Il primo passo più importante è stato quello della formazione del governo giallorosso con premier l ‘ “americano ” Conte. Poi il candidato comune per le elezioni regionali in Umbria. Ma adesso la palla viene lanciata molto più lontana. Zingaretti va dalla Gruber e sprizza amore nei confronti dei 5stelle, parla bene di Di Maio e addirittura difende la Raggi. Si dichiara entusiasta del taglio dei parlamentari e rivendica al PD il taglio dei consiglieri regionali, comunali, provinciali. Ma i consiglieri provinciali, senza indennità e non eletti direttamente, ci sono ancora. Forse nessuno lo aveva informato. Alla fine prospetta una alleanza con i 5stelle che vada al di là dell’ accordo nazionale. Gli risponde prontamente Grillo alla festa di compleanno del M5stelle strigliando i suoi ed invitandoli duramente, con i suoi modi garbati, ad andare spediti senza mugugni verso un accordo stretto col PD. Proprio a Napoli direbbero ” scurdammoce o passato”. Il futuro è radioso. Ma non tutto è in discesa. Dopo l’ Umbria, si voterà in Emilia Romagna e in Campania. E in quelle regioni ci sono due governatori del PD molto forti che hanno spesso litigato con i grillini. Ma la santa alleanza è stata varata. E in un quadro di mutamento della legge elettorale non è certo poca cosa. Gli scenari si muovono e si scompongono come la liquidità dell’ elettorato.
Roberto Caputo

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