Vittorio Emanuele III un enigma
Dalle sue prime apparizioni in pubblico il sovrano parve enigmatico. Ascoltava. Parlava di rado. Comunicava con i fatti: la presenza alle grandi manovre, al varo di navi, all'inaugurazione di …

Dalle sue prime apparizioni in pubblico il sovrano parve enigmatico. Ascoltava. Parlava di rado. Comunicava con i fatti: la presenza alle grandi manovre, al varo di navi, all'inaugurazione di …

La Dichiarazione dei diritti umani fu solennemente approvata dall'Assemblea dell'Onu che in via eccezionale si radunò non a New York, sua sede dalla fondazione (25 giugno 1945), ma a Parigi.

Malgrado quattro presidenti del Consiglio, vari premi Nobel, il mèntore della Carta costituzionale, Meuccio Ruini, e tante altre glorie, nel Bel Paese non è mai stata in odore di santità.

Dall'avvento del regime statutario la storia d'Italia è punteggiata da prevaricazione del Potere Esecutivo nei confronti dell'“amministrazione”, anche in campi vitali, quali la politica estera e la …

Il complesso rapporto tra Forze Armate e regime è bene evidenziato dalla figura di Pietro Gazzera (Bene Vagienna, 1879-Ciriè, 1953), il generale che da ministro della Guerra si oppose a Mussolini …

Al tavolo della pace la delegazione italiana si presentò e si condusse ignorando la propria rete di sicurezza, la diplomazia, che non è esibizione di muscoli ma un'arte dai riti antichi.

Manca quel che più conta: la pubblicazione delle fonti vere, una riflessione pacata su quanto effettivamente accadde. La “catena di comando”. Chi volle, chi decise, perché e contro chi.

Preoccupa, infine, che sulla politica estera il Parlamento sia afono. Da mesi non si registra nei suoi due rami un franco confronto su di essa. Altrettanto avvenne in passaggi fondamentali della …

In quei diciotto anni (numericamente pochi ma gravidi di conseguenze disastrose) l'Italia visse vicende contrastanti.

L'invenzione del “nemico” e la sua persecuzione generano catastrofi. È bene ricordarlo mentre il Paese è colpito da Bombe d'Acqua ideologiche e il turpiloquio sommerge ogni regola di dialogo tra le …

Mentre dilaga la piaga dei giovani che non studiano né cercano lavoro, merita ricordare chi invece cercò di evitare il baratro di una guerra catastrofica.

Di sicuro quel che manca al governo attuale, a parte i ministri degli esteri e del Tesoro, è il senso elementare della “continuità dello Stato”.

Vivano la lince e un “carbonaro” del 1821!

La domenica, come ogni altro giorno della settimana, è dei cittadini, che la impiegano come meglio credono, anche andando “per compere” o “a vendere”, se così preferiscono.

Una crisi che arriva da lontano ma di volta in volta va peggio, tra provvisorietà e improvvisazione, in un clima che mescola spensieratezza, angoscia e fatalismo.

Il punto della crisi in atto è la credibilità dello Stato, verso l'estero e nei confronti dei cittadini, per ora frastornati ma prima o poi costretti a destarsi.

Riscoprire la tragedia di Mafalda di Savoia-Assia significa compiere un passo avanti nella conciliazione della memoria storica, con quanto può derivarne nella vita quotidiana.

Malgrado tutto, questa Italia ha più risorse di quanto dicano governo e “media”. E' l'amalgama di un popolo forgiato nelle secolari lotte contro invasioni, scorrerie, dominazioni straniere.

L'Italia non nacque per caso ma da Idee forti, il “Risorgimento”, la Terza Roma, e grazie a una dirigenza diffusa, consapevole, motivata, non “tirata a sorte”.

Oggi “è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta”, neanche dopo aver commesso i crimini peggiori.

Trecento anni fa col Trattato di Londra del 2 agosto 1718 Vittorio Amedeo II, duca di Savoia (1666-1732), fu riconosciuto Re di Sardegna, in cambio della rinuncia alla corona di Sicilia, conferitagli …

Che “quel” 1938 sia una data scabrosa risulta manifesto dalla circospezione che per ora ne ha circondato la rievocazione. Esso va invece ricordato.

Oggi più che mai emerge la grandezza e l'attualità non solo di Giolitti ma di una vastissima dirigenza animata dal “senso dello Stato”, una realtà apparentemente impalpabile.

Proponiamo alcune pagine dell'ultimo capitolo del libro, sul massone Pietro Musso, un „massone di base“, cuneese come Mola, che dal 1980 è Medaglia d'Oro di benemerito della Cultura.
