• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

siria

Di che colore è lì il cielo? Pensando alla Siria

1 Marzo 2020 | di Daniela Piesco

La Siria prima della guerra era un incredibile mosaico di diversità culturale, religiosa e geografica che con l'implosione del paese a causa del conflitto, muta quell'immagine del mosaico in uno …

L’anno che verrà

13 Gennaio 2020 | di Angelo Giubileo

Pare siano gli stessi protagonisti del governo in carica ad agevolare la propria fine e determinare il cambio, consci della propria debolezza divenuta ormai strutturale e irreversibile.

Suleimani e dintorni

13 Gennaio 2020 | di Valentino Baldacci

La raffigurazione dell’inquilino della Casa Bianca come del capo di una banda di gangster era negli anni dello stalinismo uno dei motivi ricorrenti della propaganda sovietica.

In memoria di Qassem Soleimani

6 Gennaio 2020 | di Livio Ghersi

Un essere umano è stato assassinato. Si chiamava Qassem Soleimani. C’era una volta la buona creanza di manifestare solidarietà alle vittime, non ai carnefici. Qui la vittima è Soleimani.

Elogio di Trump

30 Dicembre 2019 | di Valentino Baldacci

Trump sembra fatto apposta per dispiacere, a partire dal suo linguaggio verbale e corporeo, dal suo ciuffo arancione, dalla ostentazione plebea delle sue esternazioni; ma anche per ragioni di …

La Libia, a quindici minuti di MIG da noi

30 Dicembre 2019 | di Carlo Barbieri

Approfittando della ritirata di Trump, e dalla cronica assenza dell’Europa, la Turchia affamata di risorse ricomincia ad accarezzare il sogno imperiale ottomano.

Libia tricolore bruciato

La guerra di Libia la fanno a noi

22 Dicembre 2019 | di Giuseppe Mele

Le cosiddette primavere arabe, la gestione del dopo Saddam, la questione dell’abbattimento di Assad sono state gestite al peggio ed hanno dato l’opportunità ai russi i divenire arbitri della …

Venezia una città sospesa tra il mare e il cielo

25 Novembre 2019 | di Ettore Bonalberti

Proprio a Venezia nacquero e si svilupparono gli studi e le discipline scientifiche dei sistemi idraulici e della selvicoltura, assegnati per la parte scientifica all’università di Padova e per la …

I Curdi e…
L’armata delle pianure Perdute

11 Novembre 2019 | di Roberto Fronzuti

Di fronte alla tragedia del popolo curdo l’Europa non sta facendo nulla per evitare il peggio.

La politica erratica di Trump: fra immunità totale e impeachment

21 Ottobre 2019 | di Domenico Maceri

Il Washington Post ha aggiornato le falsità e asserzioni fuorvianti dell'attuale inquilino della Casa Bianca che in 993 giorni di presidenza hanno raggiunto la cifra di 13.495.

Stati Uniti d’Europa. Ora più che mai

21 Ottobre 2019 | di Primo Mastrantoni

Roma, 14.10.2019. “Prima gli italiani di Foggia”. E’ scritto in un manifesto affisso nel corso della campagna elettorale nell’omonimo capoluogo di provincia. Da “Prima …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

L’Europa e il piano “micidiale” di Erdogan

14 Ottobre 2019 | di Daniele Marchetti

L’idea di conquistare nuovo territorio alla Siria, con la scusa di espropriarlo al popolo Curdo, permetterà alla Turchia di creare una “nazione nella nazione”: un “ghetto dell’immigrazione”, lontano …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Erdogan e l’Unione europea

13 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla …

Il sionismo di Boris Johnson

5 Agosto 2019 | di Valentino Baldacci

La dichiarazione del nuovo primo ministro britannico non vuole avere un significato né storico né ideologico, ma è bensì tutta inserita nel dibattito politico contemporaneo.

Aria torbida in Medio Oriente

1 Luglio 2019 | di Valentino Baldacci

Il mancato rispetto dei diritti umani è evidente non solo nella politica dei due Stati che oggi sono in prima linea nell’attacco all’Egitto e all’Arabia Saudita – la Turchia e l’Iran – ma anche in …

Papa Francesco presta la sua cura agli Ambasciatori dello Stato della Chiesa

17 Giugno 2019 | di Guglielmo Adilardi

Papa Francesco ha dimostrato di essere un diplomatico istintivo e verace intervenendo personalmente in varie parti del mondo. Ma non era contento della sua classe diplomatica proprio perché costretto …

TU NON MI FARAI DEL MALE

29 Aprile 2019 | di Redazione Pensalibero.it

La storia del viaggio di Pippa Bacca Liberamente ispirato a una storia vera di Rosa Menduni e Roberto De Giorgi Regia di Tiziana Sensi con Caterina Gramaglia, Giorgia Guerra, Thomas Santu e Francesca …

Golan e Gaza

1 Aprile 2019 | di Valentino Baldacci

Le proteste che si sono levate, in particolare da parte dell’Unione Europea, contro il riconoscimento americano dell’appartenenza allo Stato di Israele delle alture del Golan – che d’altra parte …

Firenze senza futuro. Pecunia non olet? L’Italia alla Cina, Firenze al business che mangerà se stesso. Ora è Costa san Giorgio

25 Marzo 2019 | di Vincenzo Donvito

L’amministrazione della città ne va fiera. A noi viene più di un dubbio. Stiamo parlando (caso del giorno) dell’avvio dell’iter per trasformare l’ex-scuola di sanità militare di Costa San Giorgio in …

Firenze solitario

10 Marzo 2019 | di Carla Ceretelli

Ma noi abbiamo l'asso nella manica. Un giovane che può fare tranquillamente da mediatore culturale. Anche se è un po' troppo fiorentino. Speriamo solo che non gli si sia attaccata la supponenza che …

Politica e morale tra le due sponde dell’oceano

25 Febbraio 2019 | di Fabrizio Amadori

In politica internazionale i valori, l'etica, non c'entrano nulla (con la realtà: con la propaganda, invece, sì, sempre).

L’amore russo di Trump e le divisioni in America

20 Gennaio 2019 | di Domenico Maceri

“È la domanda più offensiva che mi sia stata rivolta”. Ecco la risposta di Donald Trump alla conduttrice Jeanine Pirro della Fox News che le aveva chiesto se avesse mai lavorato per la Russia. Il …

Gli istinti di Trump: insufficienti in politica estera

7 Gennaio 2019 | di Domenico Maceri

Se l’istinto di Trump di ritirare le truppe americane dalla Siria e l’Afghanistan appare positivo la sua implementazione si deve scontrare con la realtà basica. “Non siamo più fessi. E …

I collaboratori di Trump: sempre meno “adulti”

31 Dicembre 2018 | di Domenico Maceri

Assumere collaboratori stretti temporanei sta divenendo tipico per il 45esimo presidente in parte perché non ci sono molti professionisti in giro che vogliono lavorare per un capo che governa di …

  • Previous
  • Pagina 1
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 5
  • Pagina 6
  • Pagina 7
  • Pagina 8
  • Pagina 9
  • Pagine interim omesse …
  • Pagina 15
  • Next

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti