Si può pensare tutto il male possibile di Salvini: non condividere nulla, proprio nulla, della sua politica sull’ immigrazione e la sicurezza, bollarlo come irrefrenabile razzista, eleggerlo a uomo nero e nemico numero uno. Ma le posizioni europee sulla vicenda della Sea Watch sono inaccettabili. La comunità europea in questi anni ha usato l’ Italia come l’ isola di sbarco dei disperati che fuggono dalla guerra e dalla miseria, senza attuare una politica seria che andasse a risolvere, almeno in parte, il flusso inarrestabile. La guerra in Libia provocata dalla Francia non per ragioni umanitarie ma seguendo il profumo del dio petrolio è una delle cause principali di questa emergenza. Fanno sorridere, o meglio incazzare, le sortite a difesa della comandante della nave approdata con una certa eccessiva virulenza a Lampedusa. I francesi sono soliti abbandonare nei boschi confinanti con l’ Italia centinaia di profughi o bloccarli a Ventimiglia, i tedeschi i profughi li selezionano e li scelgono. Vanno bene siriani o turchi, gli altri dopo averli storditi li caricano sugli aerei e li ricacciano in Italia. Per non parlare dei paesi del nord: lì ormai frontiere e porti sono chiusi da molto tempo. Anche l’ opposizione del PD barcolla. La linea MInniti con Zingaretti è stata stravolta. Ormai è vincente la posizione di Fratoianni. Si viaggia senza bussola, senza timone, sussultando ad ogni barca che si avvicini alle nostre coste. La nostra politica estera? Non pervenuta. Ma i galleggiamenti durano poco, prima o poi si affonda.
Roberto Caputo

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