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La Libia, a quindici minuti di MIG da noi

Approfittando della ritirata di Trump, e dalla cronica assenza dell’Europa, la Turchia affamata di risorse ricomincia ad accarezzare il sogno imperiale ottomano.

di Carlo Barbieri | 30 Dicembre 2019

Scommettiamo che il parlamento turco darà immediatamente il consenso all’invio di truppe in Libia? Beh, se è vero che El Serraj (il leader di Tripoli “legittimo”, che pensava che Italia e Europa lo avrebbero aiutato) si è messo d’accordo con la Turchia per consentirgli, in cambio di aiuto militare, di trivellare in acque territoriali libiche, è una scommessa facile. E scommettiamo pure che la Russia, che invece aiuta Haftar, il leader di Bengasi, allungherà le mani sulla Libia come ha fatto con la Siria? E che magari alla fine si metterà d’accordo con la Turchia – “Tu trivelli a mare e io mi prendo i giacimenti di terra, e l’italiana ENI va a quel paese”?

Perché vedete, Russia e Turchia non fanno i “cavalieri bianchi” delle fazioni contrapposte in Medio Oriente per puro altruismo: giocano la partita dell’influenza geopolitica sull’intera zona ricca di energia. Approfittando della ritirata di Trump, e dalla cronica assenza dell’Europa, la Turchia affamata di risorse ricomincia ad accarezzare il sogno imperiale ottomano. E lo fa mostrando i muscoli anche a noi, suoi “alleati” (!) NATO: come quando, nel febbraio scorso, le sue navi militari hanno costretto al dietro-front le piattaforme SAIPEM/ ENI che si accingevano a raggiungere la zona ida trivellare. E la Russia, che proteggendo la Siria è riuscita a conservare in quel paese le uniche basi navali nel mediterraneo (Tartus), sarebbe felice di crearne altre in Libia, a tre quarti d’ora d’aereo dall’Italia (quindici minuti nel caso di un MIG). Ma l’obiettivo di Turchia e Russia non è solo quello di mettere le mani sui rubinetti del petrolio e del gas libico: ma di metterle anche sui “rubinetti” che regolano il flusso dei migranti, che sanno bene quanto pesano nei miseri giochi politici europei. Potranno così ricattarci: “Se rompete le scatole vi mandiamo un bel po’ di migranti e facciamo cadere i vostri governi”.

Sono questi  i nuovi vicini di casa che stanno per insediarsi a pochi minuti da noi. Stupisce il coma dell’Europa e soprattutto dell’Italia. D’altra parte come potrebbero i leader fare una vera politica estera se sono impegnatissimi con temi acchiappavoti emozionalpopolari nella disperata ricerca della conservazione della poltrona? Come potrebbero preoccuparsi del futuro nostro, se quello loro si misura nei pochi anni (quando va bene) di una legislatura? Bisogna capirli, poveretti, e smetterla di ricordare politici disinteressati a sé stessi come De Gasperi, Togliatti e persino Almirante – gente che gli avversari potevano criticare per le loro idee, ma non certo accusare di incompetenza, miopia e mancanza serietà.

 

Carlo Barbieri

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, consenso, de gasperi, europa, futuro, italia, legislatura, libia, mare, nato, parlamento, siria

Info Carlo Barbieri

Interazioni del lettore

Commenti

  1. dedy

    2 Gennaio 2020 alle 12:33

    non sappiamo fare sistema, non abbiamo un politica estera seria, contiamo sempre meno nello scacchiere mondiale e ora perdiamo anche il mare nostrum….. non abbiamo politici di statura ma politicanti da strapazzo…. che pena !

    Rispondi

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