E’ un caldo sabato di inizio agosto e la stazione centrale di Bologna fa il suo lavoro di stazione centrale di Bologna: lo snodo di un mondo in viaggio, il crocevia ferroviario di un intero Paese e anche più. C’è chi corre, c’è chi beve un cappuccino al bar, c’è chi sfoglia un giornale e c’è chi cerca il binario sui tabelloni elettronici, tra ritardi annunciati e numeri che cambiano continuamente.
Nonostante la folla c’è un’atmosfera quasi rarefatta. Come di cerimonia collettiva, di rito umano umanissimo oltre le solite abitudini. L’alta velocità è là sotto. Qui ci sono i treni delle linee storiche, quelle del Novecento sbuffante che poi è diventato elettrico.
I treni da Torino hanno un ritardo medio di 40 minuti per un guasto sulla linea. I viaggiatori sbuffano come le locomotive del secolo scorso. Ma è un tranquillo sabato caldo d’agosto in cui tanti vanno in vacanza. Al terzo binario un assembramento speciale, una selva umana: teste che emergono a malapena dagli zaini, sacche e valigie, nonni e ragazze, giovani in gruppo e coppie in cerca di relax, intere famiglie -anche allargate- che vanno in vacanza. E’ il treno per il mare, è il Regionale veloce con destinazione Rimini che sta per essere assaltato da un numero di passeggeri doppio rispetto ai posti a sedere.
E’ normale di questi tempi, di questa stagione. Perché pretendere che qualcuno possa prevedere che in un sabato di inizio agosto ci sia un numero maggiore di viaggiatori per il mare? Chi glielo fa fare?
Carrozze da treno regionale in parte dipinte in parte imbrattate. Non si capisce dove finisce la sporcizia e dove inizi l’arte del colore su pareti e finestrini. Ma è il treno per il mare: tutti sopra. La salita è lenta e complicata: c’è chi porta zaini che sembrano delle tende da accampamento, c’è chi ha trolley giganteschi, chi sale con la bicicletta e la famiglia dall’alto Piemonte, ma con accento pugliese, con 4 figli al seguito.
Il treno è già pieno e c’è ancora gente sul marciapiedi del binario. Il fischietto non può fischiare la partenza. Il nonno si appoggia ad una poltrona nel corridoio, gruppi di ragazzi si accampano nelle aree di passaggio davanti alle porte del treno e non si arrischiano nemmeno a cercare un posto nei vagoni. L’aria condizionata funziona: meno male sennò questo treno per il mare sarebbe stato un forno per la riviera. C’è anche una soave voce registrata che sembra provenire dall’al di là ci da il benvenuto sul treno per il mare, il Romagna Live, credo. Ma non si sente bene.
Quattro ragazzine milanesi addentano bianchissimi tramezzini al prosciutto cotto. “Mamma devo andare in bagno”. “Sofia, aspetta un po’, come arriviamo, andiamo in bagno”. Rimini è ancora lontana un’ora e mezzo. Un’impresa qui andare in bagno, bisognerebbe saltare un’intera folla. Una professoressa di lettere, si vede, fa i complimenti alla ragazzina che siede di fronte che legge un libro. Il nonno telefona al fratello e lo avverte che fra un po’ arriva a Rimini: “Dove ci vediamo?” sillaba un po’ ad alta voce. Si sente la risposta. “Là davanti”. Due ragazzi con la passione della palestra, si vede dalle canotte e dalle spalle, navigano sullo smart tra video e foto in cerca di istruzioni su come disegnare bicipiti e addominali.
“Siamo in arrivo alla stazione di Bagnacavallo” annuncia l’altoparlante. E’ il treno del mare che passa da Ravenna e che tocca Solarolo, Russi, Lugo e poi giù Lido di Savio Lido di Classe insieme, Cervia Milano Marittima e poi Cesenatico Bellaria Igea Marina, solo a sentirli o a pronunciarli questi nomi ti sembra di essere già stato al mare. Sei già abbronzato.
Un viaggio complicato ma tutto sommato piacevole, non da signorino in Freccia Rossa, un viaggio sudato, sennò che viaggio è! Sempre in piedi un po’ appoggiato qui, un po’ spostato là. Già tanto che qualcuno non mi abbia dato il posto, vuol dire che ho la faccia di uno che può stare due ore in piedi. Ho un impegno a Cervia. Alla stazione di Cervia Milano Marittima non ci sono i sottopassaggi. Il Regionale Romagna Live arriva sul secondo binario, dietro la campagna. I viaggiatori scesi si accampano nello stretto marciapiedi e aspettano che il treno riparta prima di attraversare e uscire.
Sembra incredibile ma anche con una stazione senza sottopassaggi qui arrivano più di 4 milioni di turisti.
E il treno del mare sferraglia verso Rimini dove farà scendere la folla restante e festante in cerca di sole con la pelle già incremata. Cammino sotto le grandi piante di Cervia e ho già nostalgia del treno per il mare. C’era un mondo difficilmente scordabile.
Fabrizio Binacchi

E’ esattamente la stessa situazione con i treni dalla Liguria aTorino le domeniche d ‘estate.
Descrizione perfetta. ma da noi spesso non funziona l’aria condizionata.. buone vacanze a tutti
da Oscar Dagh!
Vivace, gustoso e anche tenero! Grazie, ancora una volta, Fabrizio Binacchi.
E’ così: a Bologna l’alta velocità è “la’ sotto” E per risalire ci vogliono almeno la metà dei minuti “guadagnati” rispetto a prima della realizzazione del grosso affare della stazione sotterranea.
Sopra , invece, invece di pensare al miglioramento dei treni regionali e intercity ( questi ultimi quasi cancellati dalle EX Ferrovie dello Stato ) , invece di pensare a far arrivare i treni a Matera ( presente Matera, capitale della cultura ? ), invece di pensare a ricostituire in efficienza minima la Napoli-Brindisi e/o la Roma- L’Aquila ( presente L’Aquila del recente terremoto ? ), invece di rilanciare le linee transappenniniche ( dalla Porrettana alla Faentina ) , si pensa e si vuole ( a tutti i costi, è il caso di dire ) il cosiddetto TAV Torino Lione. Posso ? Delinquenti!
Adalberto Scarlino, Firenze