Difficile sapere se si tratta di coincidenza fortuita o di altro. Due oscuri intrecci internazionali coinvolgono l’uno e l’altro degli schieramenti politici italiani e, nientedimeno, le due grandi potenze mondiali: Stati Uniti e Russia. Alle presunte tangenti petrolifere trattate al Metropol di Mosca dagli amici e collaboratori di Salvini, si è aggiunta, deflagrando clamorosamente, la spy story innescata dal presidente americano Trump che chiamerebbe in causa i nostri servizi e, forse, governi passati e presenti. Nel primo caso l’andamento sarebbe stato quanto di più semplice e banale: un fiume di petrolio, destinato al mercato italiano, fornito dai russi a prezzo compiacente; grossa cresta e ben 65 milioni stornati alla Lega per finanziare la compagna per le elezioni europee. Più complessa, ovviamente, la seconda storia, visto che chiamerebbe in causa le barbe finte ma nella quale si vorrebbe coinvolgere il presidente del consiglio Conte (salvo se altri). Tutto nasce dal fatto che Trump cerca le prove a sostegno di un sospetto che proprio non riesce a togliersi di testa: che i servizi segreti occidentali, ovvero alleati degli Stati Uniti, avrebbero cercato di danneggiare la sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti nel 2016, per fare un favore ad Hillary Clinton e su sollecitazione del presidente Obama e dell’ex presidente Clinton, marito della stessa Hillary. Al “complotto” avrebbero partecipato attivamente i servizi italiani e britannici. Per cercare le prove di questa intromissione nelle vicende statunitensi, alti esponenti dell’Amministrazione di Trump sarebbero stati in Italia, in questi giorni, a cercare la collaborazione dei nostri attuali servizi.
Entrambe le vicende, Metropol e complotto contro Trump, sono, se provate, di gravità inaudita. Ma è ancora peggio se si guarda al modo come vengono affrontate dalla politica nostrana. Cioè, con lo spirito e il passo delle beghe da cortile che tanto piace ai partiti di governo e di opposizione. Lo spirito dei tanti bar sport della penisola, ovvero quello delle opposte tifoserie. Per cui, l’ultima spy story rappresenta una sanatoria per la Lega impigliata nello scandalo Metropol e viceversa. E, invece, le due cose devono essere sommate, non collocate su due diversi piatti di una bilancia. Perché da entrambe è possibile leggere una totale sottomissione dei nostri partiti agli interessi di altre potenze: Salvini che si mette a disposizione degli interessi della Russia, tanto da creare difficoltà all’Europa (come dice esplicitamente l’amico Savoini nelle conversazioni registrate al Metropol; ed i servizi italiani (forse su input ancora più in alto) che aiutano un candidato contro un altro alle elezioni presidenziali americane. Tutto questo mentre la nostra piccola politica non riesce a guardare oltre le piccolissime beghe da cortile.
Nicola Cariglia

Purtroppo è il ritratto della nostra povera Italietta divisa tra amici degli amici di destra e di sinistra e come dici bene, caro Nicola , le beghe sono urli e offese da cortile, chiuso agli occhi del popolo, ma evidente nel loro agire.