Roma, 18.10.2019. Di tasca
nostra abbiamo già versato 900 milioni di euro di prestito per la sopravvivenza
di Alitalia, soldi non restituiti; altri 350 milioni di prestito, sempre da
prelevare dalle nostre tasche, sono previsti dall’attuale Governo per garantire
la sopravvivenza di Alitalia a fine anno.
L’Alitalia perde 500 milioni l’anno.
Dal 2008, anno dell’ “Alitalia agli
italiani”, al 2019, lo Stato (cioè noi) ha speso 9,5 miliardi di euro per
l’Alitalia.
La quota di traffico da e per il nostro Paese,
rappresentato dall’Alitalia, è dell’8,5%; la quota di mercato europeo,
rappresentata da Alitalia, è l’1,9%, il che significa che chi viene in Italia
non lo fa perché c’è una compagnia aerea nazionale, cioè l’Alitalia, che
garantisce il turismo verso il nostro Paese. Il turista viene in Italia
indipendentemente dalla presenza di Alitalia.
Tre giorni fa è scaduta la proroga, la sesta,
per l’offerta vincolante di Ferrovie dello Stato per Alitalia, ma ne è stata
chiesta una altra per fine anno.
L’ingresso previsto in Alitalia di Ferrovie
dello Stato, significa che quest’ultima se ne accollerà i debiti, vale a dire
che se li accollerà il contribuente, visto che Ferrovie è una società pubblica,
cioè del contribuente stesso.
Lo scorso anno, l’allora ministro allo Sviluppo
Economico, Luigi Di Maio, prometteva la soluzione entro marzo; era una bufala
in vista delle elezioni europee. A luglio dichiarava: “Tagliamo la
mangiatoia e gli sprechi del 30%, partnership con Air France e Lufthansa. Così
la rilanciamo, non abbiamo bisogno di mettere soldi degli italiani.
Un’operazione di mercato, niente intervento dello Stato e soldi pubblici”.
Altra bufala.
Una settimana fa, l’attuale ministro dello
Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli (M5s) aveva smentito l’ipotesi di un
prestito all’Alitalia, invece, il prestito c’è, ed è di 350 milioni, inserito
nella bozza del provvedimento varato dal Governo. Altra bufala.
Insomma, c’è continuità nel raccontare bufale.
Il bello è che c’è ancora chi ci crede.
Fino a quando dunque, costoro, abuseranno della
nostra pazienza?
Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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