La guerra perduta contro la droga
L’America sta combattendo una guerra perduta contro la droga. Sono milioni i cittadini della Federazione che usano droghe permanentemente o soltanto nei fine settimana e festività programmate.

L’America sta combattendo una guerra perduta contro la droga. Sono milioni i cittadini della Federazione che usano droghe permanentemente o soltanto nei fine settimana e festività programmate.

Non c’è stato, da parte dei “riformatori” nemmeno il minimo tentativo di convincere nel merito delle riforme apportate: solo manifestazioni di arroganza e disprezzo per il dissenso.

Non ci pensiamo nemmeno ad auspicare la fine di Renzi e del PD per mano giudiziaria, pur avendo bene in mente che nel PD non tutti ebbero questo atteggiamento quando le inchieste riguardavano altri.

Ci sono anche gli irriducibili che mantengono quanto detto sino dall'inizio delle primarie e rispondono a chi fa loro osservare che sono milioni i repubblicani che hanno votato per Trump.

Questa partenza al teatro Niccolini di Firenze non ci e' piaciuta. A noi ci piace fossero dati gli strumenti perche' le persone possano ragionare, approfondire e scegliere di conseguenza.

A giudicare da questo scorcio di primarie il panorama politico americano più che anglosassone sembra dell'America Latina.

Le cose non vanno più bene tra noi. Quando c’era Renzi, era sempre arrapato come un leone.

Trump ovvero: bancarottiere, mistificatore, pagliaccio, pericolo pubblico. Oppure: uomo della provvidenza, difensore dell’americano medio, ricostruttore della vera America.

Uno torna a Washington dopo quaranta giorni di permanenza in Italia e trova delle singolari somiglianze.

Democratici monocordi, repubblicani divisi, anche prima che comparisse Trump. Ambedue le immagini si sono andate modificando.

Che l’inquilino di Palazzo Chigi sia mosso da ambizione patologica è noto, meno noto soprattutto a lui, è che l’ambizione denutrita dall’ignoranza ha vita breve, brevissima.

Una maledizione. Le elezioni amministrative disgiunte da quelle politiche in Italia sono sempre state motivo di verifiche politiche generali, fin dai tempi della Prima Repubblica. Ma nella stagione …

Di tutto si parla e per tutto ci si agita, fuori che per le cose in nome delle quali si va a votare.

A destra prevalgono populismi vicini all’isolazionismo, a sinistra un assemblearismo permanente.

Centrosinistra o centro-sinistra? L’esistenza o meno del trattino connota prospettive politiche del tutto diverse. Ed è questa la battaglia in corso nel PD.

Non sono gli scandali o pseudo scandali di Roma e Napoli che mi hanno demotivato, ma il fatto che questa operazione non normata viene ad assumere significati politici molto diversi da quelli per cui …

Per Trump, la convention aperta può diventare un’ossessione; e, se ci cade dentro, una trappola.
Cari amici le chiamano primarie. Non è un voto, è un gioco di club, dove s’imbrogliano, litigano, si arrovellano, piangono, ridono, stappano bottiglie di spumante, si abbuffano, tra i bignè …

Il passato come le tre sfide più importati su piazza sembrano descrivere un’altra realtà.

Quando la politica non ha più l'autorevolezza e il coraggio di scegliere i propri candidatiOggi in modo subdolo si vuol dare l'illusione al popolo di decidere (forse perchè si teme che con …


Tutto questo nulla toglie al fatto che il percorso renziano del “partito della nazione”, o come diavolo lo si vuole chiamare, sia assai poco limpido e lineare.

Correva l’anno 2010 e Pensalibero cominciò a ragionare sulla ipotesi di una legge che rendesse obbligatorie le “primarie” e le regolamentasse, sottraendole al pressapochismo, all’improvvisazione ed al …

In realtà già da molto tempo non esiste più un vero rapporto tra il partito che si richiama nella sigla alla tradizione socialista, il PSI, e la maggior parte di coloro che continuano a dichiararsi …
