di 15 miliardi, ma anche che riguardi solo 1,5 milioni di persone. Più o meno quelle del reddito di inclusione di Gentiloni, che c’è già, anche se non ti garantisce 1800 euro a famiglia.

I famosi 100 miliardi si possono trovare solo nei grandi capitoli: stipendi, pensioni, trasferimenti. Per gli investimenti si può sforare, ma col permesso europeo, da avere magari con le buone maniere.

Sono argomenti da far tremare i polsi: i dipendenti hanno appena rinnovato il contratto, Province e Comuni hanno le strade da rattoppare. Sulle pensioni, rivolgersi all’amico Putin che vede vacillare il suo strepitoso consenso perchè vuole innalzare di 5 anni l’età pensionistica dei russi. Fornerov…

Da noi si vogliono spezzare le reni ai pensionati d’oro, tanto sono pochi, hanno avvocati per fare ricorsi che sicuramente vinceranno, ma tra molti anni, e nel frattempo si raccolgono applausi ai talk show. Ma incidere davvero su un monte pensioni di 265 miliardi è ben altra cosa. C’è aria cattiva per i baby pensionati, ma anche qui: ci vuol un bel coraggio politico per spiegare a 700 mila famiglie che le si vuol penalizzare subito perchè, poi, state tranquilli, arriverà il reddito di cittadinanza…

Potremmo continuare. Si pensi al taglio delle mille esenzioni ed eccezioni fiscali. Una giungla discutibile, ma chi toccherà i “privilegi” di autotrasportatori e agricoltori? O dirà che sui pannelli solari abbiamo scherzato?

Vedremo. Tanto, se le cose vanno male, è già pronta la spiegazione: complotto dei poteri forti.

 

Beppe Facchetti

Pubblicato in : SituazioneTag: anni, campagna elettorale, consenso, conti, costi, euro, fa male, governo, lavoro, manovra, mondo, pensionati, pensioni, percezione, persone, putin, sindacati, soldi, tagli, tassa

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti