Governo. Di Maio, il vincolo di mandato e il mercato delle vacche
Chi ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori è stato proprio Di Maio e del programma che aveva presentato il M5s ne ha fatto mercato delle vacche.

Chi ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori è stato proprio Di Maio e del programma che aveva presentato il M5s ne ha fatto mercato delle vacche.

Aveva un assoluto bisogno di una più vasta agibilità politica. E soprattutto mancava in Italia una formazione mediana.

L’Umbria e la Calabria (già presidi rossi) al Movimento 5 Stelle, l’Emilia-Romagna e la Toscana al PD. Pari e patta! Ma l’avvento della “cosa" renziana, rischia di cambiare tutto.

Alla base, come dice un vecchio adagio cinese, c’è la scelta tra regalare un pesce o insegnare a pescare. Un bivio culturale.

ASSEMBLEA PUBBLICA DI “ALLEANZA CIVICA DEL NORD” Semplificazione, competenza, autonomia, il vero cambiamento politico E’ previsto l’Intervento del Sindaco di Milano Beppe Sala e di numerosi …

E’ questa la data in cui sull’Avanti!, giornale storico del partito socialista, compare un editoriale dell’allora segretario del partito Bettino Craxi dal titolo “Ottava legislatura”. E’ interessante …
“Non c’è nulla di certo al mondo, tranne la morte e le tasse”, diceva Benjamin Franklin (1706-1790), scienziato e politico, protagonista della Rivoluzione americana e tra i padri …

L’Italia non ha mai avuto una forza socialdemocratica in grado di garantirle quelle conquiste, quel progresso e quella stabilità che altri partiti socialdemocratici garantirono ai più importanti paesi …

Ha saputo costruire una ragnatela di rapporti con Bruxelles creando nuovi spazi che a Roma gli venivano negati, e ha frenato la Lega e i suoi governatori pronti a sventolare le bandiere …

Pd e M5S sono state sempre due entità antitetiche; nelle reciproche campagne elettorali hanno sempre dichiarato che mai e poi mai si sarebbero alleati.

Un ceto dirigente vanesio e impreparato di cui si stenta a ricordare negli ultimi 20 anni qualche riforma necessaria o solo utile o intelligente.
“Mettere a dama” è una espressione del gioco della “Dama”, che prevede di bloccare l’avversario per poi “mangiarne” le pedine. Ci è venuta in mente questa …

Si rischia anche di essere definiti arroganti o altezzosi, se, nel ribadire certe prese di posizione (vivaddio, è finita l’epoca del politically correct), altri giudicano mera presunzione ciò …

Non ci sono le condizioni, almeno a breve, per sognare. L’unico sogno da coltivare, semmai, è quello di un ritorno alla normalità.

Per ora si vola basso. Ma se scattasse un'alleanza identica per le prossime regionali? In quel caso assisteremmo ad un nuovo film.

Il PD torna al Governo e il banco dove si danno le carte torna a Renzi.
Di Maio fa il Di Maio e per dare una mano,anzi una labbrata a Conte, convoca i ministri pentastellati alla Farnesina.

“Siete diventati comunisti!”. Avevamo messo in conto di ricevere dei rimbrotti e magari anche qualche insulto per aver detto che le due alternative a questo governo che erano sul tavolo della crisi – …

Chi dirige oggi il PD, prima di salire in cattedra per insegnare ai potenziali alleati come devono comportarsi e quali programmi devono adottare, dovrebbe fare un bagno di umiltà e riflettere su …

Dopo la formazione del nuovo governo, che “non è la “squadra dei sogni ma il compromesso possibile”, è necessario che una nuova forza di sinistra democratica, socialista, terza rispetto al Pd e a M5S, …

Si poteva intervenire 6 anni fa, contenendo il diffondersi del contagio. Ora occorre intervenire in maniera più drastica: i fondi europei e nazionali ci sono per impedire che 60 milioni di ulivi, …
“Chi disprezza compra”. E’ un antico detto e si riferisce a chi, criticando qualcuno, in realtà ne dimostra interesse. Ci è venuto in mente questo proverbio a proposito del governo …

Il PD poteva, scegliendo le elezioni anticipate, liberarsi di Renzi. Ha scelto di andare al governo con i 5S. Sarà Renzi, al momento opportuno a liberarsi del PD. Questione di scelte. IL TACITURNO

E’ evidente che, essendo stato reciso il legame tra eletti e cittadini, deputati e senatori, se non altro per gratitudine verso i vertici del loro partito, hanno perso gran parte della loro autonomia.

Matteo Renzi contro Nicola Zingaretti, Roberto Fico (e forse Di Battista) contro il leader grillino Luigi Di Maio ed il nordista Gianfranco Giorgetti contro un “suonato” ma non vinto Matteo Salvini.
