ASSEMBLEA PUBBLICA DI “ALLEANZA CIVICA DEL NORD”
Semplificazione, competenza, autonomia, il vero cambiamento politico
E’ previsto l’Intervento del Sindaco di Milano Beppe Sala e di numerosi altri amministratori e sindaci in via di conferma.
FRANCO D’ALFONSO – Portavoce di “Alleanza Civica del Nord”PIERO BASSETTI – Presidente Globus e Locus
TATIANA ROIC – Senatrice Trieste
ELISABETTA STRADA Mov Civici Europeisti Lombardia
LORENZO FORCIERI – Alleanza Civica Liguria
CLAUDIO GUIDETTI – Alleanza Civica Emilia
MARCO FUMAGALLI – Lista Sala Comune Milano
FRANCO TRESSO Lista civica Cantiere Civico Torino
PATRIZIA GHIAZZA – Alleanza Civica Torino Mov. SI Torino
Poche settimane fa, prima cambiasse il mondo nella politica italiana, annunciavamo così la nuova stagione di “ Alleanza Civica del Nord” :
Essere protagonisti ed attori in questo spazio politico richiede quindi un salto di qualità dell’azione politica per dare vita ad un soggetto autonomo e diverso, caratterizzato politicamente per proprie idee forti e “radicali”, radicato nel territorio: cioè nel Nord, nei temi dell’autonomie federale, dello sviluppo e del rispetto della “morale civica”. Si parte dal contenuto e non dal contenitore e non si parte con un leader, che emergerà per adesione o cooptazione, non necessariamente tra le file dei civici della “prima ora”.
La nostra ipotesi è quella di un soggetto autonomo che si caratterizza sui contenuti e territorio e partecipa con propria identità politica definita, portatrice di un “pezzo” di progetto politico più ampio e non come mero “mosaico” di gruppi dirigenti locali scollegati politicamente fra loro, la nostra identità parte da “Alleanza” (vale a dire rapporto tra varie liste e soggetti) ma deve tendere a evolversi in un soggetto unitario.
E’ ancora valida questa affermazione al tempo del Conte-bis ? Il premier Conte ha agito diversamente dal premier del ’22 Facta ed il presidente Mattarella – ma questo potevamo intuirlo – non ha seguito l’esempio del re sciaboletta ed il tentativo populista eversivo della “marcia del Papeete” è stato fermato. Ma quello che si è fatto con il Conte bis è comprare tempo, non risolvere i problemi : così come, per continuare con il parallelo storico, un governo Facta non avrebbe rimosso le ragioni del successo del populismo eversivo del tempo, qualcosa di molto simile potrebbe avvenire se le forze politiche, sociali e civili che si sono unite per fermare chi ha chiesto i “pieni poteri” davanti ad una turma di bevitori di fernet non avranno la capacità e la forza di rovesciare completamente la modalità politica che invece hanno utilizzato ancora nella formazione della nomenclatura di governo e di sottogoverno, compilata come se avessero vinto le elezioni e non con i criteri del governo di salute pubblica.
Le prossime scadenze regionali in Umbria, Emilia, Calabria, Liguria, Campania, Puglia e Toscana saranno molto più che un test per la strana alleanza agostana Pd-5stelle, saranno decisive per il futuro della democrazia nel nostro paese.
Alle regionali il ruolo (ed anche la sola parola) “civici “sarà determinante per permettere la formazione di una alleanza in grado di fermare la destra xenofoba ed antieuropeista , che come sempre ha meno problemi formali e sostanziali nel mettere in campo alleanze e candidature.
Le parole di Di Maio e Franceschini sulla possibile alleanza per la prima scadenza, quella dell’Umbria, certificano quello che non occorreva essere fini analisti per capire : l’unica possibilità di essere attrattivi è proporre un progetto civico che superi l’incontro difficile per non dire impossibile fra partiti , con l’innesto di nuove candidature che vengano dall’esperienza del mondo del lavoro, delle professioni, in una parola di gente che apporti nuova competenza alla politica e non che si sostituisca alla politica.
Non che ci volesse un genio per capirlo ma il rischio che i partiti esistenti e Renzi ( e magari anche Calenda, sebbene ad orari alterni) si costruiscano un civismo di facciata stile “ego baptizo te piscem” al venerdì e si approprino strumentalmente di termini e posizioni politiche che hanno sempre relegato a funzioni di servizio e di secondo piano , è un rischio reale.
Ma il civismo senza profondità e storia politica, che pure vedremo arrivare da ogni parte, è una idea senza respiro che porterà più danni che voti
Il 28 settembre, giorno nel quale “Alleanza Civica per il Nord” terrà la sua assemblea pubblica esplicitando i suoi obiettivi ed i suoi punti di riferimento politici e programmatici, che si sintetizzano in “Semplificazione, competenza, autonomia” è, per fortuna o bravura, la data giusta per occupare legittimamente lo spazio e per essere interlocutori e non oggetto di trattativa.
La finestra per il civismo “storico”, quello che nasce a Milano con la primavera arancione di Pisapia e che continua con la Milano pragmatica ed internazionale di Beppe Sala , che ha profondità di analisi e storia non improvvisata alle spalle, sarà aperta per poco tempo ancora
E’ il momento di giocare in prima persona, come Alleanza Civica, su tutti i teatri, siano essi in periferia (dove peraltro nasce la vera cultura, anche quella politica ) siano palcoscenici con bella locandina di prima pagina, come quella che esibiremo per il 28 settembre a Milano .
Ad una condizione, però : fine dei dubbi, dei tentennamenti e delle attese di Godot piccoli e grandi, lanciare apertamente il nostro impegno e la nostra generosità al servizio del futuro delle nostre comunità e non delle tattiche di chi pensa di affrontare il futuro con gli strumenti del passato.
Franco D’Alfonso

Lascia un commento