La questione riguardante la Turchia e il popolo curdo, ci ha portato ad un’associazione spontanea dei fatti narrati da Carlo Sgorlon nel suo romanzo “L’Armata dei fiumi perduti”. In essa vi si narra la storia dei cosacchi russi assoldati dai tedeschi, con la promessa di poter fondare una loro nazione (Kosakenland in Nord Italien) in Friuli, la Regione ricca di fiumi. Ma nel 1945, la causa dei cosacchi finì in tragedia, vittime di un orrendo massacro dopo essere stati usati; combatterono per nulla. I turchi hanno portato via ai curdi 35 chilometri di pianure, strappate all’Isis metro per metro. La storia si ripete con l’attacco ai curdi, ma noi speriamo con esito diverso dell’epilogo che toccò ai cosacchi.
Le notizie giunte dal Medio Oriente narrano dell’ennesima sordita guerra, che ha come vittima predestinata il popolo curdo. Sporca perché tutte le guerre sono sporche, ma quella scatenata dalla Turchia nei confronti dei curdi lo è ancora di più di altri conflitti.
I curdi hanno combattuto, ci hanno liberati dall’Isis; hanno lasciato sul campo 10.000 valorosi soldati. Nel momento i cui i curdi pensavano, ragionevolmente, di poter vivere in pace e magari poter pensare alla fondazione di un loro Stato, così come era stato stabilito dal trattato di Sarès del 1920 (è un popolo di 30 milioni sparso in quattro diverse nazioni). sono stati attaccati dalle forze militari turche,.di Erdogan. I curdi sono un gruppo etnico iranico originario dell’Asia occidentale. Geograficamente, questa zona prevalentemente montuosa, è nota come Kurdistan; comprende gran parte della Turchia sud-orientale, l’Iran nord-occidentale, l’Iraq settentrionale e la Siria settentrionale.
Di fronte alla tragedia del popolo curdo l’Europa non sta facendo nulla per evitare il peggio. Il mancato intervento dell’Occidente per evitare questo conflitto (che rischia di trasformasi in un’operazione di pulizia etnica) avrà gravi ripercussioni sull’equilibrio medio orientale, con la Turchia che la farà da padrone. Se non si può più contare sugli Usa come sentinella del mondo, è necessario che lo faccia l’Europa, per un fatto storico-culturale, ma anche perché siamo il continente più minacciato dall’instabilità di quella Regione.
Gli Stati Uniti pagheranno l’errore in termini di credibilità ; Trump porterà sulla coscienza la grave responsabilità di aver ritirato le truppe dalla Siria e di aver dato, di fatto, via libera al sultano Erdogan.
Roberto Fronzuti

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