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Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

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caduta del muro

Altro che quei cattivoni dell’Europa e la Merkel!

13 Aprile 2020 | di Alessandro Silvestri

C’è un bel libro di Giovanni Fasanella e Mario José Cereghino, uscito ormai 5 anni fa, che in questo periodo di quarantena potrebbe essere interessante leggere o rileggere.“Colonia Italia” è il suo …

Il populista Di Maio erede dell’anti-politica dipietrista cade proprio mentre ricorrono 20 anni dalla morte di Craxi: nemesi da cui trarre buoni auspici?

26 Gennaio 2020 | di Enrico Cisnetto

Ci possono volere anche vent’anni, ma per fortuna prima o poi la storia s’incarica di rimettere le cose a posto. Inesorabilmente. Il ricordo della morte di Bettino Craxi, due decenni dopo, ha …

CRAXI, STORIA DI UN RIFORMISTA

20 Gennaio 2020 | di Giuseppe Scanni

Di Giuseppe Scanni. Articolo Pubblicato su Il Tempo il 10 Gennaio 2010 |

La democrazia liberale dell’uomo oltre l’uomo

30 Dicembre 2019 | di Angelo Giubileo

In politica, il potere è sempre sovrano così come in democrazia il potere stesso deriva, per definizione, sempre dal popolo.

Per una semplificazione della dinamica politica

15 Dicembre 2019 | di Vincenzo Olita

La politica del fare post-ideologica ha funzionato come passepartout per poter operare in mancanza di una visione del mondo e di un sistema di pensiero in grado di dare nobiltà, coerenza e significato …

“La politica estera di Gianni De Michelis”

1 Dicembre 2019 | di Giuseppe Scanni

Gianni De Michelis: un ricordo organizzato, dalla Fondazione Pietro Nenni
Teatro dei Servi a Roma, 26 novembre 2019, Relazione di Giuseppe Scanni.

La Commissione Segre giudicata dall’Importanza della Memoria europea

25 Novembre 2019 | di Giuseppe Mele

Per gli ebrei del secolo scorso l’orrore sistematico governativo non ebbe solo fattezze tedesche, ma anche italiane, francesi, belga, croate, olandesi, ecc.; prima e dopo la guerra ebbe, per altri …

La sinistra e Israele

25 Novembre 2019 | di Valentino Baldacci

Tre episodi di contenuto diverso ma che vanno tutti nella stessa direzione e mettono in evidenza un disagio, una difficoltà della sinistra nei rapporti con Israele che non avrebbe ragione di essere.

30 anni dopo la caduta del muro e la fine del comunismo l’Italia e l’Europa in crisi

18 Novembre 2019 | di Enrico Cisnetto

Non fanno onore a una delle pagine più edificanti della nostra storia.

Eugenio Giani, quel politico di lungo corso che farà un gran bene alla Toscana

18 Novembre 2019 | di Alessandro Silvestri

La letteraUn politico un po’ all’antica, appassionato di sport e di storia locale, figlio diretto della I Repubblica, che è riuscito con grande tenacia, studio e perseveranza, a ritagliarsi il suo …

Un Muraglione che unisce

18 Novembre 2019 | di Adalberto Scarlino

è sorto spontaneo il paragone fra la celebrazione del Muraglione, che serviva ad unire la Romagna Toscana con Firenze, e la caduta del muro di Berlino, che invece, nel secolo scorso, per trenta anni …

In questi giorni assistiamo allo scoppio definitivo di una crisi internazionale, che ha il proprio epicentro nel confine nordest della Siria, a seguito dell’attacco delle truppe turche di Erdogan ai curdi siriani. Si tratta di un’iniziativa militare annunciata da mesi, nei cui confronti la comunità internazionale pare faccia o addirittura sia destinata a fare ben poco. Infatti, la Turchia è innanzitutto membro della NATO; così che il Segretario Generale Jens Stoltenberg ha detto di contare “sul fatto che la Turchia agirà con moderazione”, aggiungendo che, al confine con la Siria, la Turchia ha “legittime preoccupazioni di sicurezza”, concernenti l’azione di tutti coloro che a vario titolo vengono definiti “terroristi”. Nell’ordine delle diverse potenze militari, dopo la NATO è toccato in qualche modo al presidente USA, Donald Trump, giustificare un eventuale disimpegno delle truppe americane nel confine nordest del territorio medesimo. Il presidente ha così detto: “I curdi? Ci piacciono, ma non ci aiutarono in Normandia”. Rispetto all’offensiva turca, deboli sono sembrate anche le reazioni della Russia e dell’Iran. Il portavoce del Cremlino ha innanzitutto dichiarato di “seguire la situazione da vicino”, mentre il ministro degli esteri di Teheran ha definito la situazione “preoccupante”. Al livello della diplomazia, l’ONU, e quindi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, prontamente riunitosi a porte chiuse, non è stata però capace di adottare alcuna risoluzione sulla vicenda in corso. Quanto all’Europa, le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla di più. A parte le solite dichiarazioni che dobbiamo per l’appunto definire di mera circostanza. Come peraltro quelle stesse che giungono dal Vaticano. Il processo di adesione della Turchia all’Unione europea è iniziato alla fine degli anni Ottanta, immediatamente a seguito della caduta del muro di Berlino; ma, dopo scarsi esiti, i negoziati di adesione, già sospesi nel 2005, hanno proseguito solo sulla base di accordi economici di finanziamento di risorse che l’Unione europea destina alla Turchia così come le ripartisce ai paesi ricompresi nel patto di adesione, con prossima scadenza fissata per il 2020. E quindi, ancora una volta, emerge il dato assoluto di una forza europea capace di far leva soltanto sul potere delle proprie risorse finanziarie che rende eventualmente disponibili. La forza di Erdogan si sostanzia dunque non solo nell’azione militare d’invasione della Siria, ma anche nella prospettiva segnalata all’Unione europea di evitare azioni di contrasto che potrebbero generare ripercussioni serie e gravi anche per i territori della stessa Unione. Erdogan fa riferimento a due scenari soprattutto. Il primo legato all’immigrazione dei profughi, tenuta per così dire sotto controllo dai turchi, dalla Siria e in particolare per quanto riguarda l’Italia anche dalla Libia. Il secondo legato alla liberazione dei cosidddetti foreign fighters, ovvero i combattenti ribelli stranieri che in Siria si sono aggiunti alle truppe fondamentaliste dell’Isis contro le truppe governative siriane. Sembra che, nel caso dei foreign fighters europei, si tratti di un numero che comprenda alcune migliaia di combattenti, finora trattenuti in Siria, ma che potrebbero essere liberati da Erdogan a seguito per l’appunto di azioni di contrasto alla propria offensiva militare. Non c’è alcun dubbio che, di fronte alla forza e al potere delle armi, l’Europa dimostri ancora una volta e sempre di più la propria inadeguatezza. Cosa di cui occorre necessariamente tenere conto, prima che la situazione in generale peggiori. Angelo Giubileo

Erdogan e l’Unione europea

13 Ottobre 2019 | di Angelo Giubileo

Le uniche iniziative concrete finora promosse hanno riguardato la convocazione degli ambasciatori di Roma e Parigi da parte dei rispettivi ministri degli esteri italiano e francese. E pertanto, nulla …

Hic et nunc: paese legale, reale, immaginario

19 Agosto 2019 | di Aldo A. Mola

Anche altri Paesi dell'Unione Europea vivono difficoltà, ma hanno fondamentali economici (sistema produttivo e fiscalità) di gran lunga più efficienti e un assetto dei poteri istituzionali così …

Rivoluzione socialdemocratica altro che raccolta differenziata delle firme!

5 Agosto 2019 | di Nicola Cariglia

Un progetto esplicitamente e marcatamente socialdemocratico potrebbe colmare in Italia un vuoto che la presenza di un partito dalla identità incerta (il PD) e una miriade di partitini dalla identità …

Alla base del populismo c’è il declino strutturale. Per sconfiggere l’uno bisogna aggredire l’altro

1 Luglio 2019 | di Enrico Cisnetto

È venuto il momento di alzare gli occhi. La fatale attrazione che esercita sull’opinione pubblica, via social e media, la quotidianità della politica, avvizzita in un “momentismo” – versione peggiore, …

Il voto liquido e il voto disgiunto

3 Giugno 2019 | di Roberto Caputo

L' elettore è mobile, vota senza timore e senza pregiudizi. Osa politicamente. E da liquido, il voto si fa anche disgiunto. Il cittadino sceglie una forza politica per le consultazioni nazionali ed …

L’Unità Romena sotto l’ abbraccio di Papa Francesco

3 Giugno 2019 | di Guglielmo Adilardi

Considerato che i cattolici in Romania sono soltanto circa un milione e mezzo su venti milioni di abitanti dobbiamo riconoscere che dalla caduta del muro di Berlino nel 1989 la Chiesa cattolica, …

Roberto Giachetti

Primarie PD, i candidati: Roberto Giachetti

11 Febbraio 2019 | di Alessandro Silvestri

Non si può certo dire che il “ragazzo” non abbia coraggio e che non sappia sfruttare una debolezza di partenza in imprese ben più grandi della sua naturale portata, restando in questo un allievo …

Altro che Battisti e la “dottrina Mitterand”

28 Gennaio 2019 | di Roberto Biscardini

Il caso Battisti, nel quadro delle più complicate coperture internazionali, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della cosiddetta “dottrina Mitterand”, entrata in vigore nel …

Se muore l’indipendenza la critica diventa claque

17 Settembre 2018 | di Giulio Laroni

La crisi della critica, si sa, consiste nel fatto che la critica (salvo poche, felici eccezioni) non esiste più. Si è oggi sovrapposta agli uffici stampa delle case editrici e dei galleristi, dei …

L’Italia ha bisogno di ricominciare daccapo

21 Maggio 2018 | di Enrico Cisnetto

e le “forze paradossali” potrebbero tornarci utili. Paradossalmente

Chi sono i vincitori delle elezioni: un’inchiesta sul populismo italiano

18 Marzo 2018 | di Giulio Laroni

L'esito del voto del 4 marzo ha suscitato un vivace dibattito. C'è stato chi ha parlato della nascita di una Terza repubblica, chi della fine di un'epoca, chi dell'inizio di una fase nuova.
Ma a ben …

La fine del liderismo

26 Febbraio 2018 | di Angelo Giubileo

Stavolta il cronista auspica che vi mostriate ancora più benevoli nei suoi confronti e con maggiore pazienza siate quindi disposti ad ascoltarlo. Il mio primo articolo di politica – Pci: …

Elezioni e scenari possibili

19 Febbraio 2018 | di Leopoldo Fregoli

NeoSocialismo Vs. NeoLiberismo; un Macron italiano; il vecchio, collaudato trasformismo.

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