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comunità internazionale

Di che colore è lì il cielo? Pensando alla Siria

1 Marzo 2020 | di Daniela Piesco

La Siria prima della guerra era un incredibile mosaico di diversità culturale, religiosa e geografica che con l'implosione del paese a causa del conflitto, muta quell'immagine del mosaico in uno …

Straordinarie misure per fare fronte all’emergenza. La Cina ha isolato il virus, lo ha sequenziato e ha condiviso i dati con tutti.

3 Febbraio 2020 | di Carla Ceretelli

“Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo”

Ribolle il grande magma: il socialista Sanchez al governo della Spagna

13 Gennaio 2020 | di Aldo A. Mola

Europa piu' debole, Mediterraneo piu' insicuro. In attesa che quel che resta dell'Europa faccia un serio esame di coscienza sul suo stato attuale e sulle prospettive, il “caso Spagna” richiama …

L’ anonimo “uomo della a6” e lo stellone d’Italia

1 Dicembre 2019 | di Aldo A. Mola

L'Italia odierna non sta in piedi né sul governo né sull'opposizione, entrambi lontanissimi dalla vita quotidiana. Si fonda sulla “catena di unione” tra i cittadini che si soccorrono e confortano a …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Erdogan e l’Unione europea

13 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla …

I liberali in Italia? Per i “lumi” e la fratellanza dei popoli

9 Settembre 2019 | di Aldo A. Mola

“Liberale”, originariamente aggettivo, è termine di tale pregnanza che da due secoli è anche sostantivo, soggetto di storia (“chi sostiene e professa principi di libertà”, scrive il dizionario).

Le stelle cadono ma chissà

12 Agosto 2019 | di Carla Ceretelli

La situazione politica in Italia è grave ma anche seria. Il cerchio della vita e della storia. Corsi e ricorsi.. ora siamo in un ricorso.

Che errore traccheggiare rinviando la fine della legislatura

15 Luglio 2019 | di Enrico Cisnetto

In politica i tempi sono tutto. Puoi immaginarti la più astuta delle mosse o partorire la migliore delle idee, ma se sbagli la tempistica, anticipando o aspettando troppo, sei fritto. È questo …

Capitalisti, vil razza dannata: una, dieci, cento capitali dell’Italia che si sfarina

1 Luglio 2019 | di Aldo A. Mola

La leggetta sulle “città già capitali” dà motivo per qualche considerazione sommaria sulla “percezione” odierna della storia, dentro e fuori il Parlamento. È come la temperatura atmosferica. Non …

Quella sanità uguale per tutti

19 Maggio 2019 | di Fabrizio Binacchi

I 40 anni del Sistema Sanitario Nazionale dicono che siamo sulla strada giusta ma non per tutti e si può sempre migliorare

Torna la “Linea Gotica”? Non ce lo chiede l’Europa

18 Febbraio 2019 | di Aldo A. Mola

Se lo Stato d'Italia è giovane le sue Regioni sono invenzione recente e artificiosa. A parte quelle a statuto speciale, varate nella temperie della sconfitta e nel timore di separatismi armati, dalla …

Italia a tocchi? Metodo e merito della politica estera

4 Febbraio 2019 | di Aldo A. Mola

Da troppi mesi il governo “recita a soggetto”. Ognuno dei suoi due componenti improvvisa. Non pago di fare la propria parte, parla anche a nome degli altri, spesso a ruota libera, come fosse anche …

“Corda Fratres” per l’amicizia italo-francese: goliardi che vedevano lungo

28 Gennaio 2019 | di Aldo A. Mola

Quel mondo complesso, gonfio di utopie e a volte contraddittorio è ampiamente illustrato da Marco Albera e da Manlio Collino in “Saecularia Sexta Album”, sontuoso volume sui sei secoli di studenti …

Il “Partito dei cattolici” giovò all’Italia?

20 Gennaio 2019 | di Aldo A. Mola

Il Partito popolare italiano intralciò il Concordato (1919-1929). Con apparente paradosso proprio i politici più anticlericali ripetutamente cercarono “intese” con l'altra riva del Tevere.

Grandi uomini per grandi opere. L’Italia dei governi Menabrea (1868-1870)

23 Dicembre 2018 | di Aldo A. Mola

Quell'Italia non era ripiegata su se stessa. Aveva antenne dritte sulla svolta in atto nel commercio mondiale con l'apertura del Canale di Suez, ispirato da Prosper Enfantin, discepolo dal socialista …

Giovani per la pace e per la patria: la “Corda fratres” (1898-1927)

8 Ottobre 2018 | di Aldo A. Mola

Mentre dilaga la piaga dei giovani che non studiano né cercano lavoro, merita ricordare chi invece cercò di evitare il baratro di una guerra catastrofica.

Civismo 3.0 per un nuovo Rinascimento Italiano

4 Giugno 2018 | di Redazione Pensalibero.it

Nelle città tecnologiche in trasformazione, la politica ha prodotto spinte controriformistiche e conservative, che hanno finito con l’alimentare il fronte, impropriamente così definito, …

La piccola Masa l’illuminismo e lo storicismo

23 Aprile 2018 | di Livio Ghersi

C’è un giornalismo di parte per il quale gli avversari politici e militari di Assad non sarebbero più milizie combattenti ma semplici "oppositori".

Sotto il segno del pellicano. Una legislatura a tempo determinato

12 Marzo 2018 | di Aldo A. Mola

Questa Legislatura ha un unico compito: varare alla svelta una legge elettorale decente prima che il regime attuale schianti. Dal 1848 al 1913 l'Italia ebbe la miglior legge elettorale d'Europa: i …

Il voto italiano decisivo per l’Europa al bivio tra spinte sovraniste e riforma dell’eurosistema

29 Gennaio 2018 | di Enrico Cisnetto

Abbiamo fatto per decenni da cuscinetto tra l’Occidente e l’Est comunista, pagando prezzi ma anche acquisendo meriti, a maggior ragione possiamo essere oggi il paese custode dell’interdipendenza …

Donna Curda

29 Gennaio 2018 | di Mario Rigli

Ti ringrazio ragazza curda, perchè tu non combatti solo per Kobane, tu non combatti solo per il popolo curdo, ma tu combatti per la libertà, per la democrazia, tu combatti per le donne di tutto il …

Tunisia: nuove proteste a sette anni dalla Rivoluzione

22 Gennaio 2018 | di Redazione Pensalibero.it

A sette anni dalla Rivoluzione, celebrati lo scorso 14 gennaio, in Tunisia si riaccendono le proteste di carattere economico e sociale contro il governo, in particolare contro la recente legge …

Colombia: volontari Italiani di Operazione Colomba testimoni di un attacco armato contro la Comunità di Pace di San José de Apartadò

2 Gennaio 2018 | di Redazione Pensalibero.it

I volontari di Operazione Colomba, il Corpo di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, sono stati testimoni di un attacco armato in Colombia. E’ successo la mattina del 29 Dicembre, alle 10:15 …

Pechino e Cicerone

4 Dicembre 2017 | di Fabrizio Amadori

Dal Tibet a Taiwan, dalle isole Senkaku all’arcipelago filippino. Possibile che il Governo cinese capisca solo la parola "prendere" e sia allergico alla parola "lasciare"?

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