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Il voto liquido e il voto disgiunto

L’ elettore è mobile, vota senza timore e senza pregiudizi. Osa politicamente. E da liquido, il voto si fa anche disgiunto. Il cittadino sceglie una forza politica per le consultazioni nazionali ed una opposta per quelle amministrative.

di Roberto Caputo | 3 Giugno 2019

Nella Prima Repubblica bastava uno spostamento di poche migliaia di voti per far cadere un governo ed a volte anche convocare un congresso anticipato con cambio di segreteria. Ma allora il sistema italiano si reggeva sulla diarchia inamovibile delle due chiese, la DC e il PCI, con un PSI molto debole e i partiti laici a fare da corollario. Spesso era addirittura una crisi tutta interna al potere democristiano. Tutti partiti si rifacevano alle ideologie del 900 e risentivano dei disastri della seconda guerra mondiale e degli equilibri post guerra. Poi arrivò Craxi e tutto si mise in movimento. Però quello che storicamente modificò l ‘ immobilismo di anni fu la fine del comunismo sovietico e la caduta del muro di Berlino . Esplose Mani Pulite con la scomparsa delle vecchie formazioni politiche e la nascita di nuovi partiti. Siamo alla Seconda Repubblica e alla contrapposizione tra blocchi, centrodestra contro centrosinistra. Prodi contro Berlusconi. Ma anche nella Seconda Repubblica la sconfitta alle Regionali provocò la caduta del governo D ‘ Alema. Oggi il voto è liquido. Milioni di elettori cambiano partito nel giro di poco tempo. Il crollo del PD passato dal 40 per cento di Renzi al 22 di Zingaretti, il dissolversi di Forza Italia, il balzo della Lega dal 7 al 17 per arrivare al 34 per cento, il dimezzamento dei voti grillini, ne sono una prova. L’ elettore è mobile, vota senza timore e senza pregiudizi. Osa politicamente. E da liquido, il voto si fa anche disgiunto. Il cittadino sceglie una forza politica per le consultazioni nazionali ed una opposta per quelle amministrative. Fa quindi scelte più che consapevoli. Mirate. Cambia rapidamente lo scenario e il marketing politico. Nessuno è  re per sempre.

 

Roberto Caputo

Pubblicato in : Editoriale, Il punto di Roberto CaputoTag: anni, berlusconi, caduta del muro, centrosinistra, comunismo, craxi, crisi, governo, guerra mondiale, italia, Laici, lega, mani pulite, movimento, pd, prima repubblica, prodi, psi, renzi, repubblica, seconda guerra mondiale, seconda repubblica

Info Roberto Caputo

Roberto Caputo è un politico milanese, per più legislature è stato consigliere comunale a Milano e Assessore alla Cultura e allo Sport nella giunta del sindaco Paolo Pillitteri nelle fila del Partito socialista italiano. Ha ricoperto poi la carica di Presidente del Consiglio Provinciale di Milano durante la presidenza di Ombretta Colli e quindi Vicepresidente dello stesso con la giunta di Guido Podestà sino all’avvento della Città Metropolitana. Ha alle spalle anche una intensa attività pubblicistica incominciata prima con le raccolte di poesie, poi con i racconti sulla “Mala” a Milano, infine con una serie di romanzi noir metropolitano che ha scritto a quattro mani con la giornalista Nadia Giorgio.

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