• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

libia

Paolo Mieli

Troppo miele nei suggerimenti di Paolo

6 Luglio 2020 | di Beppe Facchetti

Il punto cruciale sono i 5Stelle. Con loro Mieli ha sempre avuto l’atteggiamento paternalista e pedagogico che si deve riservare a dei “bravi ragazzi” che sono solo un po’ inesperti, e dunque vanno …

Silvia Romano, la (mezza) luna e il dito

13 Maggio 2020 | di Grazia Carifi

Se riusciamo a guardare la Luna, scopriamo un universo sconosciuto che forse varrebbe più la pena di svelare di quello racchiuso nel pancione e nella psiche di una giovane ragazza.

Gli uomini forti della Libia aldilà delle apparenze

3 Maggio 2020 | di Daniela Piesco

In Libia, parliamoci chiaro,si sta giocando una partita geopolitica anche e soprattutto tra Putin ed Erdoğan e nessuno dei due vuole perdere.

Sonnambuli: guardare oltre il “contagio”

23 Marzo 2020 | di Aldo A. Mola

La frontiera è la guarigione. Potere politico e scienza sono impegnati a raggiungerla. Vi sono però “terreni” che vanno governati con polso e con chiarezza: il rapporto fiduciario tra cittadini e …

Governare gli Italiani? Inutile? Necessario? “Venta governè bin”

16 Marzo 2020 | di Aldo A. Mola

Purtroppo, sin dalla pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”, preceduta da normale e nondimeno colpevole “fuga di notizie” a opera di “ignoti”, i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri …

Oggi si parla molto di Emilia Romagna per via delle elezioni regionali

20 Gennaio 2020 | di Fabrizio Amadori

Il fatto che due grandi città europee come Napoli e Bari non siano ancora collegate decentemente, certamente non come Milano e Torino, grida vendetta al cielo, come mille altre cose che si possono …

Ora che alle emergenze nazionali si sono aggiunte quelle “di guerra” e la fine degli qeuilibri mondiali è venuto il momento di chiudere la tragica esperienza dei governi a 5 stelle

13 Gennaio 2020 | di Enrico Cisnetto

La situazione è gravissima, dunque il governo si dimetta e si vada subito alle elezioni. La situazione è gravissima, dunque è assolutamente inopportuno che si apra una crisi di governo ora. Le opposte …

L’anno che verrà

13 Gennaio 2020 | di Angelo Giubileo

Pare siano gli stessi protagonisti del governo in carica ad agevolare la propria fine e determinare il cambio, consci della propria debolezza divenuta ormai strutturale e irreversibile.

L’avviso di garanzia bellica

13 Gennaio 2020 | di Giuseppe Mele

Dopo aver consegnato ai tribunali la politica, la salute, l’industria, non resta che darle l’esercito. Ed al prossimo concilio di dialogo tra gli attori in campo, generali, capi di Stato, ribelli e …

Di drone in drone

13 Gennaio 2020 | di Giacomo Properzj

Il Presidente degli Stati Uniti, tanto per fare qualcosa che dopo Attila lo faccia ricordare nella storia, minaccia di bombardare i siti storici dell'umanità che sono in Iran dove la storia degli …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Governo: arrivano i turchi!

13 Gennaio 2020 | di Primo Mastrantoni

Sembra la nemesi, i turchi, ovvero, la Turchia, sono tornati in Tripolitania per appoggiare il governo di accordo nazionale, riconosciuto dall'Onu e dall'Italia.

Più Stato non aiuta la crescita

6 Gennaio 2020 | di Beppe Facchetti

Il guaio vero è che mentre per noi la crisi continua, nel resto del mondo sta forse per arrivare la fine di un ciclo che per gli altri è stato positivo.

In memoria di Qassem Soleimani

6 Gennaio 2020 | di Livio Ghersi

Un essere umano è stato assassinato. Si chiamava Qassem Soleimani. C’era una volta la buona creanza di manifestare solidarietà alle vittime, non ai carnefici. Qui la vittima è Soleimani.

Alcune cose che mi rendono simpatico Giuseppe Conte

30 Dicembre 2019 | di Graziano Cioni

Nella relazione di fine anno, fissando i contenuti dell'azione di governo è già palese la discontinuità con i precedenti governi compreso quello da lui presieduto nell'altra vita con Salvini e Di …

La Libia, a quindici minuti di MIG da noi

30 Dicembre 2019 | di Carlo Barbieri

Approfittando della ritirata di Trump, e dalla cronica assenza dell’Europa, la Turchia affamata di risorse ricomincia ad accarezzare il sogno imperiale ottomano.

Libia tricolore bruciato

La guerra di Libia la fanno a noi

22 Dicembre 2019 | di Giuseppe Mele

Le cosiddette primavere arabe, la gestione del dopo Saddam, la questione dell’abbattimento di Assad sono state gestite al peggio ed hanno dato l’opportunità ai russi i divenire arbitri della …

Isolati si, isolati no

9 Dicembre 2019 | di Il Taciturno

La scorsa settimana Germania, Francia, Gran Bretagna e Turchia hanno tenuto un vertice per decidere i destini della Libia. Fortunatamente questo vertice si svolge adesso, che il precedente governo, …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Erdogan e l’Unione europea

13 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla …

Governo e G7. Una lezione per l’Italia

2 Settembre 2019 | di Primo Mastrantoni

Il G7, ovvero il gruppo dei sette, è il vertice dei ministri dell’economia delle sette nazioni con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo. L’obiettivo è la messa a punto delle …

Le stelle cadono ma chissà

12 Agosto 2019 | di Carla Ceretelli

La situazione politica in Italia è grave ma anche seria. Il cerchio della vita e della storia. Corsi e ricorsi.. ora siamo in un ricorso.

ALDO A. MOLA , Giolitti. Il senso dello Stato, Rusconi Libri Spa. Ariccia, Roma, 2019, pgg. 606.

22 Luglio 2019 | di Guglielmo Adilardi

“Giolitti compì anche errori politici, e gravi. In questa opera se ne dà conto. Ma quale abisso fra lui e chi giunse al governo con le mani lorde di sangue e ci rimase tra delitti innumerevoli”.

Stati Uniti d’Europa. Dobbiamo ancora aspettare…..

15 Luglio 2019 | di Vincenzo Donvito

L’esercito europeo è una degli aspetti più importanti, non perché potremmo avere tante belle baionette ma perché significa strategia unica in tema di difesa, in sede Nato come in sede Onu e tutti gli …

Sbarchi : Europa ipocrita, Italia senza bussola

1 Luglio 2019 | di Roberto Caputo

La comunità europea in questi anni ha usato l' Italia come l' isola di sbarco dei disperati che fuggono dalla guerra e dalla miseria, senza attuare una politica seria che andasse a risolvere, almeno …

“Nessuno ritorna a Baghdad”

19 Maggio 2019 | di Valentino Baldacci

L’ultimo romanzo di Elena Loewenthal non è un’opera storiografica, è un’opera di fantasia, anche se, come scrive nell’incipit, “la fantasia attinge a ricordi, sentimenti, gesti e pensieri che sono la …

  • Previous
  • Pagina 1
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 5
  • Pagina 6
  • Pagina 7
  • Pagina 8
  • Pagina 9
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 16
  • Next

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti