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Firenze solitario

Ma noi abbiamo l’asso nella manica. Un giovane che può fare tranquillamente da mediatore culturale. Anche se è un po’ troppo fiorentino. Speriamo solo che non gli si sia attaccata la supponenza che troppo spesso ci contraddistingue.

di Carla Ceretelli | 10 Marzo 2019

No, non è un refuso e nemmeno un errore di genere. Ma il simbolo di una Firenze che si guarda l’ombelico. Avvoltolata su se stessa, compresa  nella preziosità di un diamante. Solitario, appunto.  Alla ricerca della Pietra Filosofale  e del  il Sacro Graal. Ecco così si è sentita, nei secoli, la nostra meravigliosa fragile magnifica Cittadina. “Graziosa e sì carina, la scià tant’anni eppure la unn’invecchia mai”. Infatti non ha fatto in tempo a invecchiare, e   senza rendersene conto e senza  previsioni e  lungimiranza alcuna da parte delle passate amministrazioni, è stata  meta negli ultimi decenni,  di persone diverse, di  etnie altre.  Non si tratta di essere “buonisti- per l’accoglienza indiscriminata”, o “cattivisti- no tout court” al diverso. 

E ci siamo ritrovati,  senza formazione propedeutica a qualsiasi forma  di  gestione e organizzazione , alla chiusura senza sosta di negozi storici per lasciar posto a quelli etnici. Giusto come  emblema di  un problema molto più ampio. Nessuno, fra i gestori  della pubblica amministrazione è riuscito, finora,  a fare uno straccio di progetto di reale, possibile   e attuabile integrazione nel rispetto delle regole.  Prevedendo anche  riduzione del danno prodotto da chi viene appositamente  per delinquere, o lo fa per estrema necessità di sopravvivenza.

 

Ma noi abbiamo l’asso nella manica. Un giovane  che può fare tranquillamente da mediatore culturale. Anche se è un po’ troppo fiorentino. Speriamo solo che non gli si sia attaccata  la supponenza che troppo  spesso ci  contraddistingue. Per il vanto di abitare questa meraviglia, infatti,  spesso  non riusciamo nemmeno più ad apprezzarla. Tanta è l’abitudine al bello.

Dunque Firenze città aperta. A chi arriva  e lavora. E che, se il lavoro non c’è o non lo incontra,  sia  pronto anche a tornare  da dove è venuto. Se proviene da zone senza guerra e senza torture. Perchè solo con il lavoro ci si può mantenere, e non  con welfare e  volontariato,  che deve essere  solo un valore aggiunto. Come per tutti i cittadini. Se i giovani italiani non trovano lavoro se ne vanno all’estero. E come tali devono essere trattati tutti. Italiani e stranieri.

Noi, di Punto e a Capo,  offriamo un esempio di perfetta integrazione. Un uomo nato qui,  aiutato,  come la maggior parte dei giovani, dai genitori a suo tempo immigrati, ma con tutti i documenti in regola  e  già  integrati da quasi mezzo secolo. Un ragazzo che  ha studiato, si è laureato, ha vinto un concorso  e svolge una professione. Loro non scappavano dalla guerra, fortunatamente allora non c’era, in Siria.  Un Paese ricco di tradizioni e cultura,  il Paese arabo che più d’ogni altro ha conservato le tracce del mondo preislamico.  Oggi sconvolto da un conflitto endogeno che sembra non finire mai.

Se ho sbagliato Mustafa mi correggerà. E, magari,  ci parlerà della sua terra.

 

Dunque , si diceva,  un bel solitario che purtroppo è stato  sciupato e  offuscato da una polvere sottile, in tutti i sensi. E, leggendo e rileggendo il nostro programma elettorale che  raccoglie e illustra  il  progetto per la città, si sottolinea  che questa  deve stare al centro, sì, ma “della sua area metropolitana, a partire da un sistema integrato di trasporti per un progetto comune in difesa del teritorio e dell’ambiente” Con una ” valorizzazione del centro storico a partire dalla residenza in stretto rapporto con un piano complessivo di riqualificazione delle periferie e dei centi storici minori”.Nonchè  “la difesa del valore internazionale di Firenze nei settori vitali della cultura del turismo e dell’imprenditoria”.

E siamo certi che Mustafa Watte, fiorentino  di nascita ma aperto al mondo,  giovane e di cultura vasta, sarà in grado di onorare questo progettto. Ambizioso ma possibile. Insieme a tutta la squadra preparatissima, che lo seguirà passo passo  nel suo percorso. Perchè l’unione fa la forza. E ciascuno ci mette del suo.

 

Nota a margine

Si viene a conoscenza che il Sindaco, dopo essere stato Consigliere comunale assessore  per 15 anni in totale, promette parcheggi gratis  sulle strisce blu. Cosa buona e giusta, per carità. Non da domani, ma se sarà rieletto. Peggio della scarpa sinistra del suo conterraneo.

 

Carla Ceretelli

 

Pubblicato in : Punto e a capoTag: amministrazione, anni, area metropolitana, estero, firenze, genitori, giovani, integrazione, lavoro, mondo, nato, persone, siria, stranieri, trasporti

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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