Non c’è pace in quella che una volta era la sinistra. Non c’è solo il PD squassato dalle polemiche che hanno ripreso vigore dopo lo scandalo primarie e l’intervista al Corriere di Massimo D’Alema. E la “sinistra sinistra” che sembra immersa in un frullatore impazzito nel quale piccoli e piccolissimi frammenti si compongono e scompongono alla stessa velocità. C’è anche il Psi. O meglio i socialisti, perché i due concetti non corrispondono, visto che il PSI, a furia di fughe isolate e microscissioni non trova pace. Anzi, tra i socialisti sono letteralmente botte da orbi, visto che bisogna essere ciechi per non vedere che proseguendo così una storia gloriosa rischia di finire come in una sorta di teatrino dei pupi.
L’Eco di Salò, il sito internet animato da Alessandro Silvestri offre questo quadro delle dispute tra una miriade di sigle che tutte si richiamano alla tradizione socialista: “Dopo la costante emorragia di iscritti (persi i 2/3 dalla Costituente) molti dei quali per epurazione, la fuga di Di Lello, Di Gioia e la ex segretaria FGS a destra, quelli di Risorgimento a sx (dopo che già un quarto almeno dei socialisti preferì rimanere con SEL) quelli di “Area Socialista” che contestano (e diserteranno il congresso di Salerno) ma devono ancora decidere se ritirarsi su di uno dei colli romani oppure dare vita (finalmente) a qualcos’altro; il Psi sta letteralmente evaporando”.
In realtà già da molto tempo non esiste più un vero rapporto tra il partito che si richiama nella sigla alla tradizione socialista, il PSI, e la maggior parte di coloro che continuano a dichiararsi socialisti. Dal 15 al 17 aprile si svolgerà a Salerno il congresso del PSI. Ma chi si aspettasse qualcosa di simile agli animatissimi, spesso drammatici, congressi dei bei tempi andati resterebbe deluso. L’8 marzo scorso, il presidente del partito, Carlo Vizzini, ha infatti comunicato che allo scadere dei termini fissati era stata presentata una sola mozione congressuale, sottoscritta da 262 componenti il CN “con l’indicazione della candidatura alla carica di segretario nazionale del compagno Riccardo Nencini”. Amen, congresso finito prima ancora di cominciare. E, infatti, l’annuncio di Vizzini è stato seguito a ruota da una lettera dei principali esponenti della componente di minoranza “Area Socialista”. Le firme sono quelle di Bobo Craxi, Roberto Biscardini, Pieraldo Ciucchi, Gerardo Labellarte, Aldo Potenza, Angelo Sollazzo. “La nostra proposta – vi si legge – è che Area Socialista resti nel Partito, non partecipi al Congresso nazionale e possa convocare gli Stati generali del socialismo italiano per il prossimo mese di aprile”. Se non è un annuncio di scissione, ci siamo molto vicini.
Ma, tutto sommato, sono vicende alle quali, ormai, la maggior parte di coloro che nutrono sentimenti socialisti si sentono totalmente estranei. La tradizione socialista è, infatti, testimoniata in misura maggiore da un arcipelago di sigle, circoli, giornali, forum e siti on line attraverso i quali si svolge un dibattito politico non certo di minore livello rispetto a quello dei partiti che sono rappresentati in parlamento per forza propria. Sono tantissimi rivoli che, purtroppo, non trovano un capace alveo nel quale confluire. Troppo spesso polemiche e accuse che si scambiano vicendevolmente sono di una virulenza imbarazzante. Possibilità di ritrovarsi in unnico soggetto, magari assieme ad altri filoni del mondo laico e liberale? Una sola, seguendo, con spirito da bravi laici, due insegnamenti di Santa Madre Chiesa. Primo: ognuno si spogli dei propri beni, cioè delle preziosissime sigle e siglette di cui è depositario alle quali, però, il “mercato” non attribuisce valore alcuno. Secondo: si indica un Conclave e si chiudano in un cinema, Palazzo o altro tutti gli uomini di buona volontà intenzionati a rifondare da zero un soggetto laico, liberale e socialista. Ne vengano fuori solo dopo avere trovato l’accordo. E abbiano come punto di partenza solo i fondatori, ognuno dei quali in rappresentanza solo di se stesso. A quel punto, e solo a quel punto, cominciare una nuova vita politica.

Riconoscente non riconoscibile.
gente in malafede :l’ideologia socialista potrà rivivere solo ne PSI ,tutte le alternative sono facsimili senza valore .Atlantide ha dimostrato solo odio per il suo partito ,che fine miserevole ha fatto , è finito nel PD senza rendersene conto ,perché pensa più a se stesso che agli altri e allora è un pessimo politico
Il PD ?
L’esempio di come il “socialismo” abbia venduto il culo al capitale.
Lo dico da tempo: l’unica possibilità di sopravvivenza dei socialisti è aderire al PD, costituendo al suo interno una riconoscibile corrente socialista. Tutto il resto è niente, anzi peggio.