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governo

Dove vai Bruno Tabacci?

21 Ottobre 2019 | di Giacomo Properzj

E’ l'autore della più piccola scissione di un partito che si sia mai vista negli ultimi tempi: ha rotto il microscopico gruppo di +Europa per votare a favore del nuovo governo giallo-rosso.

Europa e Spagna. La improbabile indipendenza della Catalogna

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

La Catalogna è una regione trainante dell'economia spagnola, ha 7,5 milioni di abitanti rispetto ai 46,7 della Spagna, produce il 20% del PIL nazionale ma ha un debito del 30% dello stesso PIL, pari a …

Governo. Alitalia: fino a quando?

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

Roma, 18.10.2019. Di tasca nostra abbiamo già versato 900 milioni di euro di prestito per la sopravvivenza di Alitalia, soldi non restituiti; altri 350 milioni di prestito, sempre da prelevare dalle …

Governo e credibilità

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

Sorseggiando un caffè al bar di solito scambio qualche battuta e parlando di credibilità, riferita ai nostri politici, mi imbatto in due reazioni: la prima è una risata, la seconda un atto di fede. …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

L’Europa e il piano “micidiale” di Erdogan

14 Ottobre 2019 | di Daniele Marchetti

L’idea di conquistare nuovo territorio alla Siria, con la scusa di espropriarlo al popolo Curdo, permetterà alla Turchia di creare una “nazione nella nazione”: un “ghetto dell’immigrazione”, lontano …

Riuscirà il PD a cambiare i 5Stelle? Per ora pare il contrario

13 Ottobre 2019 | di Nicola Cariglia

Come se Di Maio, liberatosi dal mobbing di Salvini, avesse preso a sua volta a mobbizzare Zingaretti. E, intanto, in Toscana, il PD rischia di buttare al vento la probabile vittoria alle regionali.

Alla Camera la presentazione di “Craxi, le riforme e la governabilità”

13 Ottobre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

Mercoledì 30 ottobre, al Palazzo Teodoli, in Piazza del Parlamento 19, alle ore 10.00. Oltre agli autori, ne discuteranno Vannino Chiti, Bobo Craxi e Riccardo Nencini. Moderatore il giornalista …

Zingaretti e Grillo lanciano la santa alleanza

13 Ottobre 2019 | di Roberto Caputo

Ma non tutto è in discesa. Dopo l' Umbria, si voterà in Emilia Romagna e in Campania. E in quelle regioni ci sono due governatori del PD molto forti che hanno spesso litigato con i grillini.

Taglio dei parlamentari e voto ai sedicenni. Gli ultimi colpi mortali alla nostra democrazia (ma se cambia la legge elettorale…)

13 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

È dal 1994, cioè da un quarto di secolo, che la politica italiana, sentendosi delegittimata – ed essendolo, sia per la sua intrinseca fragilità, sia per non essere in grado di produrre sussulti di …

Giuseppi il megalomane silente

13 Ottobre 2019 | di Carla Ceretelli

"Si può competere con l’Intelligenza, ma non con la stupidità. L’Intelligenza ascolta,
capisce e, anche se non condivide, accetta. La stupidità si dimena nell’ EGO,
pretende ragione e non guarda oltre …

Come risalire la china? Giolitti contro la disfatta dell’Italia (1919)

13 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

O una svolta vera o la “generazione perduta” dei Neet contaminerà l'altra parte della società. Al confronto con questa sfida, la chiassosa disputa su rifugiati politici e migranti economici è retorica …

Renzi difensore dei ceti medi? Non mi convince

13 Ottobre 2019 | di Salvatore Lagaccia

Risposta all’ articolo di Gabriele Parenti. “Il senatore di Scandicci” vuole a tutti i costi riprendersi la scena. Insomma un democristiano "sui generis" che non si muove nel solco dei suoi …

Festeggiando festeggiando

13 Ottobre 2019 | di Il Taciturno

Anche se non c’è niente da festeggiare Di Maio feteggia. E festeggiando festeggiando ci riferisce che la riduzione dei parlamentari porterà un risparmio di 300 mila euro al giorno! Detto da un …

Chiedete a Platone quand’è che ha visto l’ultima democrazia

13 Ottobre 2019 | di Franco Luceri

I governanti dei 27 Stati UE privi di sovranità monetaria, sono come cagnolini al guinzaglio della BCE e delle grandi holding finanziarie europee e mondiali e governano sotto dettatura di banchieri, …

Intrighi internazionali e piccole beghe da cortile

7 Ottobre 2019 | di Nicola Cariglia

Entrambe le vicende, Metropol e complotto contro Trump, sono, se provate, di gravità inaudita. Ma è ancora peggio se si guarda al modo come vengono affrontate dalla politica nostrana.

L’Europa ci aiuta ma non basta

7 Ottobre 2019 | di Beppe Facchetti

Le masse finanziarie messe in gioco dal nuovo Def sono poca cosa. La manovra è di quasi 30 miliardi, ma in realtà è meno di 7, al netto della clausola Iva. E 7 è un po’ poco, per un governo dai colori …

Viva la fine dell’illusione sovranista che fa scendere lo spread

7 Ottobre 2019 | di Enrico Cisnetto

Ma senza una politica economica e con investimenti zero la crescita rimane una chimera.

Gli USA, la sinistra italiana e i conti di governo

7 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Negli ultimi cinquant’anni circa, la storia della sinistra in Italia ha dovuto necessariamente fare i conti, per nostra fortuna, anche nel senso letterale del termine, con l’alleata potenza Usa. Così …

L’Iva, i dazi ed il galleggiamento

7 Ottobre 2019 | di Redazione Pensalibero.it

IVA o non IVA, anche la prossima finanziaria si annuncia come una legge incolore, di puro galleggiamento, di sopravvivenza. L’opposto del “Governo di svolta”.

La mossa di Renzi: azzardata ma non temeraria o illogica

7 Ottobre 2019 | di Gabriele Parenti

Potrebbe accadere che per recuperare risorse e coperture per spese sempre nuove si continui a gravare sui ceti medi. In questo senso Renzi potrebbe essere l’unico loro presidio.

Greta e il voto ai sedicenni

7 Ottobre 2019 | di Livio Ghersi

Nel sistema rappresentativo concepito storicamente dal costituzionalismo liberale, il diritto di voto non era riconosciuto a tutti, ma soltanto a quanti erano parte attiva della comunità sociale.

Re Vittorio Emanuele III: Mezzo secolo di Storia d’Italia

7 Ottobre 2019 | di Aldo A. Mola

Dopo il regicidio i più si attendevano una sterzata autoritaria. Invece Vittorio Emanuele III l'11 agosto giurò fedeltà allo Statuto e dichiarò di consacrarsi alla “monarchia liberale.

La nostra democrazia è degenerata in “usurocrazia”

7 Ottobre 2019 | di Franco Luceri

Come popolo abbiamo dimostrato ampiamente di essere i migliori interdetti o inabilitati del mondo, perché abbiamo regalato il nostro diritto ad essere finanziariamente autonomi.

Scontro fra il partito di Renzi, Pd e governo

7 Ottobre 2019 | di Salvatore Lagaccia

Dal Nazareno come anche da Palazzo Chigi buttano acqua sul fuoco, evitano le polemiche che finirebbero per aiutare Renzi in termini di visibilità.

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