Il G7, ovvero il gruppo dei sette, è il vertice dei ministri
dell’economia delle sette nazioni con la ricchezza nazionale netta più grande
al mondo. L’obiettivo è la messa a punto delle politiche economiche e di
monitorare gli sviluppi nell’economia mondiale.
Ne fanno parte Francia, Germania, Italia,
Giappone, Regno Unito, Stati Uniti d’America e Canada.
Il vertice G7 è stato un successo del presidente
della Francia, Emmanuel Macron, che ha persuaso il presidente degli Usa, Donald
Trump, a dialogare con l’Iran, ha avviato una intesa sulle questioni
commerciali, ha definito un accordo tra Francia e Usa sulla tassazione dei
giganti digitali, da avviare in sede internazionale piuttosto che nazionale, ha
sollecitato l’attenzione sui problemi climatici, posti in evidenza dagli
incendi che stanno devastando l’Amazzonia brasiliana.
Irrilevante l’apporto dell’Italia, sia per la
crisi di governo in atto, che per le posizioni assunte dal governo stesso nei
confronti della Cina e della Russia. Non si è svolto nessun incontro bilaterale
tra Conte e Trump, come è avvenuto con gli altri leader, nessuna partecipazione
alla conferenza sul Sahel, luogo di provenienza e transito dei migranti, nessun
confronto sulla Libia, lasciato a Trump e Macron.
Insomma, una sconfitta, perseguita ostinatamente
dal governo lega stellato.
La lezione da imparare è che isolarsi è sempre
svantaggioso e i prezzi che ne derivano li paga il popolo della cui
rappresentanza ci si riempie la bocca.
Primo
Mastrantoni, segretario Aduc

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