Diciamocelo francamente. Da quando ho l’uso di ragione ho perseguito la rivoluzione liberale. Magari con uno schizzo inevitabile e ineluttabie di sinistra, di socialismo, ma quella leggera e riformista, lontana mille miglia dal comunismo, e un po’ di destra altrettanto illuminata e lontana mille miglia dal fascismo. Dunque da qualsiasi forma di pseudo o paradittatura. L’uomo forte, sì. Perchè qualcuno di polso e di carisma ci vuole. Ma forte in senso positivo, costante equilibrato e di ottimo senso. Ma che sia davvero al servizio della gente. Forse utopia, ma se non si tenta nemmeno non ci si arriverà mai. Una DC laica,(no, non vuole essere una parolaccia), un compromesso storico, perchè è l’unico che può dare una cifra di benessere. Morale e materiale. Perchè la guerra a oltranza porta solo lacrime e sangue.
Mi servo, all’uopo, di frasi e aforismi tratti da interviste di un socialista e di un uomo di centro destra.
Ecco la profezia di Claudio Martelli, ex ministro della Giustizia dell’ultimo governo della Prima Repubblica rimasto invischiato in Tangentopoli prima dell’avvento di Berlusconi nel 1994 è: “finché non cambieranno narrazione sull’immigrazione, i progressisti continueranno a perdere”
“Salvini, anziché fermare gli imbarchi in Libia ha fatto il massimo clamore bloccando i pochi sbarchi in Italia, e questo modo di fare a molti italiani che non ne potevano più della gestione Alfano, Mogherini e compagni è piaciuto assai. Sugli immigrati la sinistra si è sfracellata: ha sposato la linea dell’accoglienza senza neppure un piano d’accoglienza, ma in maniera ipocrita”. E così per Salvini diventare ministro dell’Interno è stata una scelta politica decisiva per aumentare il consenso. L’ipocrisia della sinistra si è manifestata in tutta la sua potenza nella scelta di accoglierli tutti, “poi siccome i profughi volevano andare nel Nord Europa, li accompagnavamo alla frontiera senza neppure identificarli, di modo che non potessero rispedirceli. Quelli che restavano invece, li affidavamo senza troppi controlli a organizzazioni umanitarie pagate dallo Stato per occuparsene. Gli italiani non ne potevano più degli immigrati, e soprattutto di come i governi di Letta e Renzi avevano gestito l’emergenza..mentre con Minniti gran parte del problema era stato risolto”.
“La lotta all’immigrazione clandestina è nella legge italiana, non c’entrano sinistra o destra” e infatti “Napolitano ministro dell’Interno si impegnò seriamente”.
Quanto alla ipotizzabile riforma della giustizia Martelli sostiene che i giudici sono spaccati come non mai, e una parte di loro sta con Salvini. Da 1 a 10 la riforma serve 10. Anche se confessa che non scommetterebbe un euro per l’incolmabile distacco tra le parole e le realtà dei fatti.
Intanto tutti noi, piccoli biasimati moderati, tanto che sembra diventata una parolaccia, cerchiamo la magna casa comune da ricosruire, come sostiene il forzista Parisi, “per tutti coloro che sanno che non c’è un futuro con Salvini, che non credono nella vecchia sinistra di Zingaretti, pavida, ideologica e verbosa e nella nuova sinistra dei 5 Stelle, ignorante, giustizialista ed eversiva. Questa casa ci sarà, prima o poi qualcuno la costruirà. E allora avremo di nuovo una prospettiva di benessere e di forza, in un Paese che offrirà opportunità e solidarietà, modernità e cura per le nostre tradizioni. Un paese coeso che ritrovi la propria direzione oggi persa.
Quella che a me piace definire la terza via, anche se qualcuno la ritiene obsoleta e novecentesca.
Qualcuno di noi ci sta lavorando da tempo, consapevole che non si tratta di fare cartelli elettorali ma di ricostruire il pensiero liberale, popolare e riformista, di costruire un’offerta politica in grado di conquistare la fiducia di tanti italiani desiderosi di poter votare per qualcuno e non contro qualcuno. Una classe dirigente rinnovata, capace di rimettere insieme comunità e persone, che senta l’urgenza di fermare il cammino dell’Italia verso il baratro.
“Sì, il baratro della fine dello stato di diritto, dell’estromissione dalla comunità internazionale, della crescita del debito senza sviluppo, del Sud dimenticato, della sanità devastata da un welfare saltato. Tutti coloro che credono in questa necessità possono dare una mano. Anche chi, con il suo immobilismo, è stato la causa del successo di Salvini può essere utile se, ricredendosi, non ostacolasse più il lavoro di tanti.”
E si chiede se Berlusconi, detto Silvio, vorrà davvero aiutare nella costruzione della nuova casa. “Le reazioni ironiche e sprezzanti all’iniziativa di Berlusconi vengono da quegli ambienti della vecchia e della nuova sinistra che con la loro retorica del politicamente corretto sono il vero carburante del motore della propaganda di Salvini”.
Anche se si manifesta abbastanza scettico, sostenendo che i maggiori ostacoli a qualunque rinnovamento li ha trovati proprio in Forza Italia.
Auspica altresì di mettere da parte i rancori, ma con obiettivi chiari “il centrodestra non c’è più, c’è una destra sempre più lontana dai nostri valori, con la quale si possono vincere le elezioni ma non governare. Quella destra aspira a fare da sola senza allearsi con un’area moderata petulante. Molti dirigenti di Forza Italia, sia lealisti che scissionisti, aspirano ad una funzione gregaria in quella coalizione. Altri in Forza Italia si sentono autonomi da Salvini.”
“Berlusconi ha davanti a sé una grande responsabilità: può essere d’aiuto in questo lavoro mettendo a disposizione il suo consenso popolare, o ostacolarlo continuando con un’azione di interdizione di qualunque iniziativa dovesse essere presa. Nel primo caso potrà compiere una storia politica straordinaria, nel secondo caso si macchierebbe della responsabilità di aver consegnato il suo patrimonio politico nelle mani di leader mediatici che stanno togliendo il futuro ai nostri giovani. Ma quella casa prima o poi qualcuno la costruirà con o senza Berlusconi” . La mia opinione è che sarà difficile senza di lui.
A proposito di quanto espresso sopra, i Liberaldemocratici Italiani, a cui ho aderito come coordinatore della Toscana, stanno lavorando in tal senso. Il responsabile del Comitato dei Garanti e rappresentante legale del partito, Ciro Giovanni Palmieri fa un appello ai veri Liberaldemocratici, sparsi in varie forze politiche e che non si sentono più rappresentati, perchè siano protagonisti nel Paese e nell’ area del centrodestra. “In tanti stiamo lavorando da tempo alla costruzione di questo progetto politico, la casa dei Liberaldemocratici Italiani c’è, siamo pronti. Rispetto all’attuale quadro politico nazionale, vista la legge elettorale, sicuramente non faremo alleanze né con 5S né con la cosi detta “sinistra”. Non essendoci nel centro destra un’ area moderata organizzata e rappresentativa i Liberaldemocratici Italiani ci provano, anche e non solo, per contenere i sovranisti.”
In fondo, la situazione politica in Italia è grave ma anche seria.
Carla Ceretelli

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