• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Controriforma BCC: cambiamento in forse

Il testo del milleproroghe già introduce alcune modifiche significative, ma è inquietante soprattutto l’interpretazione che ne dà il Prof. Conte.

di Beppe Facchetti | 14 Agosto 2018

Sulle vere intenzioni del Governo per il futuro delle Banche di Credito Cooperativo non tutto è ancora chiaro, ma quel che si sa suscita non pochi interrogativi, e di sicuro c’è un alt al percorso di autoriforma, guidato dalla Banca d’Italia, che era giunto praticamente a conclusione, dopo tre anni di intenso lavoro. Il timore è che sia un segnale di retromarcia rispetto all’azione di vigilanza su un sistema bancario “minore”, entrato in grave crisi reputazionale negli ultimi anni.

Ignorato dal cosiddetto “contratto”, il tema era uscito a sorpresa non in sede di presentazione del Governo, ma nella replica del Presidente Conte, con allusione generica ad un periodo di moratoria.

Ora c’è un fatto nuovo, dopo settimane di silenzio, peraltro impiegate da tutte e tre le centrali BCC per una campagna di pubblicità a pagamento sui principali quotidiani nazionali, in cui si chiedeva di poter concludere il processo di riforma ormai definito. Segno di impegno a superare con le proprie forze e la propria etica una fase difficile di credibilità.

Per capire di più, parla il testo del secondo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri in due mesi, che – a differenza del primo che si ispirava addirittura alla dignità – si intitola più banalmente “milleproroghe”, un provvedimento che di solito evita troppa visibilità, perché oggettivamente è un catalogo di non scelte.

In questo caso, però, sembra proprio che la scelta ci sia, e cioè quella di stoppare in extremis la legge attesa da almeno due decenni, fortemente voluta da Banca d’Italia, di riforma sia delle BCC che delle Popolari, anche se per queste ultime, salvo un paio di casi, il tempo è ormai scaduto (a meno che vi sia in serbo qualche colpo di coda). E Banca d’Italia ha già preso una prima contromisura, approvando rapidamente la costituzione delle tre holding, architrave del nuovo sistema. Smantellare questo fatto compiuto sarà più complicato.

Il testo del milleproroghe già introduce alcune modifiche significative, ma è inquietante soprattutto l’interpretazione che ne dà il Prof. Conte. Uscendo dal cono d’ombra che lo contraddistingue, il Presidente del Consiglio ha addirittura parlato di “riforma della riforma”.

L’iniziativa viene certamente da alcune Casse Rurali del Nord, e dalla Lega, che già aveva parlato di moratoria di 6 mesi, esattamente quella ora decretata. Ma tutto il sistema del Credito Cooperativo è contrario, pur avendo a suo tempo accettato a fatica l’iniziativa di Padoan, però impegnandosi poi in un lavoro costruttivo, passato attraverso centinaia di Assemblee con decine di migliaia di partecipanti. Per Banca d’Italia sarebbe sicuramente uno smacco, perché già il suo disegno iniziale (voleva un decreto) era molto più severo.

Il punto è infatti quello del rapporto tra localismo, piccole dimensioni, necessità di garanzia per il risparmio. Principi ambivalenti: grandi valori, ma grandi rischi.

Il provvedimento uscì nel pieno della crisi di legalità che aveva colpito il sistema bancario, non quello grande, salvo il caso MPS, oggi comunque a guida pubblica, ma quello piccolo e piccolissimo. Il caso Etruria, per esempio, uno psicodramma riguardante l’1% del sistema, ma di grandissimo peso politico ed elettorale, o quello delle Banche Venete, emblema di un localismo malato, clientelare, truffaldino. L’allarme di Via Nazionale, responsabile della vigilanza residuale con BCE, veniva da lì.

Il milleproroghe dà due indicazioni in controtendenza. Salirebbe al 60% il controllo delle BCC sull’holding di coordinamento e disciplina del settore, disincentivando gli operatori esterni, e verrebbero allentati i severi vincoli voluti da Bankitalia sulla nomina dei Cda. Due punti-chiave di una stretta mirata a garantire i risparmiatori e soprattutto competenza e affidabilità degli amministratori.

I tanti istituti condotti con serietà e capacità hanno capito che le mele marce possono danneggiare tutti, ma perché allora tornare al passato? Qualcuno informi i 5Stelle, che sulla crisi bancaria hanno costruito molto del loro successo. Il cambiamento, in questo caso, c’era già.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banche, bce, consiglio dei ministri, costituzione, crisi, futuro, governo, lavoro, lega, moratoria, mps, presidente del consiglio, processo, sistema bancario

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti