La situazione internazionale si complica ma non dobbiamo preoccuparci perché il nostro Ministro degli Esteri è già partito velocissimo in aereo per Ancara, il Cairo e non so dove altro: avrà qualche difficoltà a esprimersi ma ben assistito da un interprete riuscirà a dire cose di una banalità straordinaria che faranno restare esterrefatti i suoi interlocutori. D’altra parte l’Europa tutta non conta molto più di lui anche se qualcuno dei suoi esponenti ha letto qualche libro in più e conosce le lingue.
L’ENI perderà gran parte delle sue coltivazioni petrolifere in Libia e l’occidente avrà difficoltà con l’approvvigionamento energetico minerale che passa per più del 30% attraverso lo stretto di Hormuz (30km di larghezza ma solo poco più di 3km transitabili per le grosse petroliere). Tutto questo non potrà non comportare, com’è già parzialmente avvenuto, un aumento dei prezzi del petrolio che possono tendere verso i 100-110 dollari al barile come avveniva prima che gli USA raggiungessero l’autonomia energetica. Questo fatto comporterà una spinta inflazionistica e un aumento dei tassi di interesse. I paesi, come l’Italia, con un alto Debito Pubblico, che devono continuamente foraggiare, ne avranno un danno molto grave se non riusciranno a compensare con le esportazioni e, in genere, con la produttività gli aumenti di spesa per interessi.
La produttività italiana sembra orientarsi ancora una volta verso massicci interventi dello stato nei capitali di aziende che perdono soldi come l’Ilva o l’Alitalia e produrre grandi “casse integrazione” nella speranza di un miglioramento della domanda interna che stenta a muoversi anche in ragione del lavoro nero che incide negativamente. In questa situazione il Presidente del Consiglio, dopo aver confidato ai suoi più intimi amici certe sue larvali ambizioni alla Presidenza della Repubblica , è ottimista e pensa a una ripresa soprattutto se non ci sarà crisi di governo. Nel frattempo tramontato il cosiddetto “quota100” rimane in piedi il reddito di cittadinanza i cui effetti sono curiosi perché ogni volta che le procure fanno, come si dice, una retata sempre una buona percentuale dei presunti malviventi è titolare del reddito di cittadinanza così come del resto un piccolo paese delle puglie dove tutti i cittadini sono titolari di tale beneficio: soprattutto nel sud del nostro Paese le soluzioni per campare sono quelle di avere un beneficio dallo stato sotto forma di impiego o di assistenza ovvero seguire la strada del passato storico cioè emigrare in altri paesi.
Non vogliamo essere troppo pessimisti, il Ministro degli Esteri è animato da gran buona volontà e il fatto che non capisca quello che gli dicono è assolutamente irrilevante ai fini della sua linea politica.
Il Presidente degli Stati Uniti, tanto per fare qualcosa che dopo Attila lo faccia ricordare nella storia, minaccia di bombardare i siti storici dell’umanità che sono in Iran dove la storia degli uomini è cominciata assai prima che nel nostro occidente. Debbo dire, per onestà, che ha poi smentito quanto dichiarato ma anche qui credo non avesse capito cosa diceva e in mezzo a questi equivoci verbali si procede di drone in drone verso un destino che sembra poco raccomandabile.
Giacomo Properzj

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