Ve la ricordate la favola dello scorpione e della rana, l’apologo attribuito ad Esopo? Brevemente: Uno scorpione dovendo attraversare un fiume e non sapendo nuotare , chiede aiuto ad una rana che, pur titubante, accetta di trasportarlo sull’altra riva. In fondo ragiona la rana, se mi punge a morire siamo in due. A metà tragitto la rana sente un dolore intenso provenire dalla schiena, e capisce di essere stata punta dallo scorpione. Mentre entrambi stanno per morire la rana chiede all’ingrato ospite il perché del folle gesto. “Perché sono uno scorpione”, risponde, “È la mia natura!”. La favola si attaglia al carattere di Matteo Renzi che si comporta ne’ piu’ ne’ meno come lo scorpione. Con i suoi continui interventi oltre a danneggiare l’azione di governo e del Pd, danneggia anche se stesso. Non passa giorno, da quando ha dato via libera all’accordo di governo con i 5S e soprattutto dalla nascita di Italia viva, che non pontifica sulle inadeguatezze del governo. Ed e’ scontro sia con il Nazareno sia con Palazzo Chigi. Tanto che Zingaretti, uomo di carattere docile e paziente, fa la voce grossa e si sfoga con i suoi stretti collaboratori. “La deve smettere – dice il segretario del Pd – di fare il fenomeno”. La tensione e’ alle stelle anche con il Presidente del Consiglio. Dopo aver rivendicato a se’ il merito di non aver fatto aumentare l’IVA, l’ex sindaco di Firenze tenta di screditare la manovra ed in particolare quella parte che riguarda la riduzione del cuneo fiscale, da lui definita “un pannicello caldo”, decantato “come la rivoluzione proletaria”. Ed oggi lo stesso Renzi ne chiede il rinvio fino al 2021. Dal Nazareno come anche da Palazzo Chigi buttano acqua sul fuoco, evitano le polemiche che finirebbero per aiutare Renzi in termini di visibilità. Lo steso Presidente del Consiglio invita Renzi a partecipare ai summit della maggioranza al posto della Bellanova. Insomma un logoramento persistente che finisce per portare acqua al mulino delle opposizioni. Da parte suo Renzi sa bene che una crisi di governo porterebbe alle elezioni anticipate. Mentre ha bisogno di tempo per organizzarsi sui territori. Intanto in nome della visibilità continua lo scontro fra il partito dell’Io e il Pd che con la campagna acquisti lanciata dal senatore di Scandicci perde un’altro parlamentare, la senatrice Annamaria Parente, che appena entrata nel gruppo parlamentare viene nominata responsabile del Sociale. Per ultimo una curiosità arriva dal quotidiano di Sallusti che scrive con un titolo in prima pagina … “diventare renziani fa guadagnare di piu'”. Fa bene al portafogli, se non “vale per i semplici elettori, di sicuro,vale per i parlamentari del Pd che in questi giorni stanno cambiando casacca, passando ad Italia Viva. Infatti i dem chiedono ad ogni deputato e senatore tremila euro al mese di contributo, mentre la nuova formazione dell’ex premier ne pretende solo 500 (più un contributo per la Leopolda). Intanto si scopre che lo stesso Renzi non versava più la sua quota al Pd da febbraio”
Salvatore Lagaccia

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